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La  comunità- officina

La comunità- officina

Autori Maria Sellitti
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 17x24
Pagine 202
Pubblicazione Aprile 2015 (I Edizione)
ISBN / EAN 8891610515 / 9788891610515
Collana Sociale & Sanità

Storie di minori a rischio e di percorsi di aiuto

Prezzo Online:

24,00 €

20,40 €

Il disagio psico-sociale dei minori si costruisce “mattone dopo mattone”, sino alla realizzazione di “edifici” di personalità gravemente inadeguati, individualità contrassegnate da sofferenza psichica, devianza sociale, pluri-dipendenze.

Percorso inverso è quello della costruzione di modelli esistenziali funzionali, per questi bambini e ragazzi, a una positiva espressione di sé nel contesto sociale.

Come nella “Comunità-Officina”, struttura educativa per minori con l’obiettivo di impostare e avviare, insieme al giovane ospite, un adeguato e sereno percorso di vita.

Narrazione, descrizione e argomentazione si incrociano in questo volume, dando testimonianza, per stile e per opzione epistemica, alla grande tradizione della psicopatologia europea.


Maria Sellitti, Psicologa e psicoterapeuta, coordinatrice e consulente di comunità educative e terapeutiche per minori, docente a contratto presso l’Università degli Studi di Macerata.

Parte Prima L’intervento sul minore
1. Codice rosso: minori
1.1. La questione minorile
1.2. Per una nuova prospettiva culturale
2. L’accoglienza
2.1. I contatti preliminari all’inserimento
2.2. Il momento dell’ingresso
2.3. La mediazione del gruppo dei minori
2.4. L’atteggiamento degli operatori
2.5. Le regole come “le scarpe per camminare”
2.6. Il sostegno durante i primi giorni
3. La fase del rifiuto
3.1. Rifiuto “esplosivo”
3.2. Rifiuto “sommesso”
3.3. Rifiuto “verbalizzato”
3.4. La difficoltà ad integrarsi
3.5. Il dolore della solitudine
3.6. Il disagio estremo
3.7. Disagio ed oltre
4. Il bisogno di “fuga”
4.1. Meccanismi proiettivi .
4.2. L’idealizzazione compensatoria
4.3. La “fune nell’armadio”
4.4. La “carta d’identità”
5. Il legame del “compagno di viaggio”
5.1. “Tu sai chi sono io”
5.2. Il rapporto di fiducia
5.3. La costruzione di un nuovo rapporto
5.4. La ricerca del sostegno
6. Il lavoro di sostegno
6.1. Un’ipotesi di percorso
6.2. La Comunità-Laboratorio
6.3. La Comunità-Officina
6.4. La “confluenza operativa”
7. La gestione delle emergenze
7.1. La formulazione di obiettivi immediati
7.2. La riformulazione dell’accoglienza e la ricostituzione dell’alleanza
8. Gli “incontri protetti” e l’“incontro” con il genitore
8.1. Tra realtà e rappresentazione
8.2. “Prova del nove” o spazio di sperimentazione
8.3. Competenze genitoriali e motivazione
8.4. La competenza del minore
9. Il fallimento
9.1. Erronea diagnosi sociale
9.2. Inadeguata gestione delle variabili esterne
9.3. Inadeguata gestione delle variabili operative
10. Lo svincolo
10.1. Il minore protagonista
10.2. I tempi
10.3. Il rientro in famiglia
10.4. La famiglia affidataria
10.5. La consapevolezza dei bisogni e la dimensione dell’autonomia
10.6. Comunità/affido familiare: il possibile significato di soluzioni transitorie
11. Il seguito
11.1. La continuità del progetto
11.2. I vissuti del minore successivi alla dimissione
11.3. I vissuti dell’équipe
12. Ulteriori possibili interventi comunitari
12.1. Inserimento del genitore del minore in regime diurno
12.2. Sostegno psico-educativo alla famiglia del minore
12.3. Monitoraggio del minore successivo alla dimissione

Parte seconda La famiglia del minore
1. La “catena” dei modelli disfunzionali
1.1. I “minori figli di minori”
1.2. Nascita della “catena” relazionale disfunzionale
1.3. I percorsi della sofferenza: dipendenza, devianza sociale, disagio psi-chico
1.4. Interruzione della “catena” relazionale disfunzionale
1.5. Il riconoscimento dei bisogni insoddisfatti
1.6. L’elaborazione di nuove possibilità di espressione
2. L’intervento sulla “catena”
2.1. “Le radici o la chioma?”
2.2. La proposizione di nuovi modelli familiari
2.3. “Colui che sta nel mezzo”

Parte terza L’intervento sulla coppia madre-figlio
1.
L’accoglienza della coppia madre-figlio
1.1. I contatti preliminari
1.2. Il “contratto”
1.3. La ricerca dell’autonomia
2. L’accoglienza della madre
2.1. I bisogni della “donna”
2.2. I bisogni dell’“adolescente”
2.3. I bisogni della “bambina”
3. Le madri e le loro dipendenze
3.1. “Figlio-vittima” di “madre-vittima”
3.2. La collusione con il compagno ed il minore “vittima sacrificale”
3.3. La razionalizzazione dei “circuiti perversi” e l’impossibilità del cambiamento
4. Madri extracomunitarie
4.1. La cultura d’origine
4.2. La creazione di un rapporto empatico
4.3. L’integrazione come scambio di risorse
Parte quarta L’équipe
1.
La “Sindrome del terapeuta”
1.1. Il meccanismo di proiezione di contenuti intrapsichici
1.2. La difficoltà ad una corretta lettura del cambiamento
1.3. La difficoltà all’uso del contesto in una prospettiva evolutiva ed all’applicazione di nuovi strumenti
1.4. L’autoreferenzialità
2. Creazione ed evoluzione del legame di attaccamento con i minori
2.1. Tra attrazione e repulsione
2.2. Il desiderio salvifico
2.3. Vissuto di impotenza e burn-out
3. Il rapporto con le famiglie
3.1. Tra guerra e collusione
3.2. La triangolazione relazionale
3.3. L’allontanamento del genitore
3.4. Sperimentazione di nuove modalità comunicazionali
4. Dinamiche relazionali interne ed esterne al gruppo operativo
4.1. La contrapposizione tra diversi stili operativi .
4.2. Il conflitto operativo e la triangolazione del minore
5. L’operatore “maestro di danza”
5.1. La conduzione degli interventi incentrata sulla persona
5.2. La proposta di nuovi “passi” e di nuovi “pezzi”
5.3. La verifica e la supervisione

Parte quinta La rete territoriale
1.
La rete operativa pubblica e privata
1.1. La definizione dei compiti 
1.2. La condivisione dei percorsi
1.3. Le verifiche confluenti
1.4. La riprogrammazione evolutiva
1.5. L’integrazione creativa delle risorse esistenti
2. La rete territoriale
2.1. Le persone del territorio
2.2. Le organizzazioni culturali, sportive e ricreative
2.3. Le organizzazioni del volontariato


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