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La redazione degli atti amministrativi del Comune

La redazione degli atti amministrativi del Comune

Autori Tiziano Tessaro
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 17x24
Pagine 1328
Pubblicazione Giugno 2015 (X Edizione)
ISBN / EAN 8891611697 / 9788891611697
Collana Progetto ente locale

Principi e tecniche
Con cd rom contenente
200 modelli di atti personalizzabili

X edizione

Prezzo Online:

118,00 €

La necessità di monitorare la spesa pubblica, trasformare i supporti documentali da cartacei ad informatici, velocizzare la trasmissione delle informazioni nei rapporti tra enti ma anche con l’utenza-cittadino, nell'ottica di un nuovo concetto di trasparenza-pubblicità, sempre nel rispetto della riservatezza, e delle nuove regole introdotte dall’armonizzazione contabile, si rispecchia nella necessità di considerare ulteriori aspetti nella predisposizione di un atto amministrativo.

Aggiornata a tutte le novità introdotte dall’Armonizzazione Contabile, questa Guida ragionata - giunta alla decima edizione - è completamente rivisitata e si conferma indispensabile all'attività quotidiana, collegando le nozioni teoriche rilevanti a quelle più strettamente operative, fondendo la teoria con la pratica e dimostrando che la stesura di un atto amministrativo, conforme a legge e tecnicamente ineccepibile, è possibile unicamente con l'approfondita e solida conoscenza dei principi che attengono da un lato alla sua esistenza, validità ed efficacia e dall’altro ai meccanismi procedurali che lo portano a perfezionamento.

Distinguendosi dalla maggior parte della manualistica di settore, l'opera, sebbene caratterizzata da taglio dottrinale, spinge il ragionamento sino agli aspetti più operativi, indirizzando l'Operatore, nella prima parte, allo studio della corretta formulazione dell’atto percorrendo l’iter descrittivo dei vari elementi formali che compongono un provvedimento, ed esaminando, nella seconda parte, arricchita da giurisprudenza aggiornata, le tipologie degli atti più complessi, minuziosamente descritti ed esplicati con approfonditi riferimenti sostanziali.

Il Cd-Rom allegato contiene 190 modelli di atti amministrativi e 10 schemi di regolamento.


Tiziano Tessaro Magistrato della Corte dei Conti. Direttore della rivista on-line www.lagazzettadeglientilocali.it e del bimestrale Comuni d’Italia, entrambi Maggioli Editore.

1. Oggetto del presente lavoro
1.1. Profili funzionali
1.2. Profili strutturali
2. Consigli per l’uso

Parte Prima LA TEORIA DEGLI ATTI E DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
Capitolo I GLI ATTI AMMINISTRATIVI
1. Definizione di atto amministrativo
2. Gli elementi essenziali degli atti amministrativi
2.1. Il soggetto agente
2.2. L’oggetto
2.3. Il contenuto
2.4. La forma
2.5. La volontà
2.6. Il fine tipico cui l’atto è rivolto
3. Gli elementi accidentali
4. Classificazione degli atti amministrativi
4.1. In base al soggetto
4.1.1. Gli atti collegiali
4.1.2. Atto semplice e atto composto
4.1.3. Atti del Comune, della Provincia, ecc. 
4.1.4. Secondo l’organo agente: il concetto di competenza
4.2. Secondo la volontà
4.2.1. Provvedimenti e meri atti
4.2.2. Discrezionalità amministrativa e discrezionalità tecnica
4.3. In base al contenuto
4.4. In base all’oggetto
4.5. In base alla forma
4.6. In base alla funzione
4.7. In base agli elementi accidentali
Capitolo II I VIZI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI
1. Patologia degli atti amministrativi
2. Una prima classificazione: nullità, illegittimità, inefficacia
2.1. La nullità e l’inesistenza
2.1.1. Le conseguenze della nullità
2.2. La classificazione dei vizi di legittimità
2.2.1. L’incompetenza relativa
2.2.2. L’eccesso di potere
2.2.3. La violazione di legge
2.2.4. Le conseguenze dell’illegittimità
2.2.5. L’irregolarità
2.3. L’inefficacia
2.3.1. Le conseguenze dell’inefficacia
3. La seconda classificazione: i vizi con riguardo agli elementi essenziali
3.1. Casi di nullità
3.1.1. Con riguardo al soggetto
3.1.2. Con riguardo all’oggetto
3.1.3. Con riguardo alla forma
3.1.4. Con riguardo alla volontà
3.1.5. Con riguardo al contenuto
3.1.6. Con riguardo alla finalità
3.2. Casi di illegittimità
4. Una terza classificazione: i vizi di legittimità e i vizi di merito
Capitolo III I RIMEDI AI VIZI DELL’ATTO AMMINISTRATIVO
1. Il concetto di autotutela
2. La distinzione tra gli atti di autotutela
2.1. La caducazione dell’atto
2.1.1. L’annullamento
2.1.1.1. In generale
2.1.1.2. Presupposti dell’annullamento d’ufficio
2.1.1.3. ... e sua distinzione dalle altre tipologie di annullamento
2.1.1.4. L’annullamento in sede di controllo, l’annullamento su ricorso e l’annullamento governativo
2.1.1.5. Breve riepilogo
2.1.2. La revoca
2.1.3. La sospensione
2.1.4. La rimozione
2.1.5. Il mero ritiro (o ritiro in senso stretto)
2.1.6. La rettifica
2.2. La conservazione dell’atto
2.2.1. La sanatoria in senso stretto
2.2.2. La convalida
2.2.3. La conferma
2.2.4. La conversione
2.2.5. La sanatoria per raggiungimento dello scopo
Capitolo IV IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. Definizione
2. Elementi essenziali
2.1. La fase preparatoria
2.1.1. L’iniziativa
2.1.2. Procedimenti a istanza di parte
2.1.3. Procedimenti d’ufficio
2.1.4. L’avvio, il termine del procedimento e la comunicazione del responsabile
2.1.4.1. L’avvio del procedimento
2.1.4.1.1. Le conseguenze
2.1.4.1.2. Il preavviso di rigetto
2.1.4.2. L’indicazione del termine
2.1.4.3. L’eventuale proroga del termine. Casi e limiti
2.1.5. L’istruttoria
2.1.5.1. Scopi e principi generali dell’istruttoria amministrativa nella dottrina amministrativistica
2.1.5.2. L’articolazione della fase istruttoria in generale
2.1.5.3. L’acquisizione di atti istruttori
2.1.5.4. Gli obblighi istruttori del responsabile del procedimento
2.1.5.5. La valutazione di memorie e documenti e la stipula di accordi
2.2. La fase costitutiva
2.2.1. Procedimenti monocratici e collegiali
2.3. La fase integrativa dell’efficacia
2.3.1. L’immediata efficacia
2.3.2. La pubblicazione
2.3.3. Il rispetto delle disposizioni del d.lgs. 196/2003
2.3.4. La notificazione
2.3.5. Il controllo e le sue residue forme
3. Classificazione
3.1. Il procedimento deliberativo in generale
3.2. La fase preparatoria
3.2.1. La fase dell’iniziativa: la convocazione
3.2.2. La fase istruttoria
3.3. La fase costitutiva
3.3.1. La fase dell’adunanza. Il quorum strutturale
3.3.2. La fase della votazione. Il quorum funzionale
3.4. La fase integrativa dell’efficacia
3.4.1. Le condizioni perché l’atto divenga efficace
Capitolo V I VIZI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. La patologia del procedimento amministrativo
1.1. Vizi inerenti alla fase preparatoria
1.1.1. I vizi degli atti presupposti
1.1.2. L’omissione della comunicazione di avvio e del preavviso di rigetto
1.1.2.1. L’omissione della indicazione del responsabile del procedimento
1.1.2.2. L’inosservanza del termine per la conclusione del procedimento
1.2. Vizi inerenti alla fase costitutiva
1.3. Vizi inerenti alla fase integrativa dell’efficacia
1.4. La sanatoria dei vizi del procedimento
2. L’inammissibilità e l’improcedibilità
2.1. Profili soggettivi
2.2. Fattispecie concrete di inammissibilità e improcedibilità

Parte Seconda LE CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI ATTI COMUNALI
Capitolo I LA DELIBERA, L’ORDINANZA, IL DECRETO, LA DETERMINAZIONE IN GENERALE
1. La delibera, l’ordinanza, il decreto, la determinazione come atto e come procedimento
1.1. Premessa 
2. Come atti amministrativi
2.1. Sotto il profilo del soggetto
2.1.1. Organo agente
2.1.2. Atti collegiali e atti monocratici
2.2. Sotto il profilo dell’oggetto
2.3. Sotto il profilo della forma
2.3.1. Gli elementi formali necessari di ciascun atto del Comune
2.4. Sotto il profilo del contenuto
2.5. Sotto il profilo della volontà
2.6. Sotto il profilo del fine tipico cui l’atto è rivolto
2.7. L’ammissibilità di clausole accidentali
Capitolo II PROFILI PATOLOGICI E PROCEDIMENTALI DEGLI ATTI DEL COMUNE
1. I vizi delle deliberazioni comunali, delle ordinanze, delle determinazioni
2. I rimedi ai vizi
2.1. I rimedi ai vizi delle deliberazioni comunali
2.2. I rimedi ai vizi delle ordinanze, dei decreti e delle determinazioni
3. Le deliberazioni, i decreti, le ordinanze, le determinazioni come procedimento amministrativo
4. Riepilogo degli elementi formali attraverso i quali si estrinsecano i provvedimenti comunali

Parte Terza GLI ATTI DEGLI ORGANI COLLEGIALI DEL COMUNE
Capitolo I LA DISAMINA DEI SINGOLI ELEMENTI FORMALI DELLE DELIBERAZIONI
1. Oggetto dell’analisi
2. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinseca il contenuto necessario della deliberazione
3. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
4. Avvertenze generali per lo studio e la redazione di un atto amministrativo deliberativo
Capitolo II L’INTESTAZIONE
1. Gli elementi che rilevano per l’intestazione
2. Il concetto di competenza
3. Il riparto di competenze in generale
3.1. Il primo principio: la separazione tra indirizzo e gestione
3.2. Le caratteristiche degli atti di indirizzo e degli atti di gestione
3.3. Il secondo principio: l’autonomia normativa comunale in tema di competenze degli organi
3.4. Lo Statuto 
3.4.1. In generale
3.4.2. ... e nello specifico. La previsione del testo unico degli Enti locali
3.4.3. I contenuti dello Statuto dopo la riforma costituzionale e la legge 131/2003
3.4.3.1. Dopo la revisione costituzionale
3.4.3.2. Dopo la legge 131/2003
3.4.3.3. La collocazione nel sistema delle fonti dello Statuto. La tesi della sua natura regolamentare e il principio di gerarchia delle fonti
3.4.3.4. La tesi della natura subprimaria o atipica dello Statuto. Il principio di competenza e la c.d. riserva di Statuto
3.4.3.5. La tesi intermedia
3.4.3.6. L’interpretazione della Corte costituzionale
3.5. I regolamenti comunali
4. Il riparto di competenza in particolare. La competenza del Consiglio
4.1. Premessa. La fonte. La competenza in base all’art. 42 del testo unico
4.2. Caratteristiche generali
4.3. Individuazione
4.3.1. Gli atti fondamentali
4.3.1.1. Atti che sono manifestazione di volontà
4.3.1.2. Atti che sono manifestazione di scienza o di giudizio
4.3.1.3. Atti di indirizzo
4.3.2. La surrogazione della competenza esclusiva del Consiglio
4.3.3. Altre competenze del Consiglio previste dall’ordinamento
5. La competenza della Giunta
5.1. Premessa. La fonte
5.2. Caratteristiche
5.3. Individuazione
5.3.1. Competenza propria
5.3.2. In particolare: le competenze di programmazione intermedia
5.3.3. Altre competenze
5.3.4. Tassative competenze gestionali
5.3.5. La competenza surrogatoria
5.3.6. L’eccezione: le variazioni di bilancio attribuite dal d.lgs. 118/2011 specificamente alla competenza dirigenziale
6. La competenza dei dirigenti
6.1. Premessa. La fonte
6.2. Caratteristiche
7. Casi di confine 
7.1. Premessa
7.2. Le materie a competenza ripartita tra Consiglio e Giunta. Rassegna di casi
7.2.1. In tema di opere pubbliche
7.2.1.1. L’approvazione dei progetti esecutivi. La regola
7.2.2. I piani di lottizzazione
7.2.3. La materia tariffaria
7.2.4. Gli altri casi dubbi
7.2.4.1. In tema di concessioni
7.2.4.2. In tema di commercio
7.2.4.3. In tema di beni immobili
7.3. Tra Consiglio e dirigenti
7.3.1. L’assunzione di mutui
7.3.2. Indennità dei Consiglieri e della Giunta
7.3.3. La potestà regolamentare e in materia di piante organiche
7.4. Tra Giunta e dirigenti
7.4.1. L’approvazione delle perizie
7.4.2. Nomina delle commissioni di concorso
7.4.3. Competenze di controllo
7.4.4. Erogazione di contributi
7.4.5. Altre competenze dei dirigenti...................... 1 »1 235
7.5. La problematica distinzione tra atti di governo e atti di gestione
7.5.1. Individuazione delle fattispecie critiche
7.5.1.1. Fattispecie demandate dal legislatore necessariamente alla revisione statutaria
7.5.1.2. Altre fattispecie da sottoporre alla revisione statutaria
7.5.2. Il passaggio di competenze gestionali dagli organi politici ai dirigenti e l’art. 107, comma 5
7.5.2.1. Il meccanismo per il passaggio di competenze: automatico o lasciato alla mediazione statutaria?
7.5.2.2. ... e la pretesa natura gestionale degli atti 
7.5.2.3. Conseguenze operative: la formulazione del dispositivo rinvio
8. Caratteristiche riassuntive delle competenze degli organi comunali
9. La legittimazione
10. L’oggetto
Capitolo III IL PREAMBOLO
1. Contenuto del preambolo
2. La fase dell’iniziativa nel procedimento deliberativo: la proposta di deliberazione
2.1. Il concetto di proposta
2.1.1. L’organo deputato a esprimere la proposta
2.1.2. Le conseguenze in caso di assenza della proposta
2.1.3. Le eccezioni al principio: ovvero la possibile assenza della proposta
2.2. La fase istruttoria
2.2.1. I presupposti di fatto
2.2.2. Gli atti della fase istruttoria e la loro distinzione
2.3. Il parere
2.3.1. Il concetto di parere
2.3.2. La distinzione tra i pareri
2.3.3. I pareri obbligatori previsti dall’art. 49 t.u.
2.3.4. Individuazione dei pareri obbligatori ex art. 49 t.u. da esprimere sulla proposta di deliberazione
2.3.4.1. Il parere di regolarità tecnica
2.3.4.2. Il parere di regolarità contabile
2.3.5. L’organo deputato a esprimere il parere tecnico e contabile
2.3.5.1. L’espressione del parere tecnico e contabile in assenza di funzionari
2.3.6. Il termine per rendere i pareri
2.3.7. Il parere favorevole
2.3.8. Il parere non favorevole
2.3.9. L’assenza dei pareri
2.3.9.1. L’impossibilità di procedere in caso di mancanza a una loro sanatoria
2.3.10. La forma del parere
2.3.11. Il parere dell’organo di revisione
2.3.11.1. Le fattispecie in cui deve essere espresso il parere dell’organo di revisione
2.3.11.2. Il parere sul bilancio di previsione e le relative variazioni in particolare
2.3.12. I pareri facoltativi
Capitolo IV LA MOTIVAZIONE
1. La definizione di motivazione
1.1. Oggetto
1.2. La motivazione dell’atto deliberativo come elemento essenziale e la sua distinzione dalle dichiarazioni di voto e dall’elemento volitivo
1.3. Il contenuto della motivazione
1.3.1. Motivazione e giustificazione
1.3.2. I presupposti di fatto
1.3.3. Le ragioni giuridiche
1.3.4. Le risultanze dell’istruttoria
1.4. L’ammissibilità della motivazione per relationem
1.4.1. La disponibilità dell’atto richiamato
1.5. La motivazione dei provvedimenti contenenti dati sensibili
Capitolo V L’ELEMENTO VOLITIVO
1. Oggetto e definizione
1.1. Convocazione, quorum costitutivo e decadenza
2. La fase della convocazione
2.1. I soggetti deputati alla convocazione
2.2. Modalità di convocazione
2.3. Termini per il recapito degli avvisi di convocazione ed elenco degli oggetti da trattare
2.3.1. La convocazione ordinaria
2.3.2. La convocazione d’urgenza
2.4. Lo scopo dell’istituto della convocazione e la sanatoria dei vizi relativi
2.5. La pubblicazione degli argomenti all’Albo dell’Ente
3. La fase dell’adunanza
3.1. Il quorum strutturale in prima convocazione
3.2. Il quorum strutturale in seconda convocazione
3.3. Sedute segrete e pubbliche
3.4. Svolgimento dei lavori
3.5. La votazione
3.6. La votazione palese
3.7. L’obbligo dell’astensione
3.7.1. La votazione segreta
3.7.2. Il computo dei votanti e l’indicazione dei presenti, dei votanti, dei favorevoli, astenuti, contrari
3.7.2.1. La diversità di regole tra le votazioni segrete e quelle palesI
3.7.3. La proclamazione dei risultati
3.8. La disciplina delle sedute della Giunta comunale
Capitolo VI LA PARTE DISPOSITIVA
1. In generale
1.1. Individuazione della casistica
1.2. Casi di delibere costituenti mero atto di indirizzo
1.2.1. Indicazioni di casi
1.3. Equiparazione con le delibere costituenti manifestazioni di giudizio
1.3.1. Indicazioni di casi
1.4. Casi in cui la delibera non è mero atto di indirizzo, ma non comporta riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente
1.5. Casi di delibere che comportino riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente. Indicazioni di casi
1.5.1. Le ipotesi di “riflessi indiretti”
1.5.2. Le ipotesi di “riflessi diretti”. I casi di assunzione di impegno di spesa mediante delibere
1.6. I casi eccezionali di impegni assunti dalla Giunta e dal Consiglio
1.6.1. Elencazione dei casi di competenza gestionale del Consiglio
1.6.2. Elencazione dei casi di competenza gestionale della Giunta
1.6.3. Conseguenze operative. La formulazione del dispositivo in concreto
1.6.3.1. Le conseguenze dovute al nuovo visto previsto dall’art. 8, comma 8, del d.lgs. 267/2000 introdotto dal d.lgs. 126/2014
1.6.4. L’indicazione obbligatoria della spesa da impegnare
1.6.5. Il concetto generale di impegno. Rinvio
2. Il dispositivo delle deliberazioni che contengono dati sensibili
Capitolo VII LA NUMERAZIONE E SOTTOSCRIZIONE DELLA DELIBERAZIONE E LA FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA
1. La numerazione e sottoscrizione delle deliberazioni
1.1. La sottoscrizione come elemento essenziale dell’atto scritto
1.2. Le fonti normative relative alla c.d. firma digitale
2. La fase integrativa dell’efficacia
2.1. La pubblicazione
2.1.1. Scopi della pubblicazione
2.1.2. I soggetti deputati alla pubblicazione delle deliberazioni
2.1.2.1. Pubblicazione ed esecutività delle delibere
2.1.3. Rapporti con il principio della pubblicità previsto dal d.lgs. 33/2013
2.2. La fase del controllo
2.2.1. Il controllo eventuale
2.2.1.1. Il controllo a istanza dei Consiglieri
2.2.1.2. Il controllo a istanza del Prefetto
2.3. Le delibere non sottoposte a controllo
2.4. L’immediata eseguibilità
Capitolo VIII IL VERBALE DELLA DELIBERAZIONE
1. Redazione e contenuto del verbale
1.1. La nozione e la funzione di verbale
1.2. L’efficacia probatoria
1.3. Natura giuridica
1.3.1. Conseguenze pratiche della distinzione
1.3.1.1. Sotto il profilo del contenuto: l’autonomia del verbale rispetto alla deliberazione
1.3.1.2. Sotto il profilo della classificazione degli atti amministrativi
1.3.1.3. Sotto il profilo soggettivo: la competenza a redigere il verbale
1.3.1.4. Sotto il profilo della rettificabilità
1.4. Principi regolanti la redazione del verbale
1.4.1. Il momento della verbalizzazione
1.4.2. Il brogliaccio
1.4.3. Il contenuto necessario del verbale: la completezza
1.4.4. La sottoscrizione del verbale
1.4.5. L’originale e le copie
1.4.6. L’interpretazione del verbale 
1.4.7. Considerazioni finali. Riepilogo sintetico degli elementi che dovranno essere inseriti nel verbale

Parte Quarta GLI ATTI DEGLI ORGANI MONOCRATICI DEL COMUNE
Capitolo I LE ORDINANZE DEL SINDACO E DEI DIRIGENTI: IN GENERALE
1. Le ordinanze del Sindaco e dei dirigenti: loro definizione e distinzione
2. Le ordinanze come atto amministrativo
2.1. Elementi accidentali
2.1.1. Il termine nell’ordinanza contingibile e urgente
3. Il procedimento per l’emanazione di un’ordinanza come procedimento amministrativo
3.1. La fase preparatoria
3.1.1. La fase dell’iniziativa
3.1.1.1. L’avvio del procedimento e la comunicazione del responsabile
3.1.2. La fase istruttoria
3.2. La fase costitutiva
3.3. La fase integrativa dell’efficacia
3.3.1. Le sanzioni
4. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
Capitolo II LE ORDINANZE CONTINGIBILI E URGENTI
1. Gli elementi formali attraverso i quali si esternano le ordinanze contingibili e urgenti
1.1. La data, il luogo e la sottoscrizione
1.2. L’intestazione
1.2.1. La competenza ad emanare gli atti contingibili e urgenti e la relativa imputazione
1.2.2. Esclusione della possibilità di delega ai dirigenti
1.2.3. La delegabilità e la sostituzione del Sindaco
1.2.4. I casi di sostituzione del Sindaco
1.2.5. Il concetto di delega
1.2.6. Gli organi delegati dal Sindaco
1.2.7. Gli effetti della delega
1.2.8. Principi valevoli in tema di delega
1.3. Il preambolo
1.3.1. La proposta
1.3.2. L’assenza di pareri
1.3.3. La preventiva comunicazione al Prefetto
1.4. La motivazione
1.4.1. I presupposti
1.4.2. La necessità e l’urgenza
1.4.3. Il pericolo di danno
1.4.4. Ambito oggettivo diversificato
1.4.5. Efficacia limitata nel tempo
1.4.6. Il rispetto dei principi generali dell’ordinamento
1.4.7. La comparazione degli interessi in vista del perseguimento dell’interesse pubblico e la finalità di prevenire gravi danni ai cittadini
1.4.8. Territorialità
1.5. La manifestazione di volontà e il contenuto dispositivo
1.5.1. L’indicazione dell’autorità e dei termini per ricorrere
1.6. L’efficacia delle ordinanze
1.6.1. La pubblicazione e/o la notificazione; la loro non sottoposizione a controllo
1.6.1.1. L’identificazione del destinatario
1.6.2. L’esecuzione dell’ordinanza e le sue modalità
1.6.3. L’esecuzione d’ufficio in caso di inadempienza
1.6.4. La sanzione penale
Capitolo III LE ORDINANZE NORMALI
1. Definizione di ordinanza normale
2. Gli elementi formali attraverso i quali si esternano le ordinanze normali
2.1. La data, il luogo e la sottoscrizione
2.2. L’intestazione
2.2.1. La competenza all’adozione delle ordinanze normali
2.2.1.1. L’imputazione degli atti
2.2.2. Permanenza o meno del potere di ordinanza normale al Sindaco: due tesi
2.2.2.1. Prima tesi
2.2.2.2. Seconda tesi
2.2.2.3. Conclusioni
2.2.3. Possibilità di delega ai dirigenti
2.2.4. Esclusione della delega in materia di competenza statale
2.3. Il problema delle ordinanze-ingiunzioni
2.3.1. Il procedimento per l’emanazione delle ordinanze-ingiunzioni
2.3.2. Caratteristiche del procedimento
2.4. Il preambolo
2.4.1. La proposta
2.4.2. L’assenza di pareri
2.5. La motivazione
2.5.1. I presupposti delle ordinanze normali
2.5.2. La violazione di leggi e regolamenti
2.5.3. Ambito oggettivo non limitato
2.5.4. L’assenza di limiti temporali
2.6. La manifestazione di volontà e il contenuto dispositivo dell’atto
2.6.1. L’indicazione dell’autorità e dei termini per ricorrere
2.7. L’efficacia delle ordinanze normali
2.7.1. La pubblicazione e/o la notificazione; la non sottoposizione a controllo delle ordinanze normali
2.7.2. L’esecuzione e le sue modalità
2.7.3. L’esecuzione d’ufficio in caso di inadempienza: esclusione
3. I rimedi in via di autotutela ai vizi delle ordinanze
Capitolo IV GLI ALTRI ATTI DEL SINDACO
1. Gli altri casi di ordinanze
2. L’elencazione delle principali ipotesi
3. L’ipotesi contenuta nell’art. 7 della legge 2248/1865
4. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinsecano le ordinanze previste dall’art. 7 della legge n. 2248/1865, all. E
4.1. I presupposti
4.2. Gli elementi dell’atto
4.2.1. Il soggetto
4.2.2. L’oggetto
4.2.3. La forma
4.2.4. La volontà
4.2.5. La finalità
4.2.6. Il contenuto
4.2.7. Il termine
5. L’efficacia delle ordinanze
6. Gli altri atti del Sindaco. I decreti
6.1. Individuazione di talune competenze del Sindaco
6.1.1. Competenze in materia di nomine di rappresentanti del Comune presso Enti, aziende e istituzioni
6.1.2. Nomine dei membri delle commissioni
6.2. Struttura
Capitolo V LE DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI
1. Premessa generale
1.1. La distinzione di competenze tra l’organo politico e l’organo burocratico
1.2. Problemi applicativi
1.3. Le determinazioni in generale
2. Le determinazioni di spesa dei dirigenti e dei responsabili dei servizi
2.1. La fase della programmazione generale e di dettaglio: il bilancio e il PEG
2.1.1. I requisiti del PEG
2.1.2. I casi di esclusione del PEG
2.2. Il momento della gestione
3. La determinazione come atto amministrativo
3.1. Soggetto
3.1.1. La derogabilità delle competenze dirigenziali
3.1.2. La necessaria transitorietà dell’attribuzione di funzioni al Segretario
3.1.3. Gli atti gestionali del Segretario comunale: loro individuazione
3.1.4. L’individuazione in concreto del soggetto abilitato all’adozione delle determinazioni 
3.1.4.1. La qualifica minima del personale da individuare come responsabile del servizio
3.1.4.2. La situazione dopo il nuovo C.C.N.L. Enti locali
3.2. La delegabilità delle funzioni dirigenziali
3.2.1. ... e la sua differenza dalla sostituzione
3.3. L’oggetto delle determinazioni
3.4. Il contenuto
3.4.1. Il concetto di impegno di spesa, di obbligazione, di prenotazione
3.4.1.1. Il concetto di impegno
3.4.1.2. Le regole per l’assunzione di impegni
3.4.1.3. L’obbligazione
3.4.1.4. La prenotazione di impegno
3.4.1.5. Casi particolari di impegno di spesa
3.5. L’elemento della volontà
3.6. La finalità
3.7. La forma
4. Il procedimento per l’emanazione di una determinazione
4.1. Il procedimento per l’emanazione di una determinazione come procedimento amministrativo: cenni generali
4.2. La fase preparatoria del procedimento
4.2.1. La fase dell’iniziativa
4.2.2. La fase istruttoria
4.3. La fase costitutiva
4.4. La fase integrativa dell’efficacia
5. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinseca la determinazione
6. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
7. La disamina dei singoli elementi formali
7.1. La data e il numero. La protocollazione
7.2. La sottoscrizione
7.3. L’intestazione
7.4. Il preambolo
7.4.1. La proposta
7.4.2. L’assenza di pareri
7.5. La motivazione
7.5.1. I presupposti
7.5.2. La motivazione degli acquisti di beni e servizi
7.5.2.1. L’acquisizione obbligatoria dell’autocertificazione
7.6. Il contenuto dispositivo
7.6.1. In generale
8. Efficacia ed esecutività delle determinazioni
8.1. La pubblicazione
8.2. L’attestazione di copertura finanziaria
8.2.1. In generale
8.2.2. Il contenuto e la natura dell’attestazione della copertura finanziaria
8.2.3. Il funzionario deputato a rilasciare l’attestazione
8.2.4. L’assenza dell’attestazione di copertura finanziaria e le conseguenze per la determinazione
8.2.5. Le conseguenze per il funzionario
8.2.6. Il nuovo visto previsto dall’art. 9 del d.l. 1° luglio 2009, n. 78, convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102
8.3. La non sottoposizione delle determinazioni a controllo
8.4. Obblighi di comunicazione
8.4.1. Il controllo successivo previsto dall’art. 147-bis del t.u.e.l. 
8.5. L’esecuzione delle determinazioni
9. Altri esempi di determinazione. Gli atti di amministrazione e gestione del personale
9.1. Determinazioni in materia di personale e di appalti
9.1.1. In particolare: gli atti di gestione del rapporto di lavoro
10. Il rapporto tra le determinazioni e gli atti di programmazione politici
10.1. Casi di determinazioni adottabili senza atti di indirizzo
11. Distinzione tra determinazioni in relazione all’atto presupposto
11.1. Determinazioni precedute unicamente da un atto fondamentale di Consiglio comunale a monte
11.2. Determinazioni precedute sia da atto fondamentale a monte di Consiglio comunale sia da atto di pianificazione intermedio di Giunta
12. Determinazioni adottabili senza atto fondamentale né di programmazione
13. Distinzione delle determinazioni in prospettiva procedimentale
14. Conseguenze
15. I rimedi ai vizi della determinazione
16. Le determinazioni di spesa degli Assessori e della Giunta per i Comuni con meno di 5.000 abitanti

Parte Quinta NOTE PRATICHE PER LA REDAZIONE DEGLI ATTI COMUNALI
Capitolo I LE DELIBERAZIONI
1. Oggetto della trattazione
2. Il modello standard di delibera con lo schema e i richiami
3. Come si scrivono le varie parti
Capitolo II LE FASI PRELIMINARI ALLA SEDUTA DELL’ORGANO DELIBERATIVO
1. Prima fase: la stesura della proposta
1.1. Avvertenze generali per la redazione della proposta
1.2. L’intestazione
1.2.1. Contenuto
1.2.2. Formula pratica
1.2.3. Errori da evitare
1.3. Il preambolo
1.3.1. Contenuto
1.3.1.1. Gli atti di iniziativa
1.3.1.2. I presupposti di fatto
1.3.1.3. Relazioni tecnico-amministrative e allegati alla premessa
1.3.1.4. I richiami di legge
1.3.1.5. Il richiamo alla comunicazione di avvio del procedimento e alle eventuali memorie o osservazioni presentate
1.3.2. La formulazione pratica
1.3.3. Errori da evitare
1.4. La formulazione dei pareri
1.4.1. Il contenuto
1.4.2. La formulazione pratica del parere
1.4.2.1. In caso di parere favorevole
1.4.2.2. In caso di parere sfavorevole
1.4.3. Errori da evitare
1.5. La motivazione
1.5.1. Contenuto
1.5.1.1. Prospettazione del problema
1.5.1.2. Acquisizione degli interessi
1.5.1.3. Considerazioni sul problema e prospettazione delle soluzioni
1.5.2. Formulazione pratica
1.5.2.1. La differenza di formule tra preambolo e motivazione
1.5.3. Errori da evitare
1.5.3.1. Parametri di sufficienza della motivazione
1.5.3.2. Parametri di congruità della motivazione
1.6. Il dispositivo
1.6.1. Contenuto
1.6.2. Formulazione pratica
1.6.3. Errori da evitare
1.6.3.1. La cura degli allegati
1.6.3.2. La chiarezza dei contenuti
1.6.3.3. La congruenza con la parte premessa
1.6.3.4. Il rispetto delle disposizioni della legge sulla privacy
2. Seconda fase: le operazioni successive alla stesura della proposta di provvedimento
2.1. La formazione e diramazione dell’ordine del giorno
2.1.1. Contenuto
2.1.1.1. La formazione dell’ordine del giorno
2.1.1.2. La diramazione dell’ordine del giorno
2.1.1.3. Dattiloscrittura delle proposte definitive
2.1.1.4. La sottoscrizione dell’ordine del giorno da parte del presidente della seduta
2.1.1.5. La comunicazione ai componenti dell’organo collegiale
2.1.1.6. Pubblicazione degli argomenti all’Albo dell’Ente
2.1.1.7. Il deposito degli atti
2.1.2. Formulazione pratica dell’ordine del giorno
2.1.3. Errori da evitare
Capitolo III LE FASI SUCCESSIVE ALLA SEDUTA DELL’ORGANO DELIBERATIVO
1. Terza fase: le operazioni successive all’approvazione della proposta; la dattiloscrittura delle delibere approvate dalla Giunta o dal Consiglio; la creazione delle copie
1.1. Descrizione delle operazioni
1.1.1. Completamento dei dati del frontespizio
1.1.2. Creazione delle copie
1.2. Formulazione pratica
1.3. Errori da evitare
1.3.1. I dati relativi alla votazione
1.3.2. Omissioni nell’indicazione degli elementi dell’intestazione
1.3.3. L’indicazione dei presenti e degli assenti
1.3.4. Modifiche o rettifiche della proposta successive alla sua approvazione
1.3.5. Correzione di errori di battitura evidenziati prima della sottoscrizione e della pubblicazione
2. Quarta fase: la sottoposizione alle firme
2.1. Contenuto
2.2. Errori da evitare
2.2.1. La sottoscrizione
2.2.2. Identità tra copie e originale
2.2.3. Inalterabilità del verbale
3. Quinta fase: la trasmissione delle copie
3.1. Contenuto
3.2. Formula operativa
3.3. Errori da evitare
4. Sesta fase: la pubblicazione
4.1. Contenuto
4.2. Formula operativa
4.3. Errori da evitare
4.3.1. Correzione di errori di battitura evidenziati dopo la sottoscrizione e la pubblicazione
5. Settima fase: l’esecuzione delle delibere. L’esecutività dell’atto o l’immediata eseguibilità
5.1. Contenuto
5.1.1. Il concetto di esecutività
5.1.2. Il concetto di esecuzione e i soggetti incaricati di apporre l’attestazione di esecutività
5.1.3. L’inserimento in un apposito scadenzario
5.2. La formula operativa
5.2.1. Dell’immediata eseguibilità
5.2.2. Dell’esecutività
5.2.3. Della trasmissione ai responsabili dei servizi
5.3. L’esecuzione delle deliberazioni
5.3.1. L’invio della lettera di trasmissione per la stipula di una convenzione per il servizio di vigilanza
5.3.2. L’avvenuta assunzione della delibera in materia di promozione dei progetti dei lavori socialmente utili
5.3.3. L’avvenuta adozione del piano occupazionale previsto dall’art. 91 t.u.
5.3.4. L’avvenuta adozione del Programma assistenza scolastica anno 20...-20
5.3.5. Il diniego di un’istanza
5.3.6. La denominazione di nuove strade/piazze comunali
Capitolo IV FATTISPECIE PARTICOLARI DI DELIBERAZIONI E PROVVEDIMENTI
1. Oggetto
1.1. L’approvazione dello Statuto
1.2. La mozione di sfiducia
Capitolo V LE ORDINANZE DEL SINDACO E DEI DIRIGENTI
1. Oggetto dell’analisi
2. La fase della proposta
2.1. Intestazione
2.1.1. Contenuto
2.1.2. Formula operativa
2.2. Preambolo
2.2.1. Contenuto
2.2.1.1. I presupposti
2.2.1.2. Relazioni tecnico-amministrative
2.2.1.3. I richiami di legge
2.2.1.4. La preventiva comunicazione al Prefetto
2.2.1.5. Il richiamo alla comunicazione di avvio del procedimento e del responsabile del procedimento e alle eventuali memorie o osservazioni presentate
2.2.2. Formula operativa
2.2.3. Errori da evitare
2.3. Motivazione
2.3.1. Contenuto
2.3.1.1. Ordinanze contingibili ed urgenti
2.3.1.2. Ordinanze normali
2.3.2. Formula operativa
2.3.3. Errori da evitare
2.4. Dispositivo
2.4.1. Contenuto
2.4.1.1. L’ordine
2.4.1.2. L’apposizione del termine
2.4.1.3. L’indicazione dei termini e dell’autorità cui poter ricorrere
2.4.1.4. La notificazione/pubblicazione
2.4.2. Formula operativa
2.4.2.1. L’ordine
2.4.2.2. Le comunicazioni previste dalla legge 241/1990: il responsabile del procedimento, i termini e l’autorità a cui poter ricorrere, l’accesso agli atti 
2.4.2.3. Le formule circa la notificazione/pubblicazione
2.5. L’esecuzione
2.5.1. Contenuto
2.5.2. Formula operativa
2.6. Luogo, data e sottoscrizione 
3. Le fasi successive all’adozione
Capitolo VI LE DETERMINAZIONI
1. Oggetto dell’analisi
2. La fase della proposta
2.1. Intestazione
2.1.1. Contenuto
2.1.2. Formula operativa
2.1.3. Errori da evitare
2.2. Preambolo
2.2.1. Contenuto
2.2.1.1. I presupposti, i richiami di legge, le relazioni tecniche
2.2.1.2. La proposta di determinazione
2.2.1.3. Il rispetto delle linee di indirizzo del PEG
2.2.2. Formula operativa
2.2.2.1. Formule relative all’impostazione del preambolo, della premessa ed alla esplicazione della motivazione
2.2.3. Premessa per atto con rilevanza contabile
2.2.4. Errori da evitare
2.2.5. Formulazione operativa
2.3. La motivazione
2.3.1. Contenuto
2.3.2. La motivazione
2.3.2.1. I presupposti
2.3.2.2. La motivazione degli acquisti di beni e servizi
2.3.2.3. Comuni con meno di 5.000 abitanti
2.3.3. Formula operativa
2.3.3.1. Formula della motivazione per il caso di avvalimento della convenzione Consip
2.3.3.2. Formula della motivazione per il caso di non avvalimento convenzioni Consip e di utilizzo parametri qualità-prezzo (possibile solo se trattasi di Amministrazione non statale)
2.3.3.3. Formula della motivazione nel caso in cui non risulta attiva alcuna convenzione Consip
2.4. L’acquisizione dell’autocertificazione e il suo inserimento nello schema dell’atto
2.4.1. La formulazione operativa
2.4.1.1. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso avvalimento convenzioni Consip)
2.4.1.2. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso utilizzo parametri qualità-prezzo)
2.4.1.3. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso di motivazione di non avvalimento convenzione Consip)
2.4.2. Errori da evitare
2.5. Dispositivo
2.5.1. Contenuto
2.5.2. Formula operativa
2.5.3. Errori da evitare
2.6. Eventuale previa determinazione dirigenziale di prenotazione di impegno di spesa 
2.6.1. Contenuto
2.6.2. Formulazione operativa
3. Altre tipologie di determinazioni
3.1. Nella premessa
3.2. Nel dispositivo
3.2.1. Contenuto
3.2.2. Formula operativa
3.2.3. Risultanze finali
4. L’esecuzione delle determinazioni
5. L’esecuzione del provvedimento di aggiudicazione: la conclusione del contratto e la stipula
5.1. Il concetto di aggiudicazione: duplicità di effetti (contabili e civilistici)
6. Stipula in forma pubblica 
6.1. Nozione
6.1.1. Forma pubblica notarile
6.1.2. Forma pubblica amministrativa
6.2. Profili oggettivi
6.3. Profili soggettivi
6.3.1. Individuazione del soggetto rogante
6.4. Formulazione operativa 
6.5. Contratto informatico
7. Stipula in forma privata
7.1. Nozione
7.2. Formulazione operativa
8. Le disposizioni circa l’efficacia
8.1. Contenuto
8.2. Formula operativa
8.3. Errori da evitare
8.4. Schema generale di determinazione
9. Le fasi successive alla redazione della proposta
Capitolo VII FATTISPECIE PARTICOLARI DI DETERMINAZIONI
1. Individuazione di casi
1.1. La procedura negoziata
1.2. La distinzione tra procedura negoziata e procedura in economia
1.2.1. La nozione di cottimo fiduciario
1.2.2. L’eccezionalità della procedura negoziata e la necessità della motivazione
1.2.3. Contenuto necessario della motivazione
1.2.4. Formulazione operativa di una determinazione di impegno a procedura negoziata
2. L’affidamento degli incarichi esterni
2.1. Premessa introduttiva
2.2. Profili generali concernenti l’affidamento degli incarichi all’esterno nella lettura data dalla giurisprudenza contabile
2.3. Le condizioni stabilite dalla nuova normativa. Il procedimento per il conferimento di un incarico esterno 
2.3.1. La competenza all’attribuzione
2.3.2. La fase preparatoria
2.3.2.1. Il preambolo e l’indicazione dei presupposti di fatto
2.3.2.1.1. Il primo presupposto oggettivo di legittimità. I casi di conferimento
2.3.2.1.2. Il secondo presupposto soggettivo: la particolare e comprovata specializzazione
2.3.2.1.3. La limitazione dell’oggetto. L’impossibilità di ricorrere ad incarichi di collaborazione coordinata e continuativa. I concetti di studio, ricerca, consulenza 
2.3.2.2. La motivazione
2.3.2.2.1 Il terzo presupposto: la procedura comparativa 
2.3.2.2.2. Il quarto presupposto di legittimità: la comunicazione preventiva agli organi di revisione di ciascun Ente
2.3.2.2.3. Il quinto presupposto di legittimità: la programmazione (con apposito atto consiliare) e il tetto di spesa (stabilito in sede di bilancio e determinato dal Consiglio)
2.3.2.3. Gli altri atti presupposti e richiamati
2.3.2.3.1. I presupposti di diritto e in fatto
2.3.3. La fase costitutiva 
2.3.3.1. Il contenuto del dispositivo
2.3.4. La fase integrativa dell’efficacia
2.3.4.1. La particolare condizione di efficacia dei contratti relativi a rapporti di consulenza
2.3.4.2. La comunicazione alla Corte dei Conti
Capitolo VIII LA FORMA DEL LINGUAGGIO
1. Oggetto dell’analisi
2. Le caratteristiche del linguaggio burocratico
3. La direttiva della Funzione pubblica e il progetto Chiaro! 
3.1. Le regole generali.
3.2. Le regole specifiche di scrittura del testo
4. Le regole dettate dalla legge per la redazione degli atti pubblici

Parte Sesta LA TECNICA DI REDAZIONE DEGLI ATTI
Capitolo I LE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE
1. La delibera di approvazione programma per l’affidamento degli incarichi di collaborazione – anno
2. L’adozione di un regolamento
3. La modifica dello Statuto
Capitolo II LE DELIBERE DELLA GIUNTA COMUNALE
1. Oggetto dell’analisi
2. Delibera di approvazione di perizia con aumento di spesa
Capitolo III LE DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI
1. Oggetto
2. L’acquisto di manifesti locandine per attività culturali
Capitolo IV LE ORDINANZE DEL SINDACO
1. Oggetto
2. Ordinanza avente rilievo igienico-sanitario per la salute della collettività 
3. Ordinanza contingibile e urgente al fine di prevenire gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica ai sensi dell’art. 54, comma 4, d.lgs. 269/2000
Capitolo V I DECRETI DEL SINDACO
1. Oggetto
2. La nomina e designazione di rappresentanti presso Enti o aziende o istituzioni
3. La nomina di amministratore di sistema

Parte Settima I MODELLI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI COMUNALI
Oggetto dell’esposizione
REGOLAMENTI COMUNALI 
– In materia di ISEE
– In materia di Contabilità
– In materia di Contratti
– In materia di Controllo di gestione
– In materia di Trattamento dei dati sensibili
– In materia di Accesso ai documenti amministrativi
– In materia di Procedimento amministrativo
– In materia di Comunicazione
– In materia di Spese di rappresentanza
– In materia di Assegnazione di contributi
– In materia di Assegnazione di controlli interni
DECRETI DEL SINDACO 
ORDINANZE
Ordinanze normali, ordinanze contingibili e urgenti, atti d’urgenza
• Ordinanza del sindaco
– Ordinanze ai sensi dell’art. 192 comma 3 d.lgs. 152/2006 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 3 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 4 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 5 (ordinanze contingibili e urgenti quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 54 comma 4 (ordinanze contingibili e urgenti quale Ufficiale di Governo)
– Atti d’urgenza (quale Ufficiale di Governo)
• Ordinanze dei dirigenti
ATTI DEL CONSIGLIO
• Approvazione del nuovo testo di Statuto comunale 
• Delibere del Consiglio comunale
– Acquisti e alienazioni immobiliari e relative permute
– Affidamento di attività e servizi mediante convenzione
– Altri provvedimenti di competenza consiliare
– Bilanci annuali e pluriannuali, relazioni previsionali e programmatiche e relative variazioni
– Convenzioni tra Comuni e tra Comuni e Provincia
– Costituzione e modificazione delle forme associative
– Definizione indirizzi per nomina e designazione (da parte del Sindaco) rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni
– Istituzione e ordinamento dei tributi, disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi
– Personale
– Piani territoriali e urbanistici
– Programmi
• Delibere di Consiglio non provvedimentali
ATTI DELLA GIUNTA 
• Deliberazioni della Giunta comunale 
– In materia di lavori pubblici e forniture di beni e servizi
– Piani territoriali e urbanistici
– In materia di giudizi
– In materia di personale
– In materia di servizi demografici
– In materia finanziaria e tributaria
– Varie
ATTI DEI DIRIGENTI
• Determinazioni adottabili senza atto fondamentale né di programmazione
– Altri atti di gestione (art. 107 t.u.)
– In materia contrattuale
– In materia finanziaria
• Determinazioni precedute sia da atto fondamentale di Consiglio comunale a monte che da atto di pianificazione intermedio di Giunta 
– In materia contrattuale
– In materia di acquisto di beni/servizi 
– In materia di personale
– In materia finanziaria
• Determinazioni precedute unicamente da un atto fondamentale di Consiglio comunale a monte
– In altre materie (dopo adozione di atto di competenza del Consiglio)
– In materia di personale (atto fondamentale: bilancio)
– In materia di polizia cimiteriale (dopo l’adozione del regolamento comunale di polizia cimiteriale)
– In materia finanziaria (atto fondamentale: bilancio) 
• Atti del dirigente come datore di lavoro


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