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Differenze in architettura

Differenze in architettura

Autori Teo Stefano Fabbris
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 16x22
Pagine 290
Pubblicazione Luglio 2010 (1 Edizione)
ISBN / EAN 8838744742 / 9788838744747
Collana Politecnica
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Prezzo Online:

19,00 €

La destrutturazione in atto nella cultura architettonica contemporanea, ripercorre e comprende nel mondo attuale le nozioni provenienti dal passato, deformate dalla storia e dal tempo, per decifrare la differenza che esiste tra chi crea e produce forma e chi la utilizza: tra scrittore e lettore. Tale differenza in letteratura rappresenta quel/elemento definito, o insieme di elementi, che differenziano qualitativamente o quantitativamente due o più cose (intese sia come oggetti, ovvero forma, che come pensiero o idea), introducendo in una realtà oggettiva tradizionale, o soggettiva, una rottura, un cambiamento. Creare differenza nell'arte e nell'architettura significa destabilizzare i canoni teorici e compositivi che regolano le scuole di pensiero occidentali. la differenza in architettura non è una semplice forma nominale, un sostantivo, è una forma verbale che sta a significare produzione e generazione di differenze, comprende il distinguersi e il divergere. La decostruzione in filosofia e successivamente in architettura, cosi come il concettualismo nell'arte, intraprendono tale viaggio di rilettura del passato per spingere l'azione di produzione testuale e formale oltre il limite della riproposizione storicista, in un modo di concepire la scrittura e l'arte come operazione intellettuale che va oltre se stessa manipolando lo spazio, inteso, quest'ultimo, non come forma ma come cultura.
L'architettura contemporanea si basa nelle sue enunciazioni teoriche e concettuali sul rapporto di differenza che esiste tra l'atto del comporre e del progettare con la funzione e la fruizione dell'oggetto creato, ripercorrendo, per molti degli architetti in attività, con delle azioni di rilettura la storia dell'architettura recente, delle avanguardie artistiche di inizio Novecento e dalle sperimentazioni utopistiche degli anni Sessanta.

STEFANO TEO FABBRIS (1979), architetto, laureato al Politecnico di Milano nel 2005, svolge la propria attività professionale in Italia e all'estero nell'ambito della progettazione architettonica, nel restauro conservativo e nello sviluppo tecnologico, con particolare attenzione alle relazioni esistenti tra lettura del contesto (rilievo e rappresentazione) e progetto di architettura (composizione). Svolge da anni attività di ricerca rivolta a sondare i rapporti di continuità teorica tra le avanguardie artistiche di inizio Novecento e gli interpreti internazionali dell'architettura contemporanea, con particolare interesse per l'architettura moderna italiana, la decostruzione applicata in filosofia e in architettura e il ruolo del diagramma nella progettazione urbanistica e architettonica. Svolge attività didattica e di corelatore a tesi di laurea presso la Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano.


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