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Lucio Stellario d'Angiolini. Un'altra prassi urbanistica

Lucio Stellario d'Angiolini. Un'altra prassi urbanistica

Autori Federico Acuto
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 17x24
Pagine 327
Pubblicazione Novembre 2012 (1 Edizione)
ISBN / EAN 8838762015 / 9788838762017
Collana Politecnica

Scritti 1956 - 1995

Prezzo Online:

25,00 €

20,00 €

Federico Acuto
Dal 2006 è ricercatore in urbanistica del Politecnico di Milano. Si occupa di progettazione urbana e di pianificazione urbanistica e del traffico. È consulente di diverse Amministrazioni Comunali in Lombardia. Ha progettato e realizzato diversi spazi pubblici e ha partecipato a numerosi concorsi. Tra gli scritti recenti: Sport città e tempo libero. Un'ipotesi di lavoro, a cura di F. Acuto e F. Bonfante, Santarcangelo di Romagna 2011. Casi Marginali. Un ponte e una pista ciclabile, Santarcangelo di Romagna 2009. Il capolago di Pisogne, Milano 2009. Verso quale territorio lombardo" Norma e progetto urbanistico nella LR 12/2005, a cura di F. Acuto, Milano 2008.


Lucio Stellario d'Angiolini
(Roma 1918 - Albano Laziale 1995), urbanista, è figura atipica e largamente trascurata dalla storiografa ufficiale. Intellettuale militante, negli anni della ricostruzione e del traumatico inurbamento della società italiana, pratica un approccio radicalmente innovativo ai problemi della pianificazione, operando come "urbanista condotto" nei Comuni dell'hinterland milanese.
L'urbanistica - secondo d'Angiolini - deve trovare i suoi argomenti nella "prassi", nel farsi carico delle problematiche della società attraverso una condivisa "politica degli interventi". Si tratta di un punto di vista - un'altra urbanistica, appunto - in aperta polemica con l'ancora perdurante visione del piano come momento a priori, separato dalla sua attuazione. La riflessione epistemologica finalizzata a coniugare prassi e visione macrourbanistica - entro "il galileiano metodo del ricercare sperimentante" - costituisce il momento fondamentale del suo strenuo impegno per affermare l'idea di città policentrica lombarda e del suo appassionato insegnamento nella Facoltà di Architettura di Milano. Qui, egli si fa promotore di un approccio infradisciplinare, teso a dimostrare l'inderogabilità di un "doppio scambio" tra urbanistica e architettura, stabilendo fin dagli anni '60 un fecondo e duraturo dialogo con Guido Canella.


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