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Accesso e funzione extraprocessuale del sindacato di legittimità costituzionale e della sua motivazione. Proposte di lettura

 
Prezzo speciale 38,00 €
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Disponibile

Autori Laura Fabiano, Pamela Martino

Pagine 474
Data pubblicazione Aprile 2022
Data ristampa
ISBN 8891658180
ean 9788891658180
Tipo Cartaceo
Collana Devolution Club
Editore Maggioli Editore
Dimensione 17x24
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Autori Laura Fabiano, Pamela Martino

Pagine 474
Data pubblicazione Aprile 2022
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ISBN 8891658180
ean 9788891658180
Tipo Cartaceo
Collana Devolution Club
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Il tema della oggettività e della soggettività del sindacato costituzionale, in quanto raffronto oggettivo fra fonti gerarchicamente ordinate ovvero contenzioso concreto in termini di legalità costituzionale, è argomento di ampio dibattito dottrinale e giurisprudenziale sia nel diritto italiano sia nel diritto comparato.

Se da una parte vi è un rapporto di consonanza fra la dimensione soggettiva del contenzioso costituzionale e la garanzia oggettiva della Costituzione, tuttavia nelle società pluralistiche l’analisi di tale sindacato non può ridursi al determinismo normativo della risoluzione del caso concreto ove è da considerare che il controllo giurisdizionale di costituzionalità, e le argomentazioni presenti nella parte motiva della decisione, costituiscono degli elementi chiave di quel procedimento di consolidamento del compromesso costituzionale paragonabili, nel pur diverso procedimento legislativo, alla formazione discorsiva dell’opinione e della volontà che trasforma l’istanza giuridica da imposizione maggioritaria in strumento di mediazione.

Oggettività/soggettività del sindacato costituzionale è tema collegato alla differenziazione fra modelli di controllo di costituzionalità orientati ad assicurare che, nell’applicazione concreta del diritto, non vengano lesi diritti e libertà costituzionalmente garantiti, e modelli di giustizia ove il controllo è interpretato in senso più ampio come un mezzo finalizzato a garantire la conformità dell’ordinamento giuridico alla volontà costituzionale.

La dicotomia detta richiama alla mente la contrapposizione fra controlli astratti e controlli concreti; tuttavia, la rigidità della corrispondenza fra controllo astratto e garanzia “in astratto” e controllo concreto e garanzia “in concreto” necessita di essere sfumata essendo evidente che tutti i modelli di giustizia costituzionale sembrano perseguire entrambe le finalità bilanciandole di volta in volta fra loro.

Più che il modello di controllo, dunque, è la tipologia di accesso a fungere da elemento condizionante della (rectius: costituire elemento inscindibilmente collegato alla) funzione attribuita alla giustizia costituzionale in un determinato procedimento e finisce per connotare a cascata tutta una serie di elementi tecnici del sindacato dal suo instaurarsi sino alla scrittura della decisione.

L’accesso diviene, pertanto, il punto di vista privilegiato dal quale affrontare il tema della (maggiore o minore carica di) oggettività o soggettività del sindacato costituzionale che in effetti costituiscono il presupposto necessario per una valutazione circa la natura del medesimo, la sua motivazione e la funzione extraprocessuale di quest’ultima.

Laura Fabiano
Professore Associato di Diritto pubblico comparato presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Pamela Martino
Professore Ordinario di Diritto pubblico comparato presso il Dipartimento Jonico in “Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture” dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Il tema della oggettività e della soggettività del sindacato costituzionale, in quanto raffronto oggettivo fra fonti gerarchicamente ordinate ovvero contenzioso concreto in termini di legalità costituzionale, è argomento di ampio dibattito dottrinale e giurisprudenziale sia nel diritto italiano sia nel diritto comparato.

Se da una parte vi è un rapporto di consonanza fra la dimensione soggettiva del contenzioso costituzionale e la garanzia oggettiva della Costituzione, tuttavia nelle società pluralistiche l’analisi di tale sindacato non può ridursi al determinismo normativo della risoluzione del caso concreto ove è da considerare che il controllo giurisdizionale di costituzionalità, e le argomentazioni presenti nella parte motiva della decisione, costituiscono degli elementi chiave di quel procedimento di consolidamento del compromesso costituzionale paragonabili, nel pur diverso procedimento legislativo, alla formazione discorsiva dell’opinione e della volontà che trasforma l’istanza giuridica da imposizione maggioritaria in strumento di mediazione.

Oggettività/soggettività del sindacato costituzionale è tema collegato alla differenziazione fra modelli di controllo di costituzionalità orientati ad assicurare che, nell’applicazione concreta del diritto, non vengano lesi diritti e libertà costituzionalmente garantiti, e modelli di giustizia ove il controllo è interpretato in senso più ampio come un mezzo finalizzato a garantire la conformità dell’ordinamento giuridico alla volontà costituzionale.

La dicotomia detta richiama alla mente la contrapposizione fra controlli astratti e controlli concreti; tuttavia, la rigidità della corrispondenza fra controllo astratto e garanzia “in astratto” e controllo concreto e garanzia “in concreto” necessita di essere sfumata essendo evidente che tutti i modelli di giustizia costituzionale sembrano perseguire entrambe le finalità bilanciandole di volta in volta fra loro.

Più che il modello di controllo, dunque, è la tipologia di accesso a fungere da elemento condizionante della (rectius: costituire elemento inscindibilmente collegato alla) funzione attribuita alla giustizia costituzionale in un determinato procedimento e finisce per connotare a cascata tutta una serie di elementi tecnici del sindacato dal suo instaurarsi sino alla scrittura della decisione.

L’accesso diviene, pertanto, il punto di vista privilegiato dal quale affrontare il tema della (maggiore o minore carica di) oggettività o soggettività del sindacato costituzionale che in effetti costituiscono il presupposto necessario per una valutazione circa la natura del medesimo, la sua motivazione e la funzione extraprocessuale di quest’ultima.

Laura Fabiano
Professore Associato di Diritto pubblico comparato presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Pamela Martino
Professore Ordinario di Diritto pubblico comparato presso il Dipartimento Jonico in “Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture” dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

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