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Appunti di un itinerario napoletano tra Chiaja e dintorni

Appunti di un itinerario napoletano tra Chiaja e dintorni

Autori Giancarlo Ferulano
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 15x21
Pagine 152
Pubblicazione Ottobre 2016 (I Edizione)
ISBN / EAN 8891618191 / 9788891618191
Collana Politecnica

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Prezzo Online:

14,00 €

11,90 €

Un itinerario negli spazi dell’abitare.
Lo sfondo culturale del  dialogo  tra committente e architetto spes- so sparisce e l’interno dell’ogget- to casa diventa l’esterno di una città  medina  che  riesce  sempre a mostrare la sua storia stratificata. Inizio e fine del progetto di confondono come nelle partiture di Bach e la lettura delle esperienze lungo l’itinerario urbano conserva le mille valenze evocative del disegno urbano. Basterebbe  lo  schizzo  di Roberto Einaudi di prefigurazione dell'antico teatro romano per dar conto del fatto che il teatro antico non è fuori della casa, ma forse è dentro nell’abitare, e queste tracce finiscono per essere raccontate nella varietà delle situazioni che si incontrano. L’autore  non ha la pretesa di  presentare una classifica percettiva dell’abitare, ma di raccontare l’importanza della percezione sulla forma legata alla cultura della pro- fessione che coniuga il  rapporto tra semplicità e complessità che sempre esiste nel progetto di casa. Napoli, per la sua storia geomorfo- logica e per le vicende dei suoi processi insediativi e sociali si  presta al racconto infinito di casi tipologici e topologici.
Pasquale Persico

Paesaggi portatori di senso
Le città sono, da sempre, al centro dei grandi cambiamenti in cui si distinguono molte storie come quella della vita pubblica con le architetture dei palazzi e dei luoghi rappresentativi delle istituzioni, e quella della vita privata con le trasformazioni molecolari imposte dalle necessità quotidiane. Le prime sono quelle che esaltano le icone che hanno contrassegnato l’immaginario collettivo di ogni città e che accompagnano gli interventi recenti nella competizione tra le aree urbane; le seconde sono quelle in cui si condensano le vite e le professionalità di molti e i cambiamenti insediativi influenzati dai caratteri geografici, e dalle comunità insediate. Se, nel passato, esisteva una relativa continuità tra vita pubblica e privata, oggi si è di fronte a una separatezza tra ciò che è espressione di una eccellenza, e quanto   è conseguenza di una crescita insediativa priva di identità. Eppure la vita di una città è l’espressione di una molteplicità di esperienze portatrici di senso, in cui vi concorrono tutte le trasformazioni. L’intreccio tra il vissuto professionale  e il vissuto degli affetti domestici, come fa questo testo, ci fa capire  le relazioni tra i clienti, gli amici, i grandi maestri, i famigliari e i tanti momeni di reciproca influenza  in un paesaggio inimitabile come quello della città di Napoli.

 

 

  1. Tre parole mi aiutano a riassumere le impressioni che il libro mi ha suscitato o meglio a spiegare i motivi per i quali mi è piaciuto molto, soprattutto per l’originalità della sua impostazione e per le cose che mi ha fatto capire e sentire… : casa, Gianc Recensito da Angela

    Tre parole mi aiutano a riassumere le impressioni che il libro mi ha suscitato o meglio a spiegare i motivi per i quali mi è piaciuto molto, soprattutto per l’originalità della sua impostazione e per le cose che mi ha fatto capire e sentire…
    Casa, anzi le case - quelle degli amici per i quali l’autore ha scelto e attuato soluzioni per definire gli spazi abitativi, quelle abitate da lui stesso o dalla sua famiglia - sono i ‘mattoni’ su cui si costruisce l’idea del libro. Sono il luogo entro cui si svolge la vita delle persone, sono, ad una dimensione che definirei ‘minimal’, gli elementi per indicare e definire un’idea di architettura, ma anche il tramite per riflessioni, giudizi a volte di natura personale, a volte teorica, sempre illuminanti per aprire squarci sul pensare e agire di chi ha scritto.
    Giancarlo, l’autore, è il vero protagonista dell’itinerario che ha scelto di percorrere e condividere con noi, mostrandoci per così dire l’interno e l’esterno delle abitazioni e di se stesso. I font scelti sono come la rappresentazione: il tondo per la sequenza narrativa principale, ‘esterna’, solo apparentemente più descrittiva, del racconto, il corsivo per un dialogo con la madre scomparsa più privato e intimo.
    Non ha scritto un saggio, non un romanzo, né tanto meno si è rivelato in un esercizio di stile sterile, ma ci ha condotto per mano a guardare molte cose da punti di vista diversi .
    Città, anzi la città, Napoli, è l’altra protagonista: le case, le storie, i ricordi, le citazioni scientifiche o tecniche e quelle letterarie sono i fili dell’ordito che si innestano sulla trama principale. Come se l’autore avesse scelto per descriverla una visione in ‘tralice’ dando a lui stesso e a noi lettori la possibilità di focalizzare a volte un po’ più da vicino, altre più da lontano la sua testimonianza di conoscenza, amore, impegno di individuo, di cittadino, di funzionario pubblico della sua città.
    (pubblicato su 08/12/2016)


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