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Casi di affidamento ingiusto conflitti familiari  e tutela del minore

Casi di affidamento ingiusto conflitti familiari e tutela del minore

Autori Giuseppe Cassano - Antonio Ivan Natali - Maria Giovanna Ruo
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 17x24
Pagine 436
Pubblicazione Maggio 2015 (I Edizione)
ISBN / EAN 8891610232 / 9788891610232
Collana Collana Legale - L'Attualità del diritto
Argomenti Divorzio, Matrimonio-Unioni-civili-Separazione-Divorzio-Filiazione

I presupposti che giustificano la revoca dell’affidamento ed il risarcimento del danno.
Aggiornato alla riforma della filiazione

Volume con cd rom 

Con la collaborazione di 
G. Pascale, E. Peruzzini, I. Grimaldi, G. Cascella, M. Mazzola, D. Piazzoni

Prezzo Online:

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Il volume, aggiornato alla recente giurisprudenza, affronta le delicate problematiche che nascono nei conflitti familiari nell’ambito dell’affidamento dei figli. Si illustrano le soluzioni indicate dalle decisioni giurisprudenziali, anche alla luce della riforma della filiazione nel diritto di famiglia. Si approfondiscono le delicate questioni attinenti L’AFFIDO MONOGENITORIALE, L’ASCOLTO DEL MINORE e la RESIDENZA FAMILIARE, soprattutto quando le pretese delle parti coinvolte mutano ed incidono diversamente sull’assetto familiare. Oltre alla revoca delle disposizioni in quanto tali, ci si è posto il problema delle inadempienze e violazioni delle singole disposizioni dell’affidamento, indicando la migliore TUTELA DEL MINORE e del CONIUGE NON AFFIDATARIO, sino ad enucleare le questioni che attengono al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali.

Ogni capitolo dopo il commento riporta una serie di CASI REALI posti sotto forma di quesiti a cui si risponde (sul Cd-Rom allegato) con la soluzione dettata dalla giurisprudenza

 

Giuseppe Cassano, Avvocato (www.studiolegalecassano.it), già docente di Istituzioni di Diritto Privato nell’Università LUISS di Roma, è direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’European School of Economics. Ha pubblicato orientativamente duecento contributi fra note, saggi e volumi, in particolare in tema di diritto dell’Internet, diritto di famiglia, responsabilità civile e tutela della persona.
Antonio Ivan Natali, Magistrato civile presso il Tribunale di Brindisi. Autore e coautore di diversi volumi e articoli nell’ambito del diritto.
Maria Giovanna Ruo, Avvocato in Roma. Professore a contratto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università LUMSA di Roma dove insegna Diritto matrimoniale e della famiglia.Componente della Commissione famiglia del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e della Commissione Pari Opportunità. Fa parte del comitato Scientifico di Minori Giustizia. Dal 2004 è Presidente dell’Associazione Camera Minorile in CamMino di Roma.

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N.B. Le questioni giurisprudenziali sono risolte con l’indicazione della giurisprudenza di riferimento nel Cd-Rom allegato al volume.

 

 Capitolo I – La revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli

1. Affidamento condiviso e responsabilità genitoriale: le ragioni di una riforma

2. Dall’affidamento monogenitoriale all’affidamento condiviso. Ambiti di applicazione, criteri e priorità dell’interesse del minore.

3. Il diritto alla bigenitorialità e la responsabilità genitoriale

4. L’attività valutativa del giudice nell’ambito dei provvedimenti riguardanti i figli

5. L’obbligo di mantenimento

6. Questioni giurisprudenziali

1) Può disporsi il riconoscimento di una sentenza straniera con cui il giudice locale abbia disposto l’adozione di una minore, figlia biologica di una delle due donne di una coppia omosessuale, nei confronti dell’altra donna?

2) La sindrome da alienazione parentale è sufficiente a determinare l’affido?

3) Può disporsi l’adozione di un minore da parte del convivente omosessuale del genitore biologico, ai sensi dell’ex art. 44, comma 1, lett. d), l. n. 184/1983, ossia la cosiddetta adozione in “casi particolari”?

4) La valutazione del giudice sulle modalità dell’affidamento può non coincidere con le opinioni manifestate dal minore?

5) L’affidamento condiviso implica di dividere la stessa casa con i due genitori?

6) Può essere pronunciata l’adottabilità del minore se la funzione genitoriale non è irrecuperabilmente compromessa? •Le questioni giurisprudenziali sono risolte con l’indicazione della giurisprudenza

di riferimento nel Cd-Rom allegato al volume.

7) Può essere la figura paterna totalmente inidonea alla genitorialità tanto da giustifi care l’affidamento super esclusivo alla madre?

8) In regime di affido condiviso, il trasferimento in un’altra città della madre separata con fi gli può intaccare il rapporto di questi con il padre?

9) L’alta conflittualità tra ex coniugi impedisce l’affidamento condiviso del figlio minore?

10) L’omosessualità del genitore e la sua convivenza con persona dello stesso sesso costituiscono motivo di modifica delle modalità di affidamento della prole da condiviso ad esclusivo?

11) L’affido condiviso vieta al genitore di trasferirsi insieme ai figli in un’altra città senza il consenso dell’ex coniuge?

12) Esiste un termine cronologico di durata del mantenimento di figli?

13) La sindrome da alienazione parentale è sufficiente a determinare l’affido?

14) La delega operata dal giudice a favore dei servizi sociali, in ordine all’eventuale ampliamento di modalità di visita del padre al figlio, può costituire una deroga ai poteri che spettano al Tribunale per i minorenni ex art. 155 c.c.?

15) L’orientamento omosessuale di uno dei genitori può essere posto a fondamento dell’affidamento esclusivo ex art. 337 quater (ex art. 155 bis c.c.)?

16) Può la posizione conflittuale dei fi gli rispetto alla figura paterna giustificare un regime di affido esclusivo?

17) Quali sono le condizioni per le quali possa farsi luogo ad assegnazione della casa coniugale ad uno dei due coniugi, nell’interesse preminente dei figli?

18) Nell’economia dell’art. 709 ter c.p.c., il giudice è sempre tenuto a condannare al risarcimento qualora non venga salvaguardato un rapporto equilibrato del minore con entrambi i genitori?

19) Sussistono limiti all’affidamento della prole, in caso di separazione dei coniugi, qualora il contegno genitoriale derivante dall’adesione ad una confessione religiosa possa incidere sullo sviluppo psicofisico del minore?

20) È obbligatoria la mediazione familiare nel caso in cui si voglia provvedere al ristabilimento del dialogo genitoriale teso all’affidamento condiviso del minore?

21) Quali limiti incontra il potere discrezionale del giudice nell’affidare la prole in via esclusiva ad un solo genitore?

22) In tema di affidamento del minore, l’affidamento esclusivo costituisce regola ovvero eccezione?

23) La distanza geografi ca tra le residenze dei due genitori può essere elemento sufficiente per derogare al regime generale dell’affidamento condiviso?

24) In materia di affidamento dei fi gli minorenni, come si radica la giurisdizione nel caso in cui entrambi i genitori siano di nazionalità extracomunitaria?

25) Il diniego di affidamento condiviso può esser giustificato dalle eccessive attenzioni, nei confronti del minore, da parte di uno dei genitori?

26) Incorre nel vizio di extrapetizione il decreto della Corte d’Appello che modifica  in peius le modalità di frequentazione padre-fi glia già statuite nell’accordo di separazione?

27) La mera conflittualità tra coniugi in sede di separazione, può essere ostativa dell’affidamento condiviso?

 

Capitolo II – Ascolto del minore nel conflitto familiare

1. Premessa

2. La disciplina internazionale ed europea in tema di ascolto del minore

3. La legge italiana

4. Il diritto del minore ad essere ascoltato e sua obbligatorietà

5. Audizione diretta e audizione indiretta

6. Artt. 145, 250, 316, 348 e 371 c.c.

7. Conseguenze giuridiche del mancato ascolto del minore

8. Appendice: l’ascolto del minore nel processo penale

9. Questioni giurisprudenziali

1) La valutazione del giudice sulle modalità dell’affidamento può non coincidere con le volontà e le opinioni manifestate dal minore nel corso della sua audizione?

2) L’audizione del minore è necessaria anche nei procedimenti di revisione delle condizioni di separazione dei coniugi o è sufficiente che il minore sia stato interpellato o esaminato da terzi (es. assistenti sociali) le cui relazioni siano state successivamente acquisite al fascicolo processuale?

3) Solo il minore può rinunciare al proprio diritto di audizione o tale facoltà compete anche ai genitori?

4) Qual è il valore delle Convenzioni internazionali sui diritti dei minori nell’ordinamento giuridico nazionale?

5) Nel procedimento per il mancato illecito rientro del minore nella originaria residenza abituale il giudice è obbligato ad ascoltare il minore?

6) L’audizione del minore è sempre un adempimento necessario nelle procedure giudiziarie che lo riguardano?

7) Sussistono limiti al diritto di informazione del minore?

8) Ai sensi dell’art. 98 c.p. la capacità di intendere e di volere del minore che abbia compiuto gli anni quattordici e non ancora i diciotto, si presume o deve essere accertata?

9) Senza l’ascolto del minore il giudizio di riconoscimento di paternità è nullo?

10) Nel procedimento per maltrattamenti in famiglia, il Tribunale può negare l’ascolto del minore, richiesto a discarico dai parenti imputati, motivandolo con la sua presunta inattendibilità?

 

Capitolo III – Conflitti familiari ed affidamento dei figli

1. Inquadramento normativo

2. Affidamento dei figli

3. Il giudicato dei provvedimenti

4. Ambito di applicazione

5. Modifica  delle condizioni di affidamento

6. Aspetti processuali

7. Revisioni dell’assegno di mantenimento

8. Revisione con riferimento alla casa familiare

9. Esecuzione dei provvedimenti

10. L’udienza presidenziale

11. La sentenza parziale di separazione e il giudizio divorzile

12. L’ordinanza ex art. 709 c.p.c.

13. L’art. 709 ter c.p.c.

14. Il diritto dei bambini contesi

15. Questioni giurisprudenziali

1) La moglie separata può decidere di lasciare insieme ai figli la casa familiare e trasferirsi in altra residenza?

2) È pignorabile l’immobile oggetto di provvedimento di assegnazione?

3) La partecipazione del P.M. nel giudizio di separazione e di revoca delle condizioni costituisce un’ipotesi di litisconsorzio necessario?

4) Il venir meno del diritto del figlio all’assegno di mantenimento per sopravvenuta indipendenza economica comporta il contestuale venir meno della legittimità ad agire del genitore assegnatario?

5) Il reclamo avverso i provvedimenti emanati dal Tribunale sull’istanza di revisione delle disposizioni accessorie alla separazione è impugnabile con ricorso in cassazione?

6) A garanzia della conservazione dei rapporti significativi di cui all’art. 155 c.c. è ammesso l’intervento degli ascendenti nei procedimenti di separazione?

7) La modifica  della situazione reddituale del soggetto tenuto al pagamento dell’assegno di mantenimento può comportare una nuova determinazione della misura del suddetto assegno solo per il periodo successivo all’intervenuta modifica ?

8) La forte conflittualità tra i genitori esclude l’affido condiviso?

9) In caso di revisione degli accordi di divorzio, quale giudice è competente?

10) In pendenza del giudizio di separazione, per le questioni in materia di affidamento dei minori e provvedimenti in tema di decadenza dalla potestà, quale giudice è competente?

11) Sono reclamabili i provvedimenti del G.I. nel procedimento di separazione?

12) Il provvedimento che modifica  le condizioni di separazione tra i coniugi, pronunciato ai sensi dell’art. 710 c.p.c., è immediatamente esecutivo?

13) È ammessa la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore della fi glia legittima per tutelare anche i bambini nati dalla successiva?

14) Deve essere sempre consentito l’ascolto del minore?

15) In deroga all’affidamento condiviso, può essere disposto quello esclusivo della fi glia al padre sulla base del solo desiderio espresso dalla bambina?

16) I minori devono partecipare ai procedimenti che li vedono coinvolti?

17) Nell’adozione dei provvedimenti in materia di affidamento e diritto di visita del genitore non convivente, deve essere tenuto in considerazione il suo diritto al rispetto della vita familiare?

18) La mancata osservanza dei provvedimenti in materia di affidamento e del diritto di visita del genitore non collocatario può costituire reato?

 

Capitolo IV – Problematiche relative alla residenza ed alla casa familiare

1. Inquadramento dell’istituto

2. In caso di separazione consensuale

3. In caso di separazione giudiziale

4. Criteri di assegnazione: in presenza di figli

5. La durata del provvedimento di assegnazione

6. Revoca dell’assegnazione

7. Il diritto di abitazione della casa familiare

8. Assegnazione della casa familiare di proprietà esclusiva

9. La casa familiare in comproprietà

10. Assegnazione della casa familiare di proprietà di terzi

11. Convivenza more uxorio ed assegnazione della casa familiare

12. Addebito della separazione ed assegnazione della casa familiare

13. Trascrizione del provvedimento di assegnazione

14. Alienazione della casa familiare

15. Prescrizioni in tema di residenza

15.1. Collocamento prevalente

15.2. Collocamento alternato

15.3. Collocamento invariato

15.4. Disciplina

15.5. Genitore collocatario e cambio di residenza

15.6. Trasferimento all’estero

16. Questioni giurisprudenziali

1) In quale modo si deve valutare la permanenza dell’obbligo di mantenimento dei figli o l’assegnazione dell’immobile?

2) La convivenza more uxorio del genitore collocatario fa venirmeno l’assegnazione della casa familiare?

3) Lo stato di invalidità del coniuge – proprietario dell’immobile adibito a casa coniugale – non affidatario del minore può incidere sul provvedimento di assegnazione?

4) Nel caso in cui esista un accordo sottoscritto in sede di separazione, il venir meno dei presupposti per l’erogazione del contributo di mantenimento nei confronti della ex moglie e dei figli risolve anche il problema dell’assegnazione della casa familiare in comproprietà?

5) Il provvedimento di assegnazione può avere ad oggetto la seconda casa?

6) La cessazione della relazione di fatto – in assenza di figli – può legittimare l’immediato allontanamento dalla casa familiare?

7) È ammesso il protrarsi del godimento in forma esclusiva della casa familiare una volta disposta la revoca dell’ordinanza di assegnazione?

8) Sussiste il criterio della stabilità del rapporto di convivenza – ai fini dell’assegnazione della casa familiare – nel caso in cui il figlio maggiorenne si allontani per motivi di lavoro o studio?

9) Si può parlare di comodato di scopo, legato alla durata della convivenza nell’immobile destinato a casa familiare?

10) Nozione di convivenza rilevante ai fini dell’assegnazione della casa.

11) La disposizione dell’art. 155 quater è applicabile alla famiglia di fatto?

12) Il provvedimento di assegnazione incide sul pignoramento dell’immobile?

13) L’assegnazione della casa familiare può essere considerata quale componente in natura dell’assegno di mantenimento?

14) Ai sensi dell’art. 155 quater cosa si deve intendere per casa familiare?

15) È opponibile l’assegnazione dell’immobile a uno dei coniugi comproprietari, non trascritta?

16) L’accordo tra i coniugi con il quale si disponga l’assegnazione della casa familiare è opponibile ai terzi?

17) La distanza tra i luoghi di residenza dei genitori è ostativo all’affidamento condiviso di un minore?

18) Il genitore collocatario può decidere in modo unilaterale di trasferire la residenza della fi glia minore?

19) In caso di mutamento della residenza del figlio, quale Tribunale è competente per la modifica  delle condizioni di separazione?

20) Sottrazione minore e nozione di residenza

21) La cessione ex lege del contratto di locazione è configurabile anche nel caso di sottoscrizione dell’originario contratto da parte di entrambi i coniugi?

22) Il provvedimento di revoca dell’assegnazione della casa familiare costituisce titolo esecutivo per il rilascio?

23) L’assegnazione della casa familiare concessa in comodato è opponibile al proprietario dell’immobile?

24) L’assegnatario della casa coniugale può esperire azione revocatoria avverso l’atto di vendita dell’immobile oggetto del suo diritto?

25) In caso di convivenza more uxorio intrapresa da entrambi i genitori, a chi è assegnata la casa familiare?

26) Nel caso in cui la casa coniugale sia in comproprietà fra i coniugi (con equivalenza di redditi) e non vi siano fi gli minori o maggiorenni non autosuffi cienti conviventi, la casa può essere lasciata nella disponibilità di entrambi?

27) A chi spettano le spese condominiali nell’assegnazione della casa familiare?

 

Capitolo V – Problematiche dell’opposizione all’affidamento “condiviso” e affidamento ad un solo genitore

1. Premessa

2. Nuovo art. 337 quater c.c. ed esercizio della responsabilità genitoriale

3. I confini dell’affidamento esclusivo. Ruolo del giudice

4. I comportamenti pregiudizievoli: la scelta tra affidamento esclusivo e provvedimente de protestate.

5. Il dramma delle separazioni giudiziali: pregiudizio del minore tra violenza assistita e alienazione genitoriale

6. Questioni giurisprudenziali

1) È ammissibile la rinuncia all’affido condiviso, con proposta di affido esclusivo alla madre, anche a fronte del consenso del padre?

2) In una causa di separazione, la relazione adulterina della madre può influire sulla scelta del giudice a favore di una collocazione prevalente della minore presso il padre?

3) Può l’aspra conflittualità tra i coniugi giustificare l’affidamento esclusivo a uno dei genitori?

4) L’affidamento esclusivo della fi glia al padre può essere disposto unicamente sulla base del desiderio espresso dalla minore di voler stare solo con il padre, senza che vi siano peraltro carenze e incapacità da parte della madre?

5) A fronte della richiesta, senza fondamento, di affido esclusivo alla madre, quali potrebbero essere le conseguenze?

6) La condotta di una madre il cui obiettivo sia quello di creare costanti difficoltà nell’esercizio di visita del padre con la minaccia altresì di portare il bambino all’estero può comportare un provvedimento urgente di affidamento del minore al padre?

7) Se il genitore manifesta completo e grave disinteresse per la famiglia e utilizza il figlio come “merce di scambio” nella causa di separazione, l’altro può ottenere l’affidamento “super-esclusivo” con assunzione altresì, in via esclusiva, delle decisioni di maggiore interesse per la prole?

8) La semplice pendenza del procedimento penale a carico del genitore per condotta violenta nei confronti del figlio e della moglie, anche se è ancora in corso il procedimento penale, costituisce indizio sufficiente per escludere l’affidamento condiviso e disporre l’affidamento esclusivo all’altro genitore?

 

Capitolo VI – Inadempienze e violazione nell’affidamento condiviso,

1. Premessa

2. Caratteri dell’istituto

3. La posizione della giurisprudenza

4. Orientamenti dottrinali

5. Questioni giurisprudenziali

1) Quale natura va attribuita al provvedimento ex art. 709 ter c.p.c.? Esso è impugnabile dinanzi alla Cassazione?

2) È sanzionabile la scelta unilaterale di un genitore, contraria ai precedenti accordi raggiunti in sede di separazione, di far intraprendere al figlio minore, affidato ad entrambi i genitori, un determinato percorso religioso? Il figlio minore infradodicenne deve essere sentito in tale procedimento anche nel caso in cui abbia già manifestato il proprio disinteresse per la questione?

3) Quali sono i mezzi di impugnazione “ordinari” esperibili avverso i provvedimenti ex art. 709 ter c.p.c.?

4) Anche il coniuge che ha proposto il ricorso ex art. 709 ter c.p.c. può risultare destinatario di una pronunzia resa dal giudice in applicazione di detta norma? A tal fi ne, risulta indispensabile una espressa richiesta da parte del coniuge resistente?

5) Quale condotta genitoriale risulta sufficiente a giustificare l’emanazione dei provvedimenti ex art. 709 ter c.p.c.? Quale funzione svolge la previsione contenuta in detta norma?

6) La sanzione risarcitoria ex art. 709 ter c.p.c. può qualificarsi come danno punitivo?

7) La condotta della madre che consente al figlio assenze ingiustificate a scuola nei giorni in cui i coniugi hanno concordato che sia il padre ad andarlo a prendere giustifica nei confronti della prima la sanzione dell’ammonimento? La pronunzia ex art. 614 bis c.p.c. è cumulabile con quella ai sensi dell’art. 709 ter c.p.c.?

8) Qual è l’ambito applicativo dell’art. 709 ter c.p.c.? In caso di controversie tra i genitori circa l’esercizio della potestà/responsabilità genitoriale, è ammesso un intervento del giudice? Se sì, su quali presupposti? Tale eventuale intervento è idoneo ad incidere sulla potestà/responsabilità dei genitori?

9) Quali sono i presupposti per l’applicazione delle misure previste dall’art. 709 ter c.p.c.? Essi sono sempre identici in relazione a ciascuna?

10) Lo stato di detenzione di uno dei genitori è sufficiente a giustificare la decadenza dalla potestà o, comunque, la revoca dell’affidamento condiviso? Quale funzione può essere riconosciuta al risarcimento del danno ex art. 709 ter c.p.c.? In caso di reiterazione della condotta, in base a quali criteri può essere quantificato il risarcimento?

11) Quali caratteri presenta il provvedimento ai sensi dell’art. 709 ter c.p.c. che abbia disposto il solo ammonimento a carico di una delle parti? Contro tale provvedimento è possibile ricorrere in Cassazione?

12) È possibile cumulare le misure ex art. 709 ter c.p.c. con quelle previste dall’art. 614 bis c.p.c.? Quale sanzione si rivela adeguata nel caso di condotta di uno dei genitori denigratoria della figura dell’altro genitore?

 

Capitolo VII – I danni risarcibili a seguito della conflittualità nell’affidamento

1. Premessa

2. Interesse del minore e interesse del genitore

3. Diritto genitoriale e diritto bigenitoriale

4. Danno e risarcimento nell’art. 709 ter c.p.c.

5. L’astreinte ex art. 614 bis c.p.c.

6. Questioni giurisprudenziali

1) È compatibile il risarcimento del danno con la violazione dei doveri genitoriali?

2) Che tipo di risarcimento può essere riconosciuto in caso di cambiamento arbitrario della residenza del minore?

3) È risarcibile il diritto alla genitorialità quale diritto inviolabile? 4) Va sempre salvaguardato il diritto alla bigenitorialità nell’affidamento condiviso?

5) Il provvedimento ex art. 709 ter c.p.c. ha natura risarcitoria compensativa? Può essere applicato anche d’ufficio dal giudice?

6) Il diritto alla genitorialità trova riconoscimento (pure con riferimento al risarcimento) anche da parte del giudice amministrativo?

7) È adeguato il grado di tutela in Italia della potestà genitoriale secondo la CEDU?

 

Capitolo VIII – Il curatore del minore nei procedimenti che riguardano affidamento, mantenimento e relazioni del figlio minorenne

1. I procedimenti relativi alla crisi della coppia genitoriale: separazione, divorzio, procedimenti per l’affidamento e il mantenimento dei fi gli dei genitori non coniugati e relative modifi che. I principi comuni

2. I figli minorenni parte dei procedimenti che riguardano il loro affidamento, mantenimento, residenza, relazione con il genitore non convivente e il possibile potenziale conflitto di interessi tra figli minorenni e genitori nei procedimenti relativi alla crisi genitoriale

3. Il curatore del figlio minorenne in separazione, divorzio e relative modifiche: l’evoluzione negli arresti della Consulta e le conseguenze della riforma in materia di unificazione dello status di figli

4. La diversa disciplina dei procedimenti per l’affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio e le possibili conseguenze sulla nomina del curatore-avvocato del figlio minorenne

5. Alcune applicazioni giurisprudenziali

6. Il curatore-avvocato nei procedimenti relativi alla crisi della coppia genitoriale

7. Il curatore speciale del minorenne nel “nuovo” procedimento ex art. 317 bis c.c. relativo al diritto degli ascendenti alla relazione con i nipoti minorenni

8. Questioni giurisprudenziali

1) Il curatore del figlio minorenne deve essere sempre nominato nei procedimenti che riguardano affidamento, mantenimento e disciplina della responsabilità genitoriale in caso di crisi della coppia genitoriale che comporti la cessazione della convivenza o la non convivenza o va nominato nei procedimenti che riguardino l’area del pregiudizio?

2) Il curatore del minorenne può essere nominato dal giudice d’ufficio od occorre l’istanza di una parte?

3) I genitori del figlio minorenne, di cui sia stato disposto l’ascolto in sede giudiziaria, possono rinunciare all’ascolto stesso o deve essere nominato per il figlio minorenne un curatore speciale ad hoc?

4) Qualora sia proposta da un genitore nei confronti dell’altro un’istanza ex art. 709 ter c.p.c., deve essere nominato al figlio minorenne un curatore speciale?

5) In caso di accesa conflittualità tra i genitori, in un procedimento di separazione o divorzio, che comporti pregiudizio per il figlio minorenne, deve essere nominato un curatore speciale?

6) Quando due genitori separati non raggiungono l’accordo per interventi terpaeutici in favore del figlio minorenne con grave disagio, il giudice può nominare un curatore speciale che assuma iniziative sul piano terapeutico e rappresenti il figlio minorenne nel processo?

7) Deve essere nominato il curatore speciale del figlio minorenne nell’azione risarcitoria proposta dal genitore al quale è stata impedita la relazione con lo stesso e che chiede il risarcimento del danno all’altro genitore che ha impedito la relazione anche per il figlio?

8) Deve essere nominato un curatore speciale al figlio minorenne il cui genitore superstite impedisca i rapporti con gli ascendenti dell’altro ramo genitoriale?

 

Capitolo IX – Conflittualità genitoriale e curatore della persona di età minore nelle questioni patrimoniali e risarcitorie

1. “Mamma ho perso l’aereo”: un esempio concreto di conflitto genitoriale che ha lasciato il minore quale “vittima sul campo”

2. L’amministrazione del patrimonio del figlio minorenne da parte dei genitori: brevi cenni

3. La nomina di un curatore speciale per il compimento di atti eccedenti l’ordinaria amministrazione che i genitori non possono o non vogliono porre in essere (art. 321 c.c.)

4. La nomina di un curatore speciale per il compimento di atti in relazione ai quali il figlio minorenne si trovi in conflitto di interessi con altri fi gli soggetti alla stessa responsabilità ovvero con uno o con entrambi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale (art. 320, u.c., c.c.)

5. La tutela del terzo contraente a fronte dell’atto illegittimamente posto in essere dal curatore speciale del minore

6. La nomina di un curatore in caso di rimozione dei genitori dall’amministrazione del patrimonio del figlio minorenne

7. Il curatore speciale nominato dal donante o dal testatore ai sensi dell’art. 356 c.c.

8. Il curatore speciale nelle azioni risarcitorie (anche in sede penale)

9. Il curatore speciale del minore negli illeciti endofamiliari

10. Questioni giurisprudenziali

1) Per promuovere giudizi di rivendica volti ad accrescere il patrimonio del minore stesso, è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare o i genitori esercenti la responsabilità genitoriale possono agire anche senza?

2) Il contratto di compravendita stipulato con violazione delle disposizioni previste dagli artt. 320 e 321 c.c. può essere annullato anche solo parzialmente, ai sensi dell’art. 322 c.c., su istanza del minore poi divenuto maggiorenne?

3) L’autorizzazione al compimento di un atto da parte del giudice tutelare esclude a priori l’ipotizzabilità di vizi dell’atto compiuto, o è invece configurabile, e opponibile al minore rappresentato, la simulazione assoluta di un atto, eccedente i limiti della ordinaria amministrazione, compiuto dal legale rappresentante preventivamente e regolarmente autorizzato dal giudice tutelare?

4) Una ragazza di sedici anni attraversa la strada quando la segnaletica non glielo consentiva, con ciò determinando la caduta di un motociclista. Può essere esclusa la responsabilità dei genitori, ai sensi dell’art. 2048 c.c., considerando che la ragazza è oramai prossima alla maggiore età e che l’attuale costume sociale considera i minorenni ultrasedicenni persone oramai quasi adulte, con notevole grado di autonomia?

N.B. Le questioni giurisprudenziali sono risolte con l’indicazione della giurisprudenza di riferimento nel Cd-Rom allegato al volume.

 

 Capitolo I – La revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli

1. Affidamento condiviso e responsabilità genitoriale: le ragioni di una riforma

2. Dall’affidamento monogenitoriale all’affidamento condiviso. Ambiti di applicazione, criteri e priorità dell’interesse del minore.

3. Il diritto alla bigenitorialità e la responsabilità genitoriale

4. L’attività valutativa del giudice nell’ambito dei provvedimenti riguardanti i figli

5. L’obbligo di mantenimento

6. Questioni giurisprudenziali

1) Può disporsi il riconoscimento di una sentenza straniera con cui il giudice locale abbia disposto l’adozione di una minore, figlia biologica di una delle due donne di una coppia omosessuale, nei confronti dell’altra donna?

2) La sindrome da alienazione parentale è sufficiente a determinare l’affido?

3) Può disporsi l’adozione di un minore da parte del convivente omosessuale del genitore biologico, ai sensi dell’ex art. 44, comma 1, lett. d), l. n. 184/1983, ossia la cosiddetta adozione in “casi particolari”?

4) La valutazione del giudice sulle modalità dell’affidamento può non coincidere con le opinioni manifestate dal minore?

5) L’affidamento condiviso implica di dividere la stessa casa con i due genitori?

6) Può essere pronunciata l’adottabilità del minore se la funzione genitoriale non è irrecuperabilmente compromessa? •Le questioni giurisprudenziali sono risolte con l’indicazione della giurisprudenza

di riferimento nel Cd-Rom allegato al volume.

7) Può essere la figura paterna totalmente inidonea alla genitorialità tanto da giustifi care l’affidamento super esclusivo alla madre?

8) In regime di affido condiviso, il trasferimento in un’altra città della madre separata con fi gli può intaccare il rapporto di questi con il padre?

9) L’alta conflittualità tra ex coniugi impedisce l’affidamento condiviso del figlio minore?

10) L’omosessualità del genitore e la sua convivenza con persona dello stesso sesso costituiscono motivo di modifica delle modalità di affidamento della prole da condiviso ad esclusivo?

11) L’affido condiviso vieta al genitore di trasferirsi insieme ai figli in un’altra città senza il consenso dell’ex coniuge?

12) Esiste un termine cronologico di durata del mantenimento di figli?

13) La sindrome da alienazione parentale è sufficiente a determinare l’affido?

14) La delega operata dal giudice a favore dei servizi sociali, in ordine all’eventuale ampliamento di modalità di visita del padre al figlio, può costituire una deroga ai poteri che spettano al Tribunale per i minorenni ex art. 155 c.c.?

15) L’orientamento omosessuale di uno dei genitori può essere posto a fondamento dell’affidamento esclusivo ex art. 337 quater (ex art. 155 bis c.c.)?

16) Può la posizione conflittuale dei fi gli rispetto alla figura paterna giustificare un regime di affido esclusivo?

17) Quali sono le condizioni per le quali possa farsi luogo ad assegnazione della casa coniugale ad uno dei due coniugi, nell’interesse preminente dei figli?

18) Nell’economia dell’art. 709 ter c.p.c., il giudice è sempre tenuto a condannare al risarcimento qualora non venga salvaguardato un rapporto equilibrato del minore con entrambi i genitori?

19) Sussistono limiti all’affidamento della prole, in caso di separazione dei coniugi, qualora il contegno genitoriale derivante dall’adesione ad una confessione religiosa possa incidere sullo sviluppo psicofisico del minore?

20) È obbligatoria la mediazione familiare nel caso in cui si voglia provvedere al ristabilimento del dialogo genitoriale teso all’affidamento condiviso del minore?

21) Quali limiti incontra il potere discrezionale del giudice nell’affidare la prole in via esclusiva ad un solo genitore?

22) In tema di affidamento del minore, l’affidamento esclusivo costituisce regola ovvero eccezione?

23) La distanza geografi ca tra le residenze dei due genitori può essere elemento sufficiente per derogare al regime generale dell’affidamento condiviso?

24) In materia di affidamento dei fi gli minorenni, come si radica la giurisdizione nel caso in cui entrambi i genitori siano di nazionalità extracomunitaria?

25) Il diniego di affidamento condiviso può esser giustificato dalle eccessive attenzioni, nei confronti del minore, da parte di uno dei genitori?

26) Incorre nel vizio di extrapetizione il decreto della Corte d’Appello che modifica  in peius le modalità di frequentazione padre-fi glia già statuite nell’accordo di separazione?

27) La mera conflittualità tra coniugi in sede di separazione, può essere ostativa dell’affidamento condiviso?

 

Capitolo II – Ascolto del minore nel conflitto familiare

1. Premessa

2. La disciplina internazionale ed europea in tema di ascolto del minore

3. La legge italiana

4. Il diritto del minore ad essere ascoltato e sua obbligatorietà

5. Audizione diretta e audizione indiretta

6. Artt. 145, 250, 316, 348 e 371 c.c.

7. Conseguenze giuridiche del mancato ascolto del minore

8. Appendice: l’ascolto del minore nel processo penale

9. Questioni giurisprudenziali

1) La valutazione del giudice sulle modalità dell’affidamento può non coincidere con le volontà e le opinioni manifestate dal minore nel corso della sua audizione?

2) L’audizione del minore è necessaria anche nei procedimenti di revisione delle condizioni di separazione dei coniugi o è sufficiente che il minore sia stato interpellato o esaminato da terzi (es. assistenti sociali) le cui relazioni siano state successivamente acquisite al fascicolo processuale?

3) Solo il minore può rinunciare al proprio diritto di audizione o tale facoltà compete anche ai genitori?

4) Qual è il valore delle Convenzioni internazionali sui diritti dei minori nell’ordinamento giuridico nazionale?

5) Nel procedimento per il mancato illecito rientro del minore nella originaria residenza abituale il giudice è obbligato ad ascoltare il minore?

6) L’audizione del minore è sempre un adempimento necessario nelle procedure giudiziarie che lo riguardano?

7) Sussistono limiti al diritto di informazione del minore?

8) Ai sensi dell’art. 98 c.p. la capacità di intendere e di volere del minore che abbia compiuto gli anni quattordici e non ancora i diciotto, si presume o deve essere accertata?

9) Senza l’ascolto del minore il giudizio di riconoscimento di paternità è nullo?

10) Nel procedimento per maltrattamenti in famiglia, il Tribunale può negare l’ascolto del minore, richiesto a discarico dai parenti imputati, motivandolo con la sua presunta inattendibilità?

 

Capitolo III – Conflitti familiari ed affidamento dei figli

1. Inquadramento normativo

2. Affidamento dei figli

3. Il giudicato dei provvedimenti

4. Ambito di applicazione

5. Modifica  delle condizioni di affidamento

6. Aspetti processuali

7. Revisioni dell’assegno di mantenimento

8. Revisione con riferimento alla casa familiare

9. Esecuzione dei provvedimenti

10. L’udienza presidenziale

11. La sentenza parziale di separazione e il giudizio divorzile

12. L’ordinanza ex art. 709 c.p.c.

13. L’art. 709 ter c.p.c.

14. Il diritto dei bambini contesi

15. Questioni giurisprudenziali

1) La moglie separata può decidere di lasciare insieme ai figli la casa familiare e trasferirsi in altra residenza?

2) È pignorabile l’immobile oggetto di provvedimento di assegnazione?

3) La partecipazione del P.M. nel giudizio di separazione e di revoca delle condizioni costituisce un’ipotesi di litisconsorzio necessario?

4) Il venir meno del diritto del figlio all’assegno di mantenimento per sopravvenuta indipendenza economica comporta il contestuale venir meno della legittimità ad agire del genitore assegnatario?

5) Il reclamo avverso i provvedimenti emanati dal Tribunale sull’istanza di revisione delle disposizioni accessorie alla separazione è impugnabile con ricorso in cassazione?

6) A garanzia della conservazione dei rapporti significativi di cui all’art. 155 c.c. è ammesso l’intervento degli ascendenti nei procedimenti di separazione?

7) La modifica  della situazione reddituale del soggetto tenuto al pagamento dell’assegno di mantenimento può comportare una nuova determinazione della misura del suddetto assegno solo per il periodo successivo all’intervenuta modifica ?

8) La forte conflittualità tra i genitori esclude l’affido condiviso?

9) In caso di revisione degli accordi di divorzio, quale giudice è competente?

10) In pendenza del giudizio di separazione, per le questioni in materia di affidamento dei minori e provvedimenti in tema di decadenza dalla potestà, quale giudice è competente?

11) Sono reclamabili i provvedimenti del G.I. nel procedimento di separazione?

12) Il provvedimento che modifica  le condizioni di separazione tra i coniugi, pronunciato ai sensi dell’art. 710 c.p.c., è immediatamente esecutivo?

13) È ammessa la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore della fi glia legittima per tutelare anche i bambini nati dalla successiva?

14) Deve essere sempre consentito l’ascolto del minore?

15) In deroga all’affidamento condiviso, può essere disposto quello esclusivo della fi glia al padre sulla base del solo desiderio espresso dalla bambina?

16) I minori devono partecipare ai procedimenti che li vedono coinvolti?

17) Nell’adozione dei provvedimenti in materia di affidamento e diritto di visita del genitore non convivente, deve essere tenuto in considerazione il suo diritto al rispetto della vita familiare?

18) La mancata osservanza dei provvedimenti in materia di affidamento e del diritto di visita del genitore non collocatario può costituire reato?

 

Capitolo IV – Problematiche relative alla residenza ed alla casa familiare

1. Inquadramento dell’istituto

2. In caso di separazione consensuale

3. In caso di separazione giudiziale

4. Criteri di assegnazione: in presenza di figli

5. La durata del provvedimento di assegnazione

6. Revoca dell’assegnazione

7. Il diritto di abitazione della casa familiare

8. Assegnazione della casa familiare di proprietà esclusiva

9. La casa familiare in comproprietà

10. Assegnazione della casa familiare di proprietà di terzi

11. Convivenza more uxorio ed assegnazione della casa familiare

12. Addebito della separazione ed assegnazione della casa familiare

13. Trascrizione del provvedimento di assegnazione

14. Alienazione della casa familiare

15. Prescrizioni in tema di residenza

15.1. Collocamento prevalente

15.2. Collocamento alternato

15.3. Collocamento invariato

15.4. Disciplina

15.5. Genitore collocatario e cambio di residenza

15.6. Trasferimento all’estero

16. Questioni giurisprudenziali

1) In quale modo si deve valutare la permanenza dell’obbligo di mantenimento dei figli o l’assegnazione dell’immobile?

2) La convivenza more uxorio del genitore collocatario fa venirmeno l’assegnazione della casa familiare?

3) Lo stato di invalidità del coniuge – proprietario dell’immobile adibito a casa coniugale – non affidatario del minore può incidere sul provvedimento di assegnazione?

4) Nel caso in cui esista un accordo sottoscritto in sede di separazione, il venir meno dei presupposti per l’erogazione del contributo di mantenimento nei confronti della ex moglie e dei figli risolve anche il problema dell’assegnazione della casa familiare in comproprietà?

5) Il provvedimento di assegnazione può avere ad oggetto la seconda casa?

6) La cessazione della relazione di fatto – in assenza di figli – può legittimare l’immediato allontanamento dalla casa familiare?

7) È ammesso il protrarsi del godimento in forma esclusiva della casa familiare una volta disposta la revoca dell’ordinanza di assegnazione?

8) Sussiste il criterio della stabilità del rapporto di convivenza – ai fini dell’assegnazione della casa familiare – nel caso in cui il figlio maggiorenne si allontani per motivi di lavoro o studio?

9) Si può parlare di comodato di scopo, legato alla durata della convivenza nell’immobile destinato a casa familiare?

10) Nozione di convivenza rilevante ai fini dell’assegnazione della casa.

11) La disposizione dell’art. 155 quater è applicabile alla famiglia di fatto?

12) Il provvedimento di assegnazione incide sul pignoramento dell’immobile?

13) L’assegnazione della casa familiare può essere considerata quale componente in natura dell’assegno di mantenimento?

14) Ai sensi dell’art. 155 quater cosa si deve intendere per casa familiare?

15) È opponibile l’assegnazione dell’immobile a uno dei coniugi comproprietari, non trascritta?

16) L’accordo tra i coniugi con il quale si disponga l’assegnazione della casa familiare è opponibile ai terzi?

17) La distanza tra i luoghi di residenza dei genitori è ostativo all’affidamento condiviso di un minore?

18) Il genitore collocatario può decidere in modo unilaterale di trasferire la residenza della fi glia minore?

19) In caso di mutamento della residenza del figlio, quale Tribunale è competente per la modifica  delle condizioni di separazione?

20) Sottrazione minore e nozione di residenza

21) La cessione ex lege del contratto di locazione è configurabile anche nel caso di sottoscrizione dell’originario contratto da parte di entrambi i coniugi?

22) Il provvedimento di revoca dell’assegnazione della casa familiare costituisce titolo esecutivo per il rilascio?

23) L’assegnazione della casa familiare concessa in comodato è opponibile al proprietario dell’immobile?

24) L’assegnatario della casa coniugale può esperire azione revocatoria avverso l’atto di vendita dell’immobile oggetto del suo diritto?

25) In caso di convivenza more uxorio intrapresa da entrambi i genitori, a chi è assegnata la casa familiare?

26) Nel caso in cui la casa coniugale sia in comproprietà fra i coniugi (con equivalenza di redditi) e non vi siano fi gli minori o maggiorenni non autosuffi cienti conviventi, la casa può essere lasciata nella disponibilità di entrambi?

27) A chi spettano le spese condominiali nell’assegnazione della casa familiare?

 

Capitolo V – Problematiche dell’opposizione all’affidamento “condiviso” e affidamento ad un solo genitore

1. Premessa

2. Nuovo art. 337 quater c.c. ed esercizio della responsabilità genitoriale

3. I confini dell’affidamento esclusivo. Ruolo del giudice

4. I comportamenti pregiudizievoli: la scelta tra affidamento esclusivo e provvedimente de protestate.

5. Il dramma delle separazioni giudiziali: pregiudizio del minore tra violenza assistita e alienazione genitoriale

6. Questioni giurisprudenziali

1) È ammissibile la rinuncia all’affido condiviso, con proposta di affido esclusivo alla madre, anche a fronte del consenso del padre?

2) In una causa di separazione, la relazione adulterina della madre può influire sulla scelta del giudice a favore di una collocazione prevalente della minore presso il padre?

3) Può l’aspra conflittualità tra i coniugi giustificare l’affidamento esclusivo a uno dei genitori?

4) L’affidamento esclusivo della fi glia al padre può essere disposto unicamente sulla base del desiderio espresso dalla minore di voler stare solo con il padre, senza che vi siano peraltro carenze e incapacità da parte della madre?

5) A fronte della richiesta, senza fondamento, di affido esclusivo alla madre, quali potrebbero essere le conseguenze?

6) La condotta di una madre il cui obiettivo sia quello di creare costanti difficoltà nell’esercizio di visita del padre con la minaccia altresì di portare il bambino all’estero può comportare un provvedimento urgente di affidamento del minore al padre?

7) Se il genitore manifesta completo e grave disinteresse per la famiglia e utilizza il figlio come “merce di scambio” nella causa di separazione, l’altro può ottenere l’affidamento “super-esclusivo” con assunzione altresì, in via esclusiva, delle decisioni di maggiore interesse per la prole?

8) La semplice pendenza del procedimento penale a carico del genitore per condotta violenta nei confronti del figlio e della moglie, anche se è ancora in corso il procedimento penale, costituisce indizio sufficiente per escludere l’affidamento condiviso e disporre l’affidamento esclusivo all’altro genitore?

 

Capitolo VI – Inadempienze e violazione nell’affidamento condiviso,

1. Premessa

2. Caratteri dell’istituto

3. La posizione della giurisprudenza

4. Orientamenti dottrinali

5. Questioni giurisprudenziali

1) Quale natura va attribuita al provvedimento ex art. 709 ter c.p.c.? Esso è impugnabile dinanzi alla Cassazione?

2) È sanzionabile la scelta unilaterale di un genitore, contraria ai precedenti accordi raggiunti in sede di separazione, di far intraprendere al figlio minore, affidato ad entrambi i genitori, un determinato percorso religioso? Il figlio minore infradodicenne deve essere sentito in tale procedimento anche nel caso in cui abbia già manifestato il proprio disinteresse per la questione?

3) Quali sono i mezzi di impugnazione “ordinari” esperibili avverso i provvedimenti ex art. 709 ter c.p.c.?

4) Anche il coniuge che ha proposto il ricorso ex art. 709 ter c.p.c. può risultare destinatario di una pronunzia resa dal giudice in applicazione di detta norma? A tal fi ne, risulta indispensabile una espressa richiesta da parte del coniuge resistente?

5) Quale condotta genitoriale risulta sufficiente a giustificare l’emanazione dei provvedimenti ex art. 709 ter c.p.c.? Quale funzione svolge la previsione contenuta in detta norma?

6) La sanzione risarcitoria ex art. 709 ter c.p.c. può qualificarsi come danno punitivo?

7) La condotta della madre che consente al figlio assenze ingiustificate a scuola nei giorni in cui i coniugi hanno concordato che sia il padre ad andarlo a prendere giustifica nei confronti della prima la sanzione dell’ammonimento? La pronunzia ex art. 614 bis c.p.c. è cumulabile con quella ai sensi dell’art. 709 ter c.p.c.?

8) Qual è l’ambito applicativo dell’art. 709 ter c.p.c.? In caso di controversie tra i genitori circa l’esercizio della potestà/responsabilità genitoriale, è ammesso un intervento del giudice? Se sì, su quali presupposti? Tale eventuale intervento è idoneo ad incidere sulla potestà/responsabilità dei genitori?

9) Quali sono i presupposti per l’applicazione delle misure previste dall’art. 709 ter c.p.c.? Essi sono sempre identici in relazione a ciascuna?

10) Lo stato di detenzione di uno dei genitori è sufficiente a giustificare la decadenza dalla potestà o, comunque, la revoca dell’affidamento condiviso? Quale funzione può essere riconosciuta al risarcimento del danno ex art. 709 ter c.p.c.? In caso di reiterazione della condotta, in base a quali criteri può essere quantificato il risarcimento?

11) Quali caratteri presenta il provvedimento ai sensi dell’art. 709 ter c.p.c. che abbia disposto il solo ammonimento a carico di una delle parti? Contro tale provvedimento è possibile ricorrere in Cassazione?

12) È possibile cumulare le misure ex art. 709 ter c.p.c. con quelle previste dall’art. 614 bis c.p.c.? Quale sanzione si rivela adeguata nel caso di condotta di uno dei genitori denigratoria della figura dell’altro genitore?

 

Capitolo VII – I danni risarcibili a seguito della conflittualità nell’affidamento

1. Premessa

2. Interesse del minore e interesse del genitore

3. Diritto genitoriale e diritto bigenitoriale

4. Danno e risarcimento nell’art. 709 ter c.p.c.

5. L’astreinte ex art. 614 bis c.p.c.

6. Questioni giurisprudenziali

1) È compatibile il risarcimento del danno con la violazione dei doveri genitoriali?

2) Che tipo di risarcimento può essere riconosciuto in caso di cambiamento arbitrario della residenza del minore?

3) È risarcibile il diritto alla genitorialità quale diritto inviolabile? 4) Va sempre salvaguardato il diritto alla bigenitorialità nell’affidamento condiviso?

5) Il provvedimento ex art. 709 ter c.p.c. ha natura risarcitoria compensativa? Può essere applicato anche d’ufficio dal giudice?

6) Il diritto alla genitorialità trova riconoscimento (pure con riferimento al risarcimento) anche da parte del giudice amministrativo?

7) È adeguato il grado di tutela in Italia della potestà genitoriale secondo la CEDU?

 

Capitolo VIII – Il curatore del minore nei procedimenti che riguardano affidamento, mantenimento e relazioni del figlio minorenne

1. I procedimenti relativi alla crisi della coppia genitoriale: separazione, divorzio, procedimenti per l’affidamento e il mantenimento dei fi gli dei genitori non coniugati e relative modifi che. I principi comuni

2. I figli minorenni parte dei procedimenti che riguardano il loro affidamento, mantenimento, residenza, relazione con il genitore non convivente e il possibile potenziale conflitto di interessi tra figli minorenni e genitori nei procedimenti relativi alla crisi genitoriale

3. Il curatore del figlio minorenne in separazione, divorzio e relative modifiche: l’evoluzione negli arresti della Consulta e le conseguenze della riforma in materia di unificazione dello status di figli

4. La diversa disciplina dei procedimenti per l’affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio e le possibili conseguenze sulla nomina del curatore-avvocato del figlio minorenne

5. Alcune applicazioni giurisprudenziali

6. Il curatore-avvocato nei procedimenti relativi alla crisi della coppia genitoriale

7. Il curatore speciale del minorenne nel “nuovo” procedimento ex art. 317 bis c.c. relativo al diritto degli ascendenti alla relazione con i nipoti minorenni

8. Questioni giurisprudenziali

1) Il curatore del figlio minorenne deve essere sempre nominato nei procedimenti che riguardano affidamento, mantenimento e disciplina della responsabilità genitoriale in caso di crisi della coppia genitoriale che comporti la cessazione della convivenza o la non convivenza o va nominato nei procedimenti che riguardino l’area del pregiudizio?

2) Il curatore del minorenne può essere nominato dal giudice d’ufficio od occorre l’istanza di una parte?

3) I genitori del figlio minorenne, di cui sia stato disposto l’ascolto in sede giudiziaria, possono rinunciare all’ascolto stesso o deve essere nominato per il figlio minorenne un curatore speciale ad hoc?

4) Qualora sia proposta da un genitore nei confronti dell’altro un’istanza ex art. 709 ter c.p.c., deve essere nominato al figlio minorenne un curatore speciale?

5) In caso di accesa conflittualità tra i genitori, in un procedimento di separazione o divorzio, che comporti pregiudizio per il figlio minorenne, deve essere nominato un curatore speciale?

6) Quando due genitori separati non raggiungono l’accordo per interventi terpaeutici in favore del figlio minorenne con grave disagio, il giudice può nominare un curatore speciale che assuma iniziative sul piano terapeutico e rappresenti il figlio minorenne nel processo?

7) Deve essere nominato il curatore speciale del figlio minorenne nell’azione risarcitoria proposta dal genitore al quale è stata impedita la relazione con lo stesso e che chiede il risarcimento del danno all’altro genitore che ha impedito la relazione anche per il figlio?

8) Deve essere nominato un curatore speciale al figlio minorenne il cui genitore superstite impedisca i rapporti con gli ascendenti dell’altro ramo genitoriale?

 

Capitolo IX – Conflittualità genitoriale e curatore della persona di età minore nelle questioni patrimoniali e risarcitorie

1. “Mamma ho perso l’aereo”: un esempio concreto di conflitto genitoriale che ha lasciato il minore quale “vittima sul campo”

2. L’amministrazione del patrimonio del figlio minorenne da parte dei genitori: brevi cenni

3. La nomina di un curatore speciale per il compimento di atti eccedenti l’ordinaria amministrazione che i genitori non possono o non vogliono porre in essere (art. 321 c.c.)

4. La nomina di un curatore speciale per il compimento di atti in relazione ai quali il figlio minorenne si trovi in conflitto di interessi con altri fi gli soggetti alla stessa responsabilità ovvero con uno o con entrambi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale (art. 320, u.c., c.c.)

5. La tutela del terzo contraente a fronte dell’atto illegittimamente posto in essere dal curatore speciale del minore

6. La nomina di un curatore in caso di rimozione dei genitori dall’amministrazione del patrimonio del figlio minorenne

7. Il curatore speciale nominato dal donante o dal testatore ai sensi dell’art. 356 c.c.

8. Il curatore speciale nelle azioni risarcitorie (anche in sede penale)

9. Il curatore speciale del minore negli illeciti endofamiliari

10. Questioni giurisprudenziali

1) Per promuovere giudizi di rivendica volti ad accrescere il patrimonio del minore stesso, è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare o i genitori esercenti la responsabilità genitoriale possono agire anche senza?

2) Il contratto di compravendita stipulato con violazione delle disposizioni previste dagli artt. 320 e 321 c.c. può essere annullato anche solo parzialmente, ai sensi dell’art. 322 c.c., su istanza del minore poi divenuto maggiorenne?

3) L’autorizzazione al compimento di un atto da parte del giudice tutelare esclude a priori l’ipotizzabilità di vizi dell’atto compiuto, o è invece configurabile, e opponibile al minore rappresentato, la simulazione assoluta di un atto, eccedente i limiti della ordinaria amministrazione, compiuto dal legale rappresentante preventivamente e regolarmente autorizzato dal giudice tutelare?

4) Una ragazza di sedici anni attraversa la strada quando la segnaletica non glielo consentiva, con ciò determinando la caduta di un motociclista. Può essere esclusa la responsabilità dei genitori, ai sensi dell’art. 2048 c.c., considerando che la ragazza è oramai prossima alla maggiore età e che l’attuale costume sociale considera i minorenni ultrasedicenni persone oramai quasi adulte, con notevole grado di autonomia?


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