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Cautele interdittive  e rito penale

Cautele interdittive e rito penale

Autori Federico Cerqua
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 17x24
Pagine 250
Pubblicazione Luglio 2015 (I Edizione)
ISBN / EAN 8891613226 / 9788891613226
Collana Università

Uno studio sulle alternative ai modelli coercitivi personali

Collana diretta da:
Raffaele Bianchetti, Giuseppe Gennari, Luca Lupària e Francesco Viganò

Prezzo Online:

23,00 €

19,55 €

Le misure cautelari interdittive, introdotte per la prima volta dal legislatore nel codice di rito del 1988, hanno segnato il definitivo superamento di ogni incostituzionale logica di anticipazione della pena e continuano a rappresentare un’evidente innovazione sul piano processuale. 
L’interdizione cautelare, peraltro, ha trovato un particolare sviluppo nel rito introdotto dal d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, diretto a disciplinare la responsabilità “amministrativa” delle persone giuridiche.
Il presente lavoro è diretto dunque a registrare gli eventuali punti di contatto tra la disciplina dei mezzi di cautela interdittiva dettata dal codice di rito, anche alla luce della recente l. 16 aprile 2015, n. 47, e gli strumenti di interdizione applicabili agli enti, per verificare la permeabilità dell’intero sistema processuale penale. In particolare, si intende valutare se un ampliamento del ricorso all’interdizione cautelare nei confronti delle persone fisiche possa consentire la limitazione del ricorso ai moduli di coercizione personale; d’altra parte, l’importazione, all’interno del microsistema delineato dal d.lgs. n. 231 del 2001, dei principi che regolano le cautele interdittive nel codice di rito potrebbe risultare funzionale a evitare illegittime anticipazioni della pena a carico delle società.

Federico Cerqua è iscritto presso l’Ordine degli Avvocati di Milano. Da oltre dieci anni collabora con la Cattedra di Diritto processuale penale del Dipartimento di Scienze Giuridiche “Cesare Beccaria” dell’Università degli Studi di Milano e presso questa Università è titolare di un assegno di ricerca. È autore di numerosi saggi in opere collettanee e riviste scientifiche sui temi centrali del dibattito processuale penale.

 

 

 


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