Diritto sindacale

 
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Disponibile

Autori A cura di Giancarlo Perone e Maria Cristina Cataudella

Pagine 640
Data pubblicazione Febbraio 2022
Data ristampa
ISBN 8891657466
ean 9788891657466
Tipo Cartaceo
Collana Collana Legale
Editore Maggioli Editore
Dimensione 17x24
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Autori A cura di Giancarlo Perone e Maria Cristina Cataudella

Pagine 640
Data pubblicazione Febbraio 2022
Data ristampa
ISBN 8891657466
ean 9788891657466
Tipo Cartaceo
Collana Collana Legale
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L’opera, frutto dell’esperienza degli Autori, nasce con lo scopo di fornire un quadro completo della disciplina del diritto sindacale, con particolare attenzione agli aspetti operativi e alle ricadute pratiche che le norme hanno sul luogo di lavoro e sulle relazioni intercorrenti tra i soggetti che vi operano.

Aggiornato alla recente giurisprudenza, il volume si pone quale strumento di ausilio per i Professionisti che, a vario titolo, sono chiamati a gestire conflitti e controversie in ambito lavorativo, nell’intento di contemperare al meglio gli interessi delle parti coinvolte.

Giancarlo Perone
Già Ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Maria Cristina Cataudella
Professore Ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Martina Bassotti
Assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Macerata.
Anna Maria Battisti
Professore Associato di Diritto del Lavoro presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Barbara Caponetti
Dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
Simone Caponetti
Docente a contratto presso l’Università di Roma “LUISS – Guido Carli”.
Cesarina Carnovale
Dottore di ricerca in “Autonomia individuale e Autonomia collettiva” presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Sabrina Cassar
Ricercatore confermato di Diritto del Lavoro presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Carmela Craca
Avvocato e Dottore di ricerca in “Autonomia individuale e Autonomia collettiva” presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Andrea Croce
Dottore di ricerca in “Autonomia individuale e autonomia collettiva” presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Giovanni Gugliemo Crudeli
Dottore di ricerca presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara.
Antonella D’Andrea
Professore aggregato di Diritto del Lavoro presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e la “Young Universities for the Future of Europe”.
Nicola De Marinis
Consigliere della Sezione Lavoro della Corte di Cassazione.
Donato De Rosa
Cultore della materia in Diritto del Lavoro e Diritto del Lavoro dell’Unione Europea presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Giada Della Rocca
Ricercatore confermato di Diritto del Lavoro presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Claudia Facchini
Avvocato del Foro di Roma specializzato in Diritto del Lavoro e cultore della materia presso l’Università di Roma “Tor Vergata” .
Emanuela Fiata
Ricercatrice di Diritto del Lavoro presso il Dipartimento di Diritto ed Economia delle Attività Produttive dell’Università “La Sapienza” di Roma.
Paolo Iervolino
Dottorando di Ricerca in Diritto del Lavoro presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Grazia Maggi
Dottoranda di ricerca in Diritto del Lavoro presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Ligia Ramia Munerati
Avvocato presso lo Studio Munerati e Dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
Vesselina Panova
Dottore di ricerca in “Autonomia individuale e Autonomia collettiva” presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Antonio Pileggi
Professore Ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Francesco Rondina
Avvocato del Foro di Roma, Dottore di ricerca in Diritto Sindacale, del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.
Livia Tamburro
Dottorando di ricerca in Diritto del Lavoro presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e avvocato.

Coordinatore scientifico Prof. Giuseppe Pellacani

Capitolo I – Evoluzione del diritto sindacale e fonti
1. Il diritto collettivo del lavoro: linee evolutive
2. Origine dell’organizzazione professionale e i suoi svolgi¬menti: le corporazioni di arti e mestieri nella società medio¬evale e precedenti nel mondo antico
3. Le rivoluzioni liberali e la rivoluzione industriale: il divieto di coalizione operaia
4. La nascita del moderno sindacato
5. La fase corporativa
6. Le fonti formali del diritto sindacale. Tendenza all’anomia
6.1. Il sistema delle fonti del diritto sindacale
6.2. L’art. 39 Cost. e il diritto alla libertà e all’azione sin¬dacale
6.3. L’art. 40 Cost. e il diritto di sciopero
6.4. La promozione e il sostegno dei diritti sindacali nei luoghi di lavoro: lo Statuto dei lavoratori
7. Origine extralegislativa di molte norme del diritto collettivo del lavoro
7.1. Collocazione del contratto collettivo nel sistema delle fonti
7.2. Il contratto collettivo – atto o fatto normativo al va¬glio della Suprema Corte di Cassazione
7.3. Diversificazione delle tutele legali attraverso la loro integrazione con la contrattazione collettiva
8. Rilevanza della giurisprudenza come fonte atecnica
8.1. La giurisprudenza come effettiva fonte del diritto sin¬dacale
8.2. La giurisprudenza costituzionale. Tipologia delle sentenze costituzionali
8.3. La giurisprudenza ordinaria
9. Le fonti internazionali ed europee
9.1. Le norme internazionali in materia di diritto sinda¬cale
9.2. La Convenzione europea per la salvaguardia dei di¬ritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e la giuri¬sprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo
9.3. Le fonti di diritto sindacale dell’Unione europea
9.4. La giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea
Capitolo II – Il sindacato
1. Il principio costituzionale di libertà dell’organizzazione sin¬dacale. Organizzazione e azione sindacale
1.1. L’organizzazione portatrice degli interessi collettivi professionali
1.2. Il principio costituzionale di libertà sindacale
1.3. Il pluralismo sindacale
1.4. Categorie professionali e libertà sindacale, principio di parità e distribuzione dei sostegni sindacali
1.5. Sindacati di categoria e sindacati professionali
1.6. L’autonomia collettiva nella prospettiva costituziona¬le
1.7. La libertà dato essenziale dell’organizzazione sinda¬cale
2. Varietà dei modelli strutturali delle organizzazioni sindacali
2.1. Libertà di scelta dell’assetto strutturale delle organiz¬zazioni sindacali
2.2. Il modello organizzativo di tipo associativo
2.3. Il modello organizzativo non associativo. Le commis¬sioni interne
2.4. Il modello istituzionale: connotati e originaria com¬ponente autoritativa
3. Il sindacato tra diritto pubblico e diritto privato
4. La mancata attuazione dell’art. 39 Cost. e il sindacato come associazione non riconosciuta
5. L’organizzazione sindacale dei datori di lavoro
5.1. Introduzione: l’altra libertà sindacale
5.2. Le caratteristiche delle associazioni datoriali e le asimmetrie con quelle dei lavoratori
5.3. La crisi della rappresentanza dei datori di lavoro tra frammentazione degli interessi e moltiplicazione dei sistemi contrattuali
5.4. I rinvii legali alla nozione di “organizzazione datoria¬le comparativamente più rappresentativa” e i proble¬matici indici di misurazione
5.5. Spunti comparatistici e riflessioni sulle recenti pro¬poste di legge
6. Libertà sindacale e divieto di discriminazioni
6.1. La libertà sindacale nella Costituzione e nello Statuto dei lavoratori
6.2. Le discriminazioni sindacali e le altre discriminazio¬ni
6.3. Il ruolo del diritto internazionale e comunitario nella nascita e nell’evoluzione dell’art. 15
6.4. La nozione di discriminazione
6.5. I fattori di discriminazione
7. Rappresentanza e rappresentatività sindacale
7.1. La rappresentanza sindacale nella Costituzione. Il pluralismo istituzionale
7.2. La mancata attuazione dell’art. 39 Cost. Il sindacato come soggetto della mediazione tra partecipazione e solidarietà
7.3. La stagione privatistica del diritto sindacale e la sua crisi. Il pluralismo reale
7.4. Il sindacato maggiormente rappresentativo. L’attua¬zione “selettiva” del modello costituzionale
8. Molteplicità delle forme di organizzazione e rappresentanza de¬gli interessi professionali; natura sindacale dell’organizzazione collettiva
8.1. Lavoro autonomo: interessi organizzati
8.2. Gli ordini professionali e l’astensione collettiva dalle prestazioni dei liberi professionisti
8.3. Segue. Ordini professionali e organizzazioni sindaca¬li: differenze
8.4. Le forme di protezione e tutela collettiva del reddito dei professionisti e degli autonomi
8.5. La legge n. 4 del 2013 e la legge n. 81 del 2017: la rap¬presentanza degli autonomi e dei professionisti
8.6. La negoziazione e gli accordi collettivi nell’ambito del lavoro autonomo e delle collaborazioni etero-or¬ganizzate (ex d.lgs. n. 81 del 2015)
8.7. Organizzazione e rappresentanza dei lavoratori auto¬nomi: la giurisprudenza della Corte di giustizia euro¬pea e i lavoratori dell’economia digitale
8.8. Profili di diritto comparato
9. Rappresentanza e organizzazione sindacale nell’Unione eu¬ropea
9.1. Sindacati europei e dialogo sociale
9.2. La funzione paralegislativa dei sindacati europei: gli articoli 154 e 155 TFUE
9.3. Il problema della rappresentanza
9.4. La contrattazione sovranazionale nelle imprese mul¬tinazionali
10. Concertazione e dialogo sociale
10.1. La concertazione sociale come metodo di definizione delle politiche pubbliche
10.2. La prassi concertativa nell’esperienza italiana
10.3. La partecipazione degli attori sociali alla definizione delle politiche pubbliche: profili critici
11. I diritti di informazione e consultazione
11.1. Premessa
11.2. Excursus storico e normativa europea
11.3. La procedura di informazione e consultazione nel li¬cenziamento collettivo
11.4. Segue. La procedura di informazione e consultazione nel trasferimento d’azienda
11.5. I doveri di informazione e consultazione nelle misure a sostegno del reddito e dell’occupazione. La Cassa integrazione guadagni ordinaria
11.6. Segue. L’informativa nella Cigs
11.7. Informazione e consultazione nel lavoro sommini¬strato e nel lavoro intermittente
11.8. Diritti di informazione e consultazione nel lavoro notturno
11.9. Correttezza e buona fede in materia di obblighi di informazione e consultazione sindacali
Capitolo III – Il contratto collettivo
1. Il contratto collettivo di diritto comune
1.1. Definizione ed evoluzione
1.2. La mancata attuazione dell’art. 39 Cost. ed autonomia collettiva
1.3. L’interesse collettivo e la funzione normativa
1.4. Efficacia soggettiva ed estensione erga omnes
2. I soggetti della contrattazione collettiva
3. La forma e l’interpretazione del contratto collettivo
3.1. La forma del contratto collettivo
3.2. L’interpretazione del contratto collettivo
3.3. La censurabilità della violazione e della falsa applica¬zione del contratto collettivo in Cassazione e il d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40
3.4. L’interpretazione del contratto collettivo tra fatto e diritto. Questioni di qualificazione del contratto col¬lettivo
4. Disciplina dell’offerta di lavoro e funzione normativa del contratto collettivo; garanzia dei minimi
4.1. Il legame tra mercato economico, lavoro e contrattazione collettiva
4.2. L’intervento dello Stato nel mercato economico
4.3. L’Europa economica; l’Europa sociale; il Fiscal com¬pact e la nuova politica finanziaria dell’Italia
4.4. La determinazione delle tariffe dei contratti colletti¬vi nel mercato del lavoro: un’esigenza di uguaglianza sostanziale
4.5. La crisi della contrattazione collettiva a causa della “flessibilizzazione delle regole”, del decentramento della stessa e della delocalizzazione delle imprese
4.6. La determinazione dei minimi contrattuali nell’era post pandemica: la mediazione costante della con¬trattazione collettiva per combattere lo sfruttamento del lavoro
5. Il contenuto del contratto collettivo: parte normativa e parte obbligatoria
5.1. La parte normativa
5.2. La parte obbligatoria
6. I contratti collettivi normativi e i contratti collettivi gestio¬nali
6.1. Definizione e funzione della contrattazione collettiva “gestionale”
6.2. Livelli e parti della contrattazione collettiva “gestio¬nale”
7. Ampliamento delle funzioni del contratto collettivo: i contratti collettivi funzionalizzati al welfare aziendale
7.1. La duttilità dei contratti collettivi: la diversa funzione dei contratti collettivi
7.2. Cenni: Welfare State, welfare privato e welfare aziendale
7.3. Le indicazioni dei contratti collettivi in materia di welfare aziendale
7.4. La funzione della contrattazione collettiva nell’ambito del welfare aziendale quale strumento di agevolazione degli equilibri economici all’interno delle imprese
8. Efficacia del contratto collettivo: ambito soggettivo e tem¬porale; inderogabilità in peius
8.1. L’efficacia soggettiva del contratto collettivo
8.2. L’efficacia temporale
8.3. L’efficacia oggettiva del contratto collettivo
9. I diversi livelli della contrattazione collettiva
9.1. L’articolazione della contrattazione collettiva
9.2. I livelli di contrattazione nel settore privato e l’evolu¬zione del sistema delle relazioni sindacali
9.3. Comparti e livelli di contrattazione nel settore pub¬blico
10. Concorso/conflitto tra contratti collettivi di diverso livello
10.1. Livelli di contrattazione e concorso/conflitto tra contratti collettivi
10.2. Le regole degli accordi sindacali tra centralismo e de¬centramento
10.3. I criteri risolutivi elaborati dalla giurisprudenza
10.4. Gli interventi legislativi nel settore privato
10.5. Le regole stabilite nel settore pubblico
Capitolo IV – L’organizzazione sindacale nei luoghi di lavoro, la legislazione di sostegno e l’azione di repressione della con¬dotta antisindacale
1. La legislazione di sostegno sindacale: lo Statuto dei lavora¬tori
2. Rsa e Rsu
2.1. L’istituzionalizzazione della rappresentanza sindaca¬le. La maggiore rappresentatività come modulo tec¬nico della rappresentanza
2.2. La crisi della maggiore rappresentatività
2.3. La ristrutturazione della rappresentanza. L’attuazio¬ne “pluralista” del modello costituzionale: la soluzio¬ne negoziale …
2.4. … dalla rinnovazione referendaria della nozione le¬gale di maggiore rappresentatività alla rappresentati¬vità comparata
3. I diritti sindacali nei luoghi di lavoro
3.1. La nozione di attività sindacale in azienda tra passa¬to, presente e futuro
3.2. I diritti dell’attività sindacale: cenni alla questione dell’inquadramento definitorio
3.3. I diritti sindacali di partecipazione democratica: gli artt. 20 e 21
3.4. Segue. I diritti strumentali all’attività sindacale: gli artt. 25 e 27
3.5. I diritti e le speciali tutele dei dirigenti delle rappre¬sentanze sindacali: artt. 23 e 24; artt. 22 e 18 (cenni)
3.6. La derogabilità contrattuale dei diritti sindacali: spunti di riflessione per un’attività sindacale 2.0 nei luoghi di lavoro
4. La repressione della condotta antisindacale (art. 28 St. lav.): profili sostanziali
4.1. La nozione di antisindacalità. La complessità di una de¬finizione
4.2. Le “zone di confine” della condotta antisindacale. Il difficile contemperamento tra libertà economica e di¬ritti tutelati dall’art. 28 St. lav
4.3. L’antisindacalità come fattispecie atipica. I comporta¬menti antisindacali: conflitto e contrattazione. Il contri¬buto del diritto vivente
4.4. L’antisindacalità come fattispecie atipica: il problema dei diritti “collettivi”
4.5. L’antisindacalità come fattispecie tipica: gli obblighi di informazione e consultazione nel trasferimento d’azienda
4.6. L’antisindacalità come fattispecie tipica: l’esame con¬giunto e il problema della rimozione degli effetti
4.7. L’antisindacalità come fattispecie tipica: la condotta antisindacale e le prescrizioni della legge sullo scio¬pero nei servizi pubblici essenziali
4.8. Le condotte plurioffensive
4.9. Il problema dell’elemento volitivo. L’animus antisin¬dacale tra ininfluenza e rilevanza
4.10. La teoria volontaristica
4.11. La teoria dell’obiettività
4.12. La teoria del compromesso (o teoria combinatoria)
4.13. L’irrilevanza dell’intenzione nell’interpretazione più recente del diritto vivente
4.14. Il concetto di attualità della condotta
4.15. Il problema della c.d. “condanna in futuro”
4.16. Gli orientamenti dottrinali sull’ammissibilità della condanna in futuro. La tesi dell’ammissibilità
4.17. La tesi sfavorevole all’ammissibilità
4.18. La tesi intermedia
Capitolo V – Il conflitto collettivo di lavoro
1. Dal divieto di astensione collettiva dal lavoro al riconoscimen¬to costituzionale dell’azione diretta dei lavoratori nel conflitto collettivo
1.1. Premessa
1.2. In origine era delitto, poi libertà
1.3. Il reato di sciopero nell’ordinamento corporativo e il pensiero di Carnelutti
1.4. Lo sciopero come diritto nell’art. 40 Cost
1.5. Il significato del riconoscimento costituzionale
1.6. Lo sciopero come diritto al conflitto
2. Art. 40 Cost.: nozione, natura e titolarità del diritto di scio¬pero
2.1. L’assenza di una definizione legislativa e il ruolo di supplenza della giurisprudenza
2.2. La natura giuridica del diritto di sciopero
2.3. Sciopero e retribuzione
2.4. La titolarità del diritto di sciopero
2.5. La proclamazione dello sciopero
2.6. L’identificazione dei titolari
2.7. Le c.d. clausole di tregua sindacale
2.8. Lo sciopero alla prova della pandemia
3. Le finalità dello sciopero
3.1. Classificazione degli scioperi in funzione delle loro finalità. Lo sciopero a fini contrattuali
3.2. Lo sciopero economico-politico
3.3. Lo sciopero di solidarietà
3.4. Lo sciopero politico
3.5. Lo sciopero eversivo
3.6. Lo sciopero-reato, lo sciopero-libertà e lo sciope¬ro-diritto
3.7. Le finalità dello sciopero nei servizi pubblici essenziali
4. Limiti interni e limiti esterni al diritto di sciopero
4.1. L’elaborazione dottrinale e giurisprudenziale sulla definizione di sciopero
4.2. La critica all’approccio aprioristico: il rinvio al signi¬ficato sociale di sciopero da parte di Cass. n. 711/1980 e l’abbandono della teoria dei c.d. limiti interni
4.3. I c.d. limiti esterni
4.4. Il limite della produttività aziendale nella giurispru¬denza successiva
4.5. Il rifiuto dell’imprenditore a ricevere la prestazione di lavoro improduttiva
5. Lo sciopero nei servizi pubblici essenziali
5.1. Premessa
5.2. I diritti costituzionali ed i servizi essenziali
5.3. Le procedure di raffreddamento e conciliazione
5.4. Proclamazione dello sciopero e informazione preven¬tiva
5.5. Preavviso e revoca dello sciopero
5.6. Le prestazioni indispensabili ed il ruolo della Com¬missione di garanzia
5.7. La rarefazione delle azioni di sciopero
5.8. Gli altri poteri della Commissione di garanzia
5.9. L’ordinanza di precettazione
6. Forme di lotta sindacale diverse dallo sciopero
6.1. Le forme di lotta sindacale connesse o alternative allo sciopero: introduzione
6.2. La non collaborazione: sciopero delle mansioni, del rendimento, del cottimo, dello straordinario
6.3. L’ostruzionismo: sciopero bianco, breve, pignolo
6.4. Il picchettaggio
6.5. L’occupazione dell’azienda
6.6. Il boicottaggio e il sabotaggio
6.7. Lo sciopero virtuale
6.8. Rivoluzione digitale e nuove forme di lotta sindacale
7. La serrata
7.1. Definizione di serrata e classificazioni della stessa
7.2. Il reato di serrata dopo la Costituzione. Le pronunzie della Corte costituzionale
7.3. La serrata come libertà
7.4. La serrata come illecito civile
7.5. La serrata di ritorsione
7.6. La serrata dei piccoli imprenditori
Capitolo VI – L’organizzazione sindacale e il contratto colletti¬vo nel pubblico impiego
1. Le finalità pubblicistiche della privatizzazione
2. La crisi della privatizzazione
3. Efficienza della pubblica amministrazione ed efficacia del contratto collettivo
4. Efficienza della pubblica amministrazione ed autonomia collettiva
5. Rappresentanza legale dei pubblici dipendenti e rappresen¬tatività
6. Efficienza della pubblica amministrazione e regolazione eteronoma del sistema contrattuale
7. Efficienza della pubblica amministrazione e certezza del di¬ritto riferita alle norme dei contratti collettivi
8. La contrattazione collettiva pubblica come modello di effi¬cienza del settore privato

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