Il nuovo procedimento amministrativo dopo la Legge n. 1/2026
- Legge 241/1990, responsabilità amministrativo-contabile e nuovi controlli della Corte dei conti
- Giurisprudenza, dottrina e applicazioni operative
Un’opera organica e aggiornata per comprendere come cambia il procedimento amministrativo alla luce della Legge n. 1/2026 e dei più recenti interventi normativi. Il volume analizza l’evoluzione della Legge n. 241/1990, il nuovo rapporto tra azione amministrativa, responsabilità erariale e controlli della Corte dei conti, con un approccio sistematico, critico e operativo.
Punti di forza
- Esamina tutte le fasi del procedimento amministrativo: iniziativa, istruttoria, decisione e integrazione dell’efficacia
- Approfondisce l’impatto della Legge n. 1/2026 sulla responsabilità amministrativo-contabile, sulla colpa grave e sulla cosiddetta “paura della firma”
- Analizza i nuovi pareri e controlli della Corte dei conti, chiarendone effetti, limiti e ricadute operative
- Offre una lettura aggiornata della motivazione del provvedimento, del silenzio amministrativo, della conferenza di servizi e dell’autotutela
- Affronta SCIA, invalidità del provvedimento, accesso documentale e civico, privacy e contratti pubblici dopo il D.Lgs. n. 209/2024
- Integra normativa, giurisprudenza e dottrina con oltre 1.400 note e numerosi riferimenti ai più recenti orientamenti della magistratura amministrativa, contabile e costituzionale
- Supporta la consultazione grazie a un’impostazione grafica strutturale e tassonomica, pensata per facilitare il collegamento tra istituti e applicazioni
Uno strumento indispensabile per interpretare e applicare correttamente le nuove regole del procedimento amministrativo e della responsabilità pubblica.
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| Pagine | 932 |
| Data pubblicazione | Luglio 2026 |
| ISBN | 8891677761 |
| ean | 9788891677761 |
| Tipologia prodotto | Cartaceo + iLibro |
| Sottotitolo | - Legge 241/1990, responsabilità amministrativo-contabile e nuovi controlli della Corte dei conti |
| Collana | PEL - Amministrazione e Management |
| Editore | Maggioli Editore |
| Dimensione | 17x24 |
Prefazione
Presentazione
Capitolo I - La disciplina del procedimento amministrativo: dalla l. 241/1990 alle più recenti riforme
1. La nozione di procedimento amministrativo
2. La l. 241/1990 e i principali interventi riformatori
3. La “Riforma Madia” e i c.d. “Decreti semplificazioni”. Lo “scudo erariale”
4. Il mutamento funzionale del procedimento amministrativo tra garanzia del cittadino e protezione dell’amministratore alla luce della l. 1/2026
5. Il d.l. 19/2026: nuove modifiche “chirurgiche” alla l. 241/1990
Capitolo II - L’ambito di applicazione soggettivo della l. 241/1990
1. L’applicazione della l. 241/1990 alle amministrazioni statali, agli enti pubblici nazionali, alle amministrazioni indipendenti e alle società con totale o prevalente capitale pubblico
2. L’applicazione della l. 241/1990 ai procedimenti amministrativi di competenza delle Regioni e degli enti locali, alla luce dell’assetto costituzionale
3. L’espansione soggettiva della “legge sul procedimento amministrativo”
4. I soggetti privati preposti all’esercizio di attività amministrative
Capitolo III - L’ambito di applicazione oggettivo della l. 241/1990
1. Premessa
2. L’ambito oggettivo: i provvedimenti e la necessaria distinzione con i “meri atti” amministrativi
2.1. Le altre distinzioni ricavabili in seno alla legge sul procedimento amministrativo
2.1.1. La necessaria distinzione tra provvedimenti ampliativi e restrittivi
2.1.2. La distinzione tra procedimenti ad istanza di parte e procedimenti e il differente “statuto” delle regole applicabili
3. La delimitazione dell’ambito oggettivo e i procedimenti esclusi ex lege
3.1. Gli atti amministrativi generali, di pianificazione e programmazione
3.2. La necessaria distinzione con gli atti collettivi e plurimi; l’atto a contenuto plurimo
3.3. Gli atti normativi
4. La delimitazione dell’ambito oggettivo e i procedimenti esclusi in via pretoria
4.1. Gli atti politici e gli atti di alta amministrazione
4.2. La problematica dei procedimenti c.d. “speciali”
Capitolo IV - I principi del sistema di diritto amministrativo
1. I principi costituzionali di buon andamento e imparzialità
1.1. La separazione tra indirizzo e gestione come espressione del buon andamento: dal quadro costituzionale alla riforma della responsabilità erariale
1.2. L’architettura normativa della separazione e il ciclo della performance
1.3. I criteri giurisprudenziali di distinzione
1.4. La protezione costituzionale della dirigenza dalla politicizzazione
1.5. Il primato del criterio sostanziale-competenziale nella giurisprudenza amministrativa
1.6. La processualizzazione della separazione nel riparto di giurisdizione
1.7. Il riflesso della separazione tra attività d’indirizzo politico e attività gestionale sulla riforma della responsabilità erariale: la nozione di “gestione” nella l. 1/2026
1.8. Considerazioni conclusive
2. Il principio di legalità
3. I principi di economicità, efficacia ed efficienza
3.1. Efficienza e uso della telematica: la “transizione digitale” dell’attività e dell’organizzazione amministrativa
4. Il principio del risultato nell’azione amministrativa
5. I principi di pubblicità e di trasparenza e la loro funzionalizzazione alla partecipazione procedimentale
6. Il principio della partecipazione
7. I principi dell’ordinamento comunitario
8. I principi di collaborazione e buona fede
8.1. Il principio di buona fede in ambito amministrativo: verso una “grammatica” non funzionalistica dell’azione pubblica, tra relazione amministrativa e responsabilità
9. La tutela del legittimo affidamento
9.1. Il legittimo affidamento e l’ingiunzione di demolizione di manufatti abusivi
9.2. Il legittimo affidamento e i provvedimenti “di secondo grado” ad esito “demolitorio” (rinvio)
9.3. Buona fede e tutela dell’affidamento nella contrattualistica pubblica: profili di responsabilità precontrattuale dell’amministrazione
9.3.1. Aspetti attuativi dell’affidamento diretto e configurazione delle posizioni giuridiche soggettive
9.3.2. La giurisprudenza amministrativa tra riconoscimento della discrezionalità e vincoli di autolimitazione
9.3.3. Implicazioni sistematiche: il rapporto tra forme procedimentali e regime di tutela
10.Il principio del non aggravamento del procedimento
11.Il principio di semplificazione dell’azione amministrativa
12.Il principio di doverosità dell’attività amministrativa
13.Il principio di tempestività dell’azione amministrativa
14.Il principio di consequenzialità e l’obbligo di motivazione
15.La ragionevolezza dell’azione amministrativa
16.Il principio di proporzionalità
17.Il principio di responsabilità come canone fondamentale dell’azione amministrativa
17.1. Inquadramento costituzionale: gli artt. 28 e 97 Cost. tra accountability personale e buon andamento
17.2. Le varie tipologie di responsabilità
17.3. La responsabilità aquiliana
17.4. Profili processuali e oneri probatori
17.5. La responsabilità erariale
17.5.1. La struttura della responsabilità erariale: dall’impianto codicistico alla l. 1/2026
17.5.2. La “paura della firma” e la “burocrazia difensiva” come problema costituzionale: dalla sentenza n. 8/2022 alla sentenza n. 132/2024 della Corte costituzionale
17.5.3. La l. 1/2026 come momento di interazione con la legge sul procedimento amministrativo
17.5.4. Il primo profilo di novità: la misura esonerativa in caso di esito positivo del controllo o di conformità al parere
17.5.5. Il secondo profilo di novità: la potestà di fornire indicazioni gestionali e i suoi limiti sistematici
17.5.5.1. La fattispecie consultiva (art. 2)
17.5.5.2. La tradizionale esclusione dei meccanismi di cogestione e le tensioni aperte dalla riforma
17.5.5.3. Le ipotesi attinenti al controllo della Corte dei conti (art. 1)
17.5.6. Il contributo della giurisprudenza contabile: personalità dell’imputazione e rilievo della delega
17.5.7. Profili pratici e operativi
17.5.8. Prospettive evolutive
17.6. La responsabilità disciplinare
17.7. La responsabilità dirigenziale
Capitolo V - La fase dell’iniziativa e il tempo del procedimento
1. Procedimenti ad istanza di parte e procedimenti d’ufficio
2. Il dovere di aprire il procedimento e il dovere di concluderlo
2.1. Esposti, denunce e istanze “sollecitatorie”
2.2. La proposta come figura paradigmatica dell’atto di iniziativa
2.3. Il quadro normativo generale: l. 241/1990 e d.lgs. 267/2000
2.3.1. La proposta come momento esimente dell’organo politico nella l. 1/2026
2.4. Considerazioni conclusive
3. Il tempo del procedimento
3.1. La sospensione e l’interruzione del termine di conclusione del procedimento
Capitolo VI - La comunicazione di avvio del procedimento
1. Inquadramento e ratio dell’istituto
2. I destinatari
3. I contenuti
4. Comunicazione di avvio e procedimenti “di massa”
5. Le eccezioni espresse alla “regola” della comunicazione
6. Le eccezioni alla “regola” della comunicazione di elaborazione giurisprudenziale e dottrinale: la tesi “formalistica” e la tesi “sostanzialistico-teleologica”
7. Comunicazione di avvio e procedimenti ad istanza di parte
8. Attività vincolata e comunicazione di avvio del procedimento
8.1. Comunicazione e provvedimenti repressivi degli abusi edilizi
8.2. Comunicazione e provvedimenti inibitori e ripristinatori in materia di SCIA
9. La comunicazione di avvio del procedimento ai proprietari frontisti
Capitolo VII - La fase della partecipazione
1. Le modalità di partecipazione al procedimento: l’accesso “endoprocedimentale” e la presentazione di memorie e documenti
2. L’intervento volontario nel procedimento. I portatori di interessi diffusi
3. Il preavviso di rigetto e le sue finalità
3.1. Il campo di applicazione oggettivo
3.2. Contenuti e modalità di comunicazione del preavviso di rigetto
3.3. Riflessi del preavviso di rigetto sulla motivazione del provvedimento finale
3.4. La riedizione del potere a seguito dell’annullamento del provvedimento negativo
3.5. L’applicazione del preavviso di rigetto in casi particolari: conferenza di servizi, SCIA, silenzio assenso, accesso agli atti, provvedimenti meramente confermativi e procedimenti “di secondo grado”
3.6. Le conseguenze in caso di mancata comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza
4. La partecipazione procedimentale come fattore “asimmetrico” di responsabilità a seguito della l. 1/2026
Capitolo VIII - La fase istruttoria
1. Il responsabile del procedimento: profili organizzativi
1.1. I compiti del responsabile del procedimento
2. Il conflitto di interessi
2.1. Il conflitto di interessi in caso di attività vincolata
2.2. Il conflitto di interessi nei contratti pubblici. Cenni
2.3. Le conseguenze in caso di mancata astensione
3. L’attività consultiva: i pareri
3.1. I pareri facoltativi e i pareri obbligatori
3.2. I pareri vincolanti
3.3. La disciplina per l’acquisizione dei pareri in sede procedimentale
4. I pareri espressi dalla Corte dei conti
5. Gli interventi della l. 1/2026 in tema di attività consultiva della Corte dei conti nelle materie di contabilità pubblica
5.1. L’(in)applicabilità delle regole del procedimento amministrativo all’attività consultiva della Corte dei conti
5.2. La disciplina dei pareri ex art. 2 della l. 1/2026: profili di continuità e discontinuità con il quadro normativo previgente
5.2.1. I presupposti soggettivi: dal “regionalismo cooperativo” al modulo pluricentrico. L’ampliamento operato dalla l. 1/2026
5.2.2. I presupposti oggettivi e le difficoltà sintattico-ermeneutiche della disposizione: le opzioni interpretative
5.2.3. La posizione della Sezione centrale del controllo di legittimità e la struttura genus/species dell’art. 2: la deliberazione SCCLEG/1/2026/PAR
5.3. La distinzione oggettiva tra funzione consultiva della Corte dei conti e altri moduli consultivi
5.4. La comparazione tra i pareri resi ai sensi dell’art. 2 della l. 1/2026 e il controllo preventivo di legittimità
5.5. La tipizzazione differenziata del silenzio e la responsabilizzazione dell’ente richiedente
5.5.1. La ricostruzione della fattispecie dell’art. 2 della l. 1/2026 operata dalla delibera Sezioni Riunite Corte dei conti n. 14/2026
5.6. La nomofilachia nel modello ex art. 7 della l. 131/2003: il doppio presidio normativo tra Sezione delle Autonomie e Sezioni Riunite
6. Le valutazioni tecniche: la disciplina sostanziale
6.1. La sindacabilità delle valutazioni tecniche da parte del giudice amministrativo e gli strumenti del c.p.a.: consulenza tecnica d’ufficio e verificazione
7. Il regime delle autocertificazioni
7.1. Il documento unico di regolarità contributiva (DURC)
7.2. I controlli sulle autocertificazioni: dalle irregolarità e omissioni “soccorribili” alle dichiarazioni false o mendaci
8. Le acquisizioni e gli accertamenti d’ufficio
9. Lo statuto del procedimento amministrativo
Capitolo IX - La fase decisoria
I – La fase decisoria provvedimentale
1. Premessa: il provvedimento amministrativo
2. La motivazione: introduzione e finalità
2.1. Il contenuto della motivazione e la motivazione “per relationem”
2.2. Le eccezioni all’obbligo di motivazione
2.3. L’integrazione della motivazione in sede giudiziale: la motivazione “postuma”
2.4. La motivazione della revoca assessorile
2.4.1. La motivazione della revoca del Presidente del Consiglio di un ente territoriale
3. La riqualificazione funzionale della motivazione nell’ordinamento della responsabilità amministrativo-erariale dopo la l. 1/2026
3.1. Premessa introduttiva
3.2. L’impatto sistemico della l. 1/2026
3.3. L’elasticità della nozione di colpa grave prima della riforma e la sua tipizzazione normativa nella l. 1/2026: il restringimento dell’area della responsabilità e la trasformazione degli standard motivazionali
3.4. La motivazione e le singole fattispecie di colpa grave tipizzate dal legislatore del 2026
3.4.1. La comune matrice patologica della motivazione come compromissione del circuito procedimentale di formazione della decisione amministrativa
3.4.2. Tipizzazione della colpa grave e ridefinizione del confine con l’eccesso di potere
3.5. Motivazione e diretta incidenza degli apporti istruttori. La necessaria distinzione tra apporti interni ed esterni
3.6. L’apporto endoprocedimentale: la distinzione tra apporti istruttori e apporti integrativi dell’efficacia
3.6.1. L’apporto interno: la disciplina del comma 1-ter e la sua incidenza sul contenuto motivazionale
3.6.2. L’effetto esonerativo diretto e il suo fondamento
3.7. L’apporto esterno: motivazione, nuovi pareri e controlli della Corte dei conti
3.7.1. La differenza ontologica degli apporti esterni
3.7.2. Le conseguenze dirette sulla espressione dell’elemento motivazionale
3.7.3. Contenuto della motivazione e suo diretto collegamento con i pareri ex art. 2 della l. 1/2026
3.7.4. Contenuto della motivazione e nuovo controllo preventivo ex art. 1 della l. 1/2026
3.8. Il nuovo ruolo della motivazione nello “statuto” della responsabilità
3.9. La tipizzazione attizio-documentale della colpa grave, la presunzione di irresponsabilità dell’organo politico e l’anticipazione del giudizio fuori dalle garanzie del giusto processo
3.9.1. La rinnovata definizione normativa della colpa grave in chiave attizia e documentale
4. La chiusura del procedimento in forma semplificata
II – La fase decisoria “pluristrutturata”
5. La conferenza di servizi
5.1. Le tipologie di conferenza di servizi
5.2. La conferenza di servizi semplificata e in modalità asincrona
5.3. La conferenza di servizi simultanea e in modalità sincrona
5.4. Le modifiche introdotte dal d.l. 19/2026 e la “conferenza accelerata” di cui all’art. 13 del d.l. 76/2020: profili di diritto intertemporale
5.5. La determinazione conclusiva della conferenza: efficacia, autotutela e opposizione
5.6. Conferenza di servizi e “procedimentalizzazione” della responsabilità nel quadro della l. 1/2026
6. Il silenzio assenso tra pubbliche amministrazioni. L’art. 17-bis della l. 241/1990
III – La fase decisoria negoziata
7. Accordi integrativi e sostitutivi tra amministrazione e privato: nozione e ambito di applicazione
7.1. La disciplina sostanziale: l’iniziativa
7.1.1. L’applicazione dei principi del codice civile e la forma degli accordi
7.1.2. La determinazione motivata preliminare alla conclusione di un accordo
7.1.3. Il recesso dagli accordi
7.2. Profili processuali
8. Gli accordi tra pubbliche amministrazioni: inquadramento introduttivo
8.1. Gli accordi “tipici”
8.2. La disciplina ex art. 15 della l. 241/1990
8.3. Gli accordi tra pubbliche amministrazioni alla luce della disciplina in materia di contratti pubblici
IV – La fase decisoria tacita: il silenzio significativo. Il silenzio assenso e il silenzio diniego
10. La genesi storico-dogmatica del silenzio amministrativo
10.Il silenzio assenso e il silenzio diniego
V – Le patologie della fase decisoria: il silenzio inadempimento
11.Premessa: la stratificazione legislativa e l’impatto della l. 1/2026
11.1. L’art. 2 della l. 241/1990: la codificazione del dovere di provvedere
11.2. La sentenza n. 500/1999 e l’Adunanza plenaria n. 7/2005: l’apertura alla risarcibilità degli interessi legittimi e il giudizio prognostico
11.3. Le riforme del 2005: il superamento della diffida e la cognizione della fondatezza dell’istanza
12.La violazione del termine per provvedere: il silenzio inadempimento
13.I rimedi avverso il silenzio inadempimento e l’inerzia
13.1. A) Il ricorso avverso il silenzio inadempimento
13.2. B) L’azione per il risarcimento del danno da ritardo
13.2.1. La questione della risarcibilità del danno da ritardo ovvero dell’utilità finale (c.d. “bene della vita”)
13.3. C) L’indennizzo per il mero ritardo
13.4. D) Il potere sostitutivo in caso di inerzia della P.A.
13.4.1. Il rapporto tra attivazione del potere sostitutivo e danno da ritardo
13.5. E) La reazione ordinamentale davanti alla Corte dei conti avverso il silenzio: la responsabilità erariale per danno indiretto da inerzia
13.5.1. Lo “scudo erariale” del 2020 come primo segnale di svolta
13.5.2. Il fondamento costituzionale della riforma: le sentenze della Corte costituzionale nn. 8/2022 e 132/2024
13.5.3. Le misure della l. 1/2026: sintesi degli istituti
13.5.4. La dialettica tra inerzia della P.A. e responsabilità amministrativo-erariale. Una nuova tensione ordinamentale
13.6. F) Le altre conseguenze dell’inerzia: le specifiche tipologie di responsabilità del pubblico dipendente
13.7. G) L’inefficacia dei provvedimenti tardivi ai sensi dell’art. 2, comma 8-bis, della l. 241/1990
14.Considerazioni conclusive: il carattere “pluridimensionale” del silenzio amministrativo
Capitolo X - La fase integrativa dell’efficacia
1. L’efficacia dei provvedimenti amministrativi
1.1. La notifica e la comunicazione
1.1.1. L’efficacia del provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati
1.2. Le pubblicazioni
2. Esecutorietà ed esecutività dei provvedimenti amministrativi
3. Il conseguimento dell’esecutività in sede di controllo preventivo di legittimità
3.1. La ridefinizione del controllo preventivo di legittimità operata dalla l. 1/2026. Inquadramento sistematico e ratio legis
3.2. L’ambito oggettivo del controllo: le fattispecie della contrattualistica pubblica
3.3. L’ambito soggettivo: il controllo preventivo “a richiesta”
3.4. Gli effetti del controllo sulla responsabilità amministrativoerariale
3.4.1. Il quadro previgente: la struttura dell’esimente nel regime del d.l. 78/2009 e i termini della l. 340/2000
3.4.2. Le innovazioni della l. 1/2026: il silenzio come visto implicito e la generalizzazione dell’esimente
3.4.3. Il nuovo rapporto tra controllo e responsabilità e la riduzione monodimensionale della responsabilità erariale
3.4.3.1. Il fondamento normativo della separazione tra controllo e giurisdizione
3.4.3.2. Il nuovo rapporto tra controllo e responsabilità inaugurato dalla legge 1/2026
3.4.3.3. La discontinuità con l’impermeabilità della responsabilità agli esiti del controllo
3.4.4. L’incongruenza sistematica con il nuovo regime di efficacia degli atti ex art. 18 del d.lgs. 36/2023
3.4.4.1. L’oscillazione giurisprudenziale sulla natura transitoria o permanente delle innovazioni e la questione del regime del controllo sugli atti di aggiudicazione
3.4.5. Considerazioni finali di sintesi
3.5. La distinzione tra controllo e giurisdizione. Profili di tensione costituzionale
3.6. La questione della transitorietà: analisi critica
3.6.1. La “struttura binaria” della riforma e la distinzione tra componente sostanziale e componente procedimentale
3.6.2. La disciplina speciale PNRR/PNC: temporaneità intrinseca e differenziale dei termini procedimentali
3.6.3. Il meccanismo generale del comma 2 novellato: la portata “ultra-PNRR” e il carattere permanente dell’esimente procedurale
3.7. Gli effetti pratici e i rischi di ordine sistemico
3.8. Considerazioni conclusive
Capitolo XI - La deprocedimentalizzazione: la segnalazione certificata di inizio attività
1. Premesse
2. La natura giuridica
3. L’evoluzione storico-giuridica e l’ambito applicativo
4. La presentazione della SCIA: modalità ed effetti
5. L’esercizio dei poteri inibitori, repressivi e conformativi
6. La tutela del terzo
7. La “concentrazione dei regimi amministrativi”
8. La comunicazione di inizio, modificazione e cessazione dell’attività di cui al d.lgs. 222/2016: inquadramento e problematiche applicative
Capitolo XII - L’invalidità del provvedimento amministrativo: l’annullabilità e la nullità
1. Introduzione
2. Le forme di illegittimità e l’annullabilità dei provvedimenti amministrativi
2.1. Il regime giuridico del provvedimento illegittimo: l’annullabilità
2.2. I vizi di legittimità: l’incompetenza relativa
2.3. L’eccesso di potere
2.4. La violazione di legge
2.5. I limiti “sostanzialistici” all’annullabilità dei provvedimenti amministrativi: la disciplina di cui al primo periodo del comma 2 dell’art. 21-octies della l. 241/1990
2.5.1. Il secondo periodo del comma 2 dell’art. 21-octies: la mancata comunicazione di avvio del procedimento
3. La nullità dei provvedimenti amministrativi
3.1. La nullità “strutturale” per mancanza degli elementi essenziali
3.2. Il difetto assoluto di attribuzione
3.3. La violazione o l’elusione del giudicato
3.4. Le nullità “testuali”
3.5. Il regime giuridico del provvedimento nullo
Capitolo XIII - I provvedimenti amministrativi “di secondo grado”
1. Premesse
I – I provvedimenti “di secondo grado” ad esito eliminatorio
2. L’annullamento d’ufficio
2.1. L’interesse pubblico all’annullamento
2.2. Il “termine ragionevole”
2.3. Il principio del “contrarius actus” e gli effetti dell’annullamento d’ufficio
2.4. Le responsabilità in caso di annullamento d’ufficio e le conseguenze sulla natura del potere
2.5. L’annullamento doveroso
2.5.1. L’autotutela totalmente doverosa: fattispecie e disciplina
2.5.1.1. L’ottemperanza al giudicato
2.5.1.2. L’annullamento degli atti consequenziali
2.5.1.3. La conformazione a controlli successivi
2.5.1.4. L’autodichia: il ricorso gerarchico e il ricorso in opposizione
2.5.1.5. Le ipotesi espressamente configurate come potere-dovere dalla norma
2.5.2. L’autotutela parzialmente doverosa: articolazioni e fattispecie
2.5.2.1. La deroga ai termini: falsità, dichiarazioni mendaci e silenzio su circostanze rilevanti
2.5.2.2. I settori con annullamento esercitabile in qualunque tempo e le deroghe in materia di contratti pubblici
2.5.2.3. Gli atti che comportano oneri finanziari illegittimi e la tutela dell’erario
2.5.2.4. La materia antimafia e l’ordine pubblico economico
2.5.2.5. Gli annullamenti tutori: la tutela paesaggistica e le ipotesi urbanistiche
2.5.2.6. Gli atti non ancora consolidati e le verifiche prefettizie
2.5.2.7. L’incidenza del diritto dell’Unione europea
2.5.2.8. Sintesi ricostruttiva e prospettiva sistemica
2.6. Annullamento d’ufficio e SCIA
2.7. L’annullamento governativo
3. La revoca: inquadramento dell’istituto e presupposti legittimanti
3.1. L’indennizzo
3.2. La revoca parziale e la revoca implicita
3.3. Il “mero ritiro”
4. La sospensione
II – I provvedimenti “di secondo grado” ad esito conservativo
5. La convalida
6. La ratifica
7. La sanatoria
8. La rettifica
9. La conferma e l’atto meramente confermativo
10.La conversione
11.La riforma
12.La proroga e la rinnovazione
Capitolo XIV - La trasparenza amministrativa e l’accesso ai documenti amministrativi
1. Le forme di conoscibilità dell’azione amministrativa
2. Il fondamento costituzionale del diritto di accesso. Cenni
3. Legittimazione attiva
3.1. I portatori di interessi diffusi
3.2. L’accesso alle informazioni ambientali
4. Legittimazione passiva
5. L’oggetto del diritto di accesso: i documenti amministrativi ostensibili
6. Le esclusioni dal diritto di accesso
7. L’esercizio del diritto di accesso: la motivazione
7.1. L’accesso informale
7.2. L’accesso formale
7.3. La risposta dell’amministrazione
8. Il controinteressato
8.1. Il Garante della privacy e ANAC
8.2. L’accesso “documentale” alla luce del GDPR
8.3. Il bilanciamento tra accesso “documentale” e privacy in relazione alla natura del dato
9. La tutela “amministrativa” e processuale del diritto di accesso
10.L’accesso civico “semplice” e “generalizzato” (art. 5 del d.lgs.33/2013)
11.Il diritto di accesso agli atti degli enti locali: l’art. 10 del TUEL
12.L’accesso dei Consiglieri comunali, provinciali e regionali
13.L’accesso agli atti in materia di contratti pubblici
14.La pubblicazione amministrativa tra efficacia, conoscibilità e trasparenza. Considerazioni conclusive
Capitolo XV - Considerazioni conclusive
1. Il procedimento amministrativo tra neutralizzazione della responsabilità e “metamorfosi funzionale” dopo la l. 1/2026
2. La proceduralizzazione della responsabilità e il capovolgimento della funzione garantista del procedimento amministrativo
3. La redistribuzione “asimmetrica” del rischio e l’inversione dei ruoli nell’organizzazione amministrativa
4. Il controllo preventivo come meccanismo di immunizzazione e l’erosione della funzione di garanzia
5. Il mutato atteggiamento dell’agente pubblico quale effetto della proceduralizzazione della responsabilità
6. La riforma del 2026 alla prova degli artt. 28 e 97 Cost.
7. La responsabilità come architrave del buon andamento e il rischio di un’amministrazione “autoprotetta”
7.1. I limiti strutturali del paradigma attizio: attività materiali, irriducibilità dell’accertamento sostanziale e natura tridimensionale della legalità finanziaria
7.2. Le sopravvenute ordinanze di rimessione alla Corte costituzionale quale conferma della tensione sistemica della riforma
8. Il focus sul mutamento funzionale degli strumenti del procedimento amministrativo funzionali alla tutela del cittadino: interessi adespoti, presidi di tutela e loro dequotazione sistemica nella l. 1/2026
8.1. Gli interessi adespoti nel diritto pubblico: nozione, morfologia e rilevanza sistematica
8.1.1. La nozione di interesse adespota: presupposti concettuali
8.1.2. Il fondamento costituzionale del presidio degli interessi adespoti
8.1.3. L’interesse erariale quale archetipo dell’interesse adespota
8.2. Il procedimento amministrativo come primo e naturale presidio degli interessi adespoti
8.2.1. Fisionomia originaria del procedimento amministrativo come sede di emersione degli interessi adespoti
8.2.2. Il nesso tra procedimento, rendicontazione finanziaria e principio democratico
8.3. Il presidio avanti il giudice amministrativo: la soggettivizzazione come condizione di accesso e i suoi limiti strutturali
8.4. La tutela avanti la Corte dei conti come presidio residuale e successivo: il P.M. contabile quale aggregatore degli interessi adespoti
8.4.1. La Corte dei conti come voce istituzionale dell’interesse adespota nelle sue tre articolazioni funzionali
8.5. La “paura della firma” e la sua diretta incidenza sulla tenuta degli interessi adespoti
8.5.1. Premessa introduttiva
8.5.2. La “fatica dell’amministrare”: la sua diagnosi costituzionale
8.5.3. La risposta legislativa: gli scudi istruttori della l. 1/2026
8.6. L’amputazione del presidio giurisdizionale: il tetto del trenta per cento e le sue conseguenze sistemiche per la tutela degli interessi adespoti
8.7. La “fatica di essere amministrato” come categoria antagonista: effetti sistemici sulla dequotazione degli interessi adespoti
8.7.1. Il meccanismo della dequotazione sul piano del presidio procedimentale
8.7.2. Il meccanismo della dequotazione sul piano del presidio giurisdizionale
8.7.3. Le conseguenze in tema di controllo della Corte dei conti
8.7.4. Le conseguenze sul procedimento amministrativo e sulla tutela degli interessi adespoti
8.8. La “logica difensiva e rinunciataria di deresponsabilizzazione” quale fenomeno di silenziamento dell’interesse adespota
8.8.1. L’estensione del meccanismo esonerativo all’organo politico: la presunzione legale di insussistenza della colpa grave
8.8.2. L’asimmetria strutturale dell’effetto esimente: il beneficio per i soggetti agenti e l’estromissione del pubblico ministero contabile quale latore dell’interesse adespota
8.9. Il triplice silenziamento: procedimentale, di controllo e giurisdizionale
8.10. La metamorfosi funzionale degli istituti procedimentali
8.11. Implicazioni costituzionali della ricostruzione
8.12. Sintesi ricognitiva
8.13. Le tensioni costituzionali e la prospettiva di ricomposizione sistemica
8.14. Conclusioni sui presidi degli interessi adespoti
8.15. Le conclusioni circa il nuovo volto del procedimento amministrativo e della protezione degli interessi adespoti
8.16. Il nuovo orizzonte del procedimento e la proiezione dell’interesse adespota
Bibliografia
Indice analitico-alfabetico



