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Il processo del lavoro

 
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Disponibile

Autori A cura di Daniela Paliaga

Autori A cura di Daniela Paliaga
Pagine 845
Data ristampa
Data pubblicazione Ottobre 2021
ISBN 8891652492
ean 9788891652492
Tipo Cartaceo
Collana Collana Legale
Editore Maggioli Editore
Dimensione 17x24
  • Paga alla consegna senza costi aggiuntivi

Autori A cura di Daniela Paliaga

Autori A cura di Daniela Paliaga
Pagine 845
Data ristampa
Data pubblicazione Ottobre 2021
ISBN 8891652492
ean 9788891652492
Tipo Cartaceo
Collana Collana Legale
Editore Maggioli Editore
Dimensione 17x24
Il volume è dedicato alle regole processuali applicate alle sole controversie propriamente lavoristiche, in cui vive e riceve attuazione il diritto sostanziale del lavoro.

Vi si troverà, tuttavia, anche qualche cenno alle principali peculiarità che il rito presenta nella sua applicazione alle controversie in materia di previdenza e assistenza.

Il suo obiettivo è “raccontare” il processo del lavoro a chi non lo conosce e fornire a tutti coloro che debbono darvi applicazione una “cassetta degli attrezzi” idonea ad affrontarlo, in cui siano presenti le regole che lo governano, come “messe a punto” dalla giurisprudenza in quasi cinquant’anni di applicazione dell’attuale testo normativo, ma anche alcuni preziosi strumenti utili ad integrarle e che soltanto l’esperienza concreta consente di collocarvi.

Quest’opera è stata realizzata pensando, innanzi tutto, all’avvocato e al giudice che si trovano all’inizio della loro vita professionale o che si avvicinano al processo del lavoro provenendo da altri ambiti, ma ha l’ambizione di essere utile anche ai giuslavoristi esperti, offrendo loro una sistematica esposizione dello stato dell’arte in merito alle tante questioni che si incontrano nelle aule del Tribunale del lavoro e l’occasione di confrontarsi su di esse con l’esperienza ed il punto di vista di chi vi svolge il proprio o un altro ruolo processuale.

I suoi contenuti, in ogni caso, possono essere utili a chiunque – anche in sede stragiudiziale, prima e dopo il processo – debba in qualche modo fare i conti con la disciplina processuale in questione.

Daniela Paliaga (a cura di)
Presidente della sezione lavoro del Tribunale di Torino, Presidente della sezione Piemonte del CSDN, Centro Studi Domenico Napoletano.
Roberto Bausardo
Avvocato giuslavorista e civilista del foro di Torino.
Valerio Antonio Belsito
Avvocato giuslavorista del foro di Trani, cultore della materia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia.
Tatiana Biagioni
Avvocata giuslavorista del foro di Milano, presidente nazionale AGI, Avvocati Giuslavoristi Italiani.
Silvia Casarino
Consigliere della sezione lavoro della Corte d’Appello di Torino.
Corrado Croci
Giudice del Tribunale di Alessandria.
Giulia Dossi
Consigliere della sezione lavoro della Corte d’appello di Milano.
Ileana Fedele
Magistrato addetto all’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione.
Aurora Filicetti
Giudice della sezione lavoro del Tribunale di Torino.
Giorgio Frus
Avvocato giuslavorista e civilista del foro di Torino, docente di diritto processuale civile.
Gianandrea Giancotti
Avvocato giuslavorista e civilista del foro di Torino.
Corrado Guarnieri
Avvocato giuslavorista del foro di Torino, segretario nazionale AGI, Avvocati Giuslavoristi Italiani.
Matteo Lupano
Professore associato di diritto processuale civile dell’Università di Torino.
Gabriella Marchese
Consigliere della sezione lavoro della Corte di Cassazione.
Rossella Masi
Giudice della sezione lavoro del Tribunale di Roma, componente della Struttura Tecnica dell’Organizzazione del CSM.
Mauro Mollo
Giudice della sezione lavoro del Tribunale di Torino, formatore decentrato della Scuola Superiore della Magistratura.
Marco Nigra
Giudice della sezione lavoro del Tribunale di Torino.
Giovanna Pacchiana Parravicini
Avvocato giuslavorista del foro di Torino, professore associato di diritto del lavoro dell’Università di Torino.
Maurizio Reale
Avvocato civilista del foro di Teramo, cultore di informatica giuridica presso l’Università Statale di Milano.

Coordinatore scientifico Prof. Giuseppe Pellacani

Sezione I – Le soluzioni stragiudiziali
Premessa
1. Rinunce e transazioni
1. Premessa: la preliminare e necessaria distinzione tra inderogabilità della normativa e indisponibilità dei diritti
2. Gli atti impugnabili e il relativo oggetto
3. Le cosiddette formule tombali
4. L’invalidità: distinzione tra nullità e annullabilità
5. L’impugnazione: legittimazione attiva
6. L’impugnazione: termine di decadenza
7. Il potenziale rilievo della contrattazione di secondo livello
2. Le conciliazioni stragiudiziali in sede protetta
1. La conciliazione collegiale in sede amministrativa
2. La conciliazione monocratica
2.1. La procedura e gli effetti della conciliazione monocratica nei confronti degli enti previdenziali
2.2. La conciliazione monocratica a seguito di diffida accertativa
3. La conciliazione in sede sindacale
3.1. Ipotesi di impugnabilità del verbale di conciliazione in sede sindacale
3. L’arbitrato nel diritto del lavoro
1. Premessa: l’arbitrato lavoristico, cenni introduttivi e la distinzione tra arbitrato rituale e irrituale
2. Premessa (continua): la facoltatività del rimedio arbitrale, la c.d. copertura sindacale e la riforma del 2010 (cenni
introduttivi)
3. Le controversie arbitrabili e i diritti disponibili
4. La scelta della tutela arbitrale: clausola compromissoria e compromesso
5. L’arbitrato rituale in materia di lavoro
6. I modelli di arbitrato irrituale introdotti dalla l. 4 novembre 2010, n. 183
7. L’arbitrato irrituale per l’impugnazione delle sanzioni disciplinari per i dipendenti privati
8. La costituzione del collegio arbitrale e gli adempimenti preliminari
9. L’arbitrato secondo equità
10. L’impugnazione del lodo
Sezione II – Ambito di applicazione e questioni di confine
Introduzione
1. La giurisdizione del giudice del lavoro e il pubblico impiego
1. Premessa
2. L’attività organizzatoria della P.A. in generale
2.1. L’attività organizzatoria della P.A. in relazione al pubblico impiego
2.2. Le attività della P.A. datrice di lavoro in regime di diritto privato e le tutele del pubblico dipendente:
a) l’attività di gestione dei rapporti di lavoro
2.3. Segue, le attività della P.A. datrice di lavoro in regime di diritto privato: b) l’attività di micro-organizzazione
3. L’attività della P.A. datrice di lavoro in regime di diritto pubblico: l’attività di macro-organizzazione. La tutela del pubblico dipendente contro gli atti di macro-organizzazione e il sindacato del giudice ordinario rispetto agli atti di macro-organizzazione
3.1. Prima soluzione: tutela del lavoratore pubblico integralmente devoluta al giudice ordinario
3.2. Seconda soluzione: la doppia tutela del pubblico dipendente
3.2.1. La disapplicazione incidentale dell’atto di macro-organizzazione presupposto. Effetti per la P.A. datrice di lavoro e per il lavoratore pubblico: possibili inconvenienti
3.2.2. La decisione del giudice amministrativo e i suoi effetti sul processo del lavoro
3.2.3. Pregiudizialità amministrativa?
4. La giurisdizione sulle procedure concorsuali
4.1. Concorsi interni e misti
4.2. Il sindacato del g.o. in materia di progressioni verticali
4.3. Il limite temporale dell’approvazione delle graduatorie. Lo scorrimento e le nuove assunzioni in deroga alla graduatoria già approvata
2. Riparto di giurisdizione in materia di pensioni
3. La competenza per materia
1. La nozione di “controversie relative ad un rapporto di lavoro”
2. Tendenziale espansione del rito speciale laburistico. Casistica
3. Segue, tendenziale espansione del rito laburistico. Il lavoro nelle cooperative
4. Segue ancora, tendenziale espansione del rito laburistico. Il confine con la competenza del giudice fallimentare
5. Le controversie collettive
6. I rapporti parasubordinati
4. La competenza per territorio
1. La competenza territoriale per il lavoro dipendente privato
1.1. Foro dove è sorto il contratto
1.2. Foro dell’azienda
1.3. Foro della dipendenza cui è addetto il lavoratore
1.4. Prorogatio del foro dell’azienda o della dipendenza di essa
1.5. Lavoro marittimo: cenni
2. La competenza territoriale per il lavoro para-subordinato
3. La competenza nel rapporto di lavoro pubblico
4. La competenza residuale ex art. 18 c.p.c.
5. Inderogabilità della competenza territoriale e conseguenze
5. La competenza per materia e per territorio nelle controversie previdenziali
1. La nozione di “controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie”
2. La competenza residuale del giudice di pace
3. La competenza per territorio
3.1. Il foro di residenza dell’attore
3.2. Il foro della sede dell’ufficio dell’ente
6. Il rilievo dell’incompetenza e il rito
1. Premessa
2. L’incompetenza tra giudici del lavoro. Tempi e modi di rilevazione
3. Interferenze tra questioni di competenza e di rito
4. Il rito
5. La prevalenza del rito laburistico nel caso di connessione tra cause soggette a riti differenti
Sezione III – Il giudizio di primo grado
1. L’introduzione del giudizio ad opera del ricorrente
1. Premessa di inquadramento del tema
2. Il ricorso ex art. 414 c.p.c.: contenuti
2.1. Gli elementi individuativi delle parti
2.2. L’indicazione della procura, del procuratore e la sottoscrizione del ricorso
2.3. La determinazione degli elementi identificativi oggettivi della domanda e la decadenza dall’editio actionis
2.3.1. La definizione del petitum ed i limiti al frazionamento processuale delle plurime pretese creditorie nascenti dal medesimo rapporto di lavoro
2.3.2. Domanda di condanna al pagamento di spettanze retributive: il ruolo dei conteggi e della quantificazione monetaria
2.3.3. La causa petendi
2.3.4. I contratti collettivi nazionali o aziendali come “fatti storici” sottratti al principio “iura novit curia”
2.4. La decadenza dalle deduzioni istruttorie, il principio di eventualità ed i temperamenti introdotti dalla prassi
2.4.1. Le produzioni documentali
2.4.2. L’istanza di ammissione della prova testimoniale: tecniche di formulazione dei capitoli, indicazione dei testi e sanatoria delle relative irregolarità
3. La nullità del ricorso: cenni alla normativa applicabile
3.1. I vizi della vocatio in jus
3.2. I vizi dell’editio actionis
3.2.1. (In)adempimento degli oneri di allegazione ex art. 414, nn. 3 e 4, c.p.c.: casistica
4. Deposito del ricorso: modalità
4.1. Adempimenti collegati al deposito del ricorso: obbligo di pagamento del contributo unificato ed esenzioni
4.2. Decorrenza degli effetti processuali e sostanziali della domanda
5. La fissazione dell’udienza
6. Notificazione del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza: la diversa rilevanza dei termini previsti dai commi 4 e 5 dell’art. 415 c.p.c.
6.1. La nullità od inesistenza della notificazione
6.2. La notificazione del ricorso nelle controversie del pubblico impiego
2. La difesa del convenuto, Giorgio Frus
1. Introduzione
2. La difesa personale della parte e la difesa della Pubblica Amministrazione
3. La costituzione del convenuto
4. Le possibili difese del convenuto e il contenuto della memoria difensiva
5. L’onere di contestazione
6. Segue, l’ambito di operatività del principio di non contestazione
7. Segue, l’oggetto dell’onere di contestazione
8. Segue, le modalità di una valida contestazione
9. Segue, il limite temporale della contestazione
10. Segue, gli effetti della non contestazione
11. La contestazione dei conteggi
12. Le eccezioni: criteri distintivi ed esempi
13. Modalità di deduzione di un’eccezione in senso stretto
14. Deduzione e rilievo di un’eccezione in senso lato
15. Modalità di deduzione di un’eccezione in rito
16. La domanda riconvenzionale
17. Segue, le domande contro gli altri convenuti
18. Segue, la domanda riconvenzionale dell’attore
19. La chiamata in causa di terzi
20. Le prove
21. Le difese in diritto
22. La contumacia
23. La costituzione tardiva e i suoi effetti
3. Le altre parti del processo, Corrado Croci
1. L’intervento volontario
2. L’intervento coatto su istanza di parte o per ordine del giudice: disciplina comune
3. L’intervento delle associazioni sindacali. Il/la consigliere/a di parità
4. Il litisconsorzio necessario nel processo del lavoro
4.1. Impostazione del problema: il quadro sostanziale e processuale
4.2. Il litisconsorzio necessario nelle controversie di lavoro privato
4.2.1. Casistica: l’interposizione illecita di manodopera, la somministrazione illecita e il distacco illecito. Esclusione. Ipotesi residuali
4.2.2. Segue, l’unicità del centro d’imputazione e la co-datorialità. Tipologia di domande in relazione alle quali è configurabile il litisconsorzio necessario
4.2.3. Segue, i concorsi nel lavoro privato: rinvio
4.2.4. Segue, l’art. 29 d.lgs. n. 276/2003 come ipotesi ora superata di litisconsorzio necessario processuale. Esclusione del litisconsorzio necessario anche nel caso dell’art. 1676 c.c.
4.2.5. Segue, l’art. 2122 c.c.
4.3. Il litisconsorzio necessario nelle controversie di lavoro pubblico: le procedure concorsuali e selettive nelle progressioni verticali e orizzontali e nelle procedure di mobilità
4.3.1. Ricostruzione della situazione dal punto di vista sostanziale
4.3.2. Effetti sul piano processuale
4.3.3. Casistica giurisprudenziale
4.3.4. Problematiche irrisolte connesse alla identificazione dei litisconsorti pretermessi
4.4. Regole procedurali comuni al litisconsorzio necessario e all’intervento coatto iussu iudicis: l’art. 420, co. 9, c.p.c.
4. Questioni di litisconsorzio nel processo previdenziale
1. In materia assistenziale
2. Questioni di litisconsorzio per alcune prestazioni
2.1. Indennità di malattia e di maternità e assegni per il nucleo familiare
2.2. Trattamento integrativo erogato dall’INAIL
2.3. Benefici combattentistici ai fini pensionistici
2.4. Domanda per il recesso dalla ricongiunzione dei periodi assicurativi presso enti diversi
2.5. Coeredi
2.6. Domande di rivalutazione del periodo di esposizione ad amianto
3. Azione risarcitoria relativa al “danno differenziale” non coperto dall’INAIL
4. Controversie relative alla costituzione di rendita vitalizia
5. Domande di regolarizzazione della posizione contributiva
6. Questioni di litisconsorzio nelle controversie contributive
6.1. Tra ente creditore e agente della riscossione
6.2. Tra ente creditore e società di cartolarizzazione
6.3. Con il lavoratore nelle cause contributive tra INPS e datore di lavoro
5. L’udienza, Daniela Paliaga
1. Il modello normativo e la prassi
2. Il rinvio dell’udienza
3. La centralità dell’udienza
4. L’ordine delle attività da svolgere in udienza
5. La comparizione personale delle parti
6. Questioni pregiudiziali di rito
7. Questioni pregiudiziali (in senso lato) tipiche delle controversie di lavoro e previdenza
6. Il tentativo di conciliazione
1. La ratio
2. I vari passaggi logici
3. Alcune condizioni per una buona riuscita
4. La proposta del giudice
5. Questioni di contenuto e di forma
7. La sistemazione dell’oggetto del processo e dell’offerta probatoria ad opera delle parti
1. Gli aggiustamenti del thema decidendum: ammissibilità “condizionata” delle emendationes libelli ed exceptionis; della reconventio reconventionis e delle eccezioni nuove
2. Inammissibile mutamento e ammissibile modificazione della domanda nelle formule generali tradizionalmente enunciate dalla giurisprudenza
2.1. Casistica specifica: a) variazioni incidenti sul petitum
2.2. Segue, b) variazioni incidenti sulla causa petendi o su entrambi gli elementi oggettivi
3. La modificazione e il mutamento delle eccezioni in senso stretto e la libera proponibilità delle nuove eccezioni in senso lato
4. Il possibile ampliamento del thema probandum
8. La decisione istruttoria del giudice
Premessa
1. Il procedimento logico della decisione istruttoria
2. La verifica di rilevanza in astratto
3. La valutazione di rilevanza in concreto
4. L’applicazione dell’art. 115 c.p.c.
5. Ruolo e limiti dell’interrogatorio libero
6. Il c.d. fatto notorio
7. Esercizio dei poteri d’ufficio: presupposti, limiti, rapporto con le decadenze
9. Le peculiarità dell’istruttoria nel processo del lavoro
Premessa
1. Interrogatorio formale
1.1. Ammissibilità e opportunità dell’assunzione
1.2. Modalità dell’assunzione
1.3. Legittimazione a rendere l’interrogatorio
1.3.1. Legali rappresentanti degli enti
1.3.2. Procuratori speciali
1.4. Mancata risposta o mancata comparizione
2. Prova testimoniale
2.1. Limiti alla testimonianza: norme sulla prova e sulla forma scritta
2.1.1. Limiti alla prova
2.1.2. Requisiti di forma
2.2. Capitoli di prova e indicazione dei testi
2.2.1. Formulazione dei capitoli di prova
2.2.2. Indicazione dei testi: generalità
2.2.3. Indicazione dei testi: fatti conosciuti
2.2.4. Capacità a testimoniare
2.3. Modalità di assunzione della prova testimoniale
2.3.1. Domande e utilizzo dei capitoli di prova
2.3.2. Strumenti per accertare le genuinità delle risposte
2.3.3. Confronto
2.3.4. Domande delle parti
2.4. Ammissione nuovi testimoni
2.4.1. Testi di riferimento
2.4.2. Utilizzo art. 420, comma 5, c.p.c.
2.5. Registrazione dell’udienza
2.5.1. Videoregistrazione
3. Interrogatorio libero incapaci
3.1. Norme applicabili
3.2. Valore probatorio
3.3. Dichiarazioni false o reticenti
4. Prova documentale
4.1. Documenti informatici
4.2. Contestazione e disconoscimento
4.2.1. Conseguenze del disconoscimento; la verificazione
4.3. Preclusioni e produzioni tardive
4.4. Documenti caratteristici del processo del lavoro
4.4.1. Comunicazioni tra le parti
4.4.2. Contratti
4.4.3. Buste paga
4.4.4. Estratti contributivi – Comunicazioni al Centro per l’Impiego
4.4.5. Transazioni e quietanze
4.4.6. Cronotachigrafi
4.4.7. Verbali ispettivi
4.4.8. Atti di esecuzione esattoriale
4.5. Registrazioni
4.5.1. Controlli a distanza e tutela privacy
5. Esibizione di documenti
6. Ispezione
7. CTU
7.1. Contabile
7.2. Medico-legale
8. Art. 425 c.p.c.: Richiesta di informazioni e osservazioni alle associazioni sindacali
8.1. Produzione contratti collettivi
9. Giuramento
10. Prove atipiche
10.1. Scritture di terzi e dichiarazioni di scienza
10.2. Transazioni
10.3. Atti di altri giudizi (verbali istruttori, CTU, sentenze)
10.4. Sentenze e prove acquisite in processi penali
10.5. Sentenze e verbali in altri giudizi civili
10.6. Autocertificazioni
10. Le vicende anomale del processo
Premessa
1. Riunione
1.1. Riunione: funzione e disciplina comune
1.2. Riunione di procedimenti relativi alla stessa causa
1.3. Riunione di procedimenti relativi a cause connesse
1.4. Riunione: modalità operative
1.5. Riunione: effetti
2. Sospensione
2.1. Sospensione: funzione
2.2. Sospensione necessaria
2.3. Sospensione necessaria: il rapporto di pregiudizialità
2.4. Sospensione necessaria: contemporanea pendenza avanti a giudici diversi. Identità delle parti
2.5. Sospensione necessaria: decisione e rimedi
2.6. Sospensione su istanza di parte
2.7. Sospensione: effetti
2.8. Sospensione: la prosecuzione del giudizio
3. Interruzione
3.1. Interruzione: funzione
3.2. Interruzione: casistica
3.3. Interruzione: disciplina
3.4. Interruzione: prosecuzione e riassunzione
4. Estinzione
4.1. Estinzione: rinuncia agli atti
4.2. Estinzione: rinuncia all’azione e rinuncia alla domanda
4.3. Estinzione: inattività delle parti
4.4. Estinzione: disciplina
4.5. Estinzione: effetti
11. La fase decisoria
Premessa. Il provvedimento decisorio nel rito del lavoro come atto di comunicazione a formazione progressiva
1. La discussione orale e le note difensive
1.1. La discussione orale
1.2. Le note difensive
2. La sentenza: dispositivo e motivazione, contestuale o differita
2.1. La struttura della sentenza con motivazione contestuale o differita
2.2. Rapporti tra dispositivo e motivazione
3. La lettura del dispositivo e delle ragioni della decisione. La pubblicazione e il deposito della sentenza
3.1. La lettura del dispositivo e delle ragioni della decisione
3.2. La pubblicazione e il deposito della sentenza
4. Sentenze definitive e non definitive
5. Le decisioni ex art. 420-bis c.p.c. ed ex art. 64 d.lgs. n. 165/2001
5.1. I tratti comuni
5.2. Le differenze
6. Interessi legali e rivalutazione monetaria dei crediti di lavoro
6.1. La particolarità della disciplina e la sua ratio
6.2. I criteri di calcolo
6.3. Ambito oggettivo e soggettivo di applicazione
6.4. I crediti dei dipendenti pubblici
7. Interessi legali e rivalutazione monetaria dei crediti previdenziali e assistenziali
7.1. Il quadro normativo
7.2. Ambito di applicazione e decorrenza
8. La valutazione equitativa delle prestazioni
9. La correzione
9.1. Il procedimento per la correzione degli errori materiali di sentenze e ordinanze ex artt. 287 ss. c.p.c.
9.2. La correzione del decreto di omologa ex art. 445-bis c.p.c.
10. Le ordinanze ex art. 423 c.p.c.
10.1. La ratio e i tratti comuni delle ordinanze anticipatorie di condanna
10.2. Le differenze
11. La provvisoria esecutività
11.1. L’art. 431 c.p.c.
11.2. L’art. 447 c.p.c.
12. I possibili problemi in fase esecutiva
12. Le peculiarità del regime delle spese nel processo del lavoro
1. Inquadramento del tema e onere di anticipazione
2. Soccombenza e condanna
3. Liquidazione
4. Pluralità di soccombenti
5. Proposte conciliative
6. Compensazione
7. Responsabilità aggravata
8. Distrazione delle spese
9. Patrocinio a spese dello Stato
10. Processo previdenziale
Sezione IV – I riti speciali
1. Il rito c.d. Fornero
1. Rito obbligatorio o rito facoltativo?
2. Le controversie soggette al c.d. rito Fornero
2.1. La nozione di impugnativa dei licenziamenti nelle ipotesi regolate dall’art. 18 Stat. Lav.
2.2. Le questioni inerenti alla qualificazione del rapporto
2.3. Le domande fondate “sugli identici fatti costitutivi”
2.4. Le conseguenze delle domande proposte irritualmente – Il mutamento di rito
3. Gli effetti della proposizione del ricorso ex art. 1, comma 47
4. Una breve sintesi
5. Il legittimato attivo al ricorso
6. Il legittimato passivo
7. Il ricorso ex art. 125 c.p.c.
8. Il giudice competente
9. La notifica del ricorso
10. La costituzione del convenuto
11. La trattazione della causa
12. L’ordinanza che decide la fase sommaria
13. L’opposizione avverso l’ordinanza
13.1. I termini per l’opposizione
14. Il giudice competente per l’opposizione
15. Il deposito del ricorso
16. Il contenuto del ricorso in opposizione
16.1. Le “domande diverse da quelle di cui al comma 47” e quelle fondate sugli “identici fatti costitutivi o svolte nei confronti degli stessi soggetti cui la causa è comune o dai quali si intende esser garantiti”
17. La notifica del ricorso in opposizione
18. La costituzione del convenuto
19. La domanda riconvenzionale
20. La trattazione della causa
20.1. Gli atti di istruzione ammissibili
21. Il reclamo
21.1. I termini per il reclamo
21.2. La notifica del reclamo
21.3. Reclamo incidentale o domanda riconvenzionale
21.4. La sentenza che decide il reclamo
22. Il ricorso per cassazione
23. Conclusioni
2. Il rito ex art. 28 Statuto dei Lavoratori
1. La competenza territoriale
2. La legittimazione attiva
2.1. La nozione di organismo locale
2.2. La nozione di associazione nazionale
2.3. La legittimazione attiva del singolo lavoratore o delle OS prive delle caratteristiche di cui all’art. 28 Stat. Lav.
2.4. La nozione di interesse
3. Art. 28 e buona fede nell’uso giudiziario del ricorso
4. La legittimazione passiva
4.1. La nozione di datore di lavoro
4.2. Art. 28 e rapporti di collaborazione
4.3. L’individuazione del datore di lavoro in alcune ipotesi particolari
5. L’attualità della condotta
6. Il ricorso, la fissazione dell’udienza e la notifica del ricorso
7. La fase istruttoria
8. Il decreto che decide la fase sommaria
8.1. Il divieto di condanna in futuro, le azioni di mero accertamento e l’esecuzione del provvedimento ex art. 28 Stat. Lav.
8.2. L’immodificabilità del decreto
9. L’opposizione
9.1. La decorrenza del termine per l’opposizione
9.2. Il giudice dell’opposizione
9.3. L’oggetto del giudizio di opposizione, la fase istruttoria e la rilevanza dei fatti sopravvenuti
10. Le fasi successive
11. Art. 28 e rapporti di pubblico impiego
12. Condotta antisindacale plurioffensiva e processo
3. Il rito delle controversie in materia di discriminazione
1. Nozione di discriminazione e quadro normativo
2. Discriminazione di genere: il Codice delle Pari Opportunità (anche CPO)
2.1. Procedimento ordinario individuale
2.2. Procedimento sommario individuale
2.3. Procedimento ordinario collettivo
2.4. Procedimento sommario collettivo
2.5. Procedimento stragiudiziale collettivo
2.6. La giurisdizione del giudice amministrativo
3. Gli altri fattori di rischio: il rito sommario di cognizione
3.1. Gli altri fattori di rischio: le azioni collettive
4. L’onere della prova
5. Il provvedimento del giudice e il risarcimento del danno
4. Le peculiarità del rito cautelare nelle controversie di lavoro
1. Periculum in mora e processo del lavoro
2. Fumus boni iuris ed onere della prova
3. Procedimento cautelare e art. 28 Stat. Lav.
4. Procedimento cautelare e rito Fornero
5. Effetti del ricorso ex art. 700 c.p.c.
5. Il procedimento sommario di ingiunzione
Premessa
1. Condizioni di ammissibilità
2. Forma della domanda
3. La competenza
4. Rigetto della domanda
5. L’accoglimento della domanda e gli avvertimenti connessi
6. L’esecuzione provvisoria in sede monitoria
7. La (limitata) possibilità di frazionamento del credito
8. Notifica del decreto ed inefficacia
9. L’opposizione tardiva
10. La pendenza della lite
11. L’opposizione
11.1. La competenza
11.2. Natura del giudizio di opposizione – Termine e forma dell’atto di opposizione – Luogo di notificazione
11.3. Riconvenzionale e chiamata di terzo
11.4. Provvedimenti sull’esecuzione provvisoria nel giudizio di opposizione
11.5. La conclusione del giudizio-estinzione-conciliazione
12. Assenza di opposizione – L’incontrovertibilità dell’accertamento
6. Accertamento tecnico preventivo obbligatorio in materia di invalidità
1. Natura e finalità
2. L’ambito di applicazione
3. L’ATPO come condizione di procedibilità
4. La prescrizione del diritto e la decadenza dall’azione
5. Il decreto di fissazione dell’udienza
6. Il conferimento dell’incarico al CTU
7. Il decreto di omologa
8. Il giudizio di opposizione

Sezione V – Le impugnazioni 1. Il procedimento davanti alla Corte d’appello
1. Competenza, rito e termini
1.1. Competenza
1.2. Rito
1.3. Termini
2. Atti introduttivi e costituzione delle parti
2.1. Ricorso e costituzione dell’appellante
2.2. La memoria difensiva e la costituzione dell’appellato
2.3. L’appello incidentale
3. Ius novorum in appello
3.1. Nuove domande ed eccezioni
3.2. Nuovi mezzi di prova
4. Udienza di discussione
5. Pronunce
5.1. Inibitoria
5.2. Inammissibilità, improcedibilità, estinzione e “filtro” in appello
5.3. Pronunce sul merito dell’appello. Rilevabilità d’ufficio delle questioni
5.4. Liquidazione delle spese giudiziali
6. Il giudizio di rinvio – Cenni
2. Il processo del lavoro davanti alla Corte di Cassazione
1. Premessa di inquadramento del tema
2. Il ricorso ordinario
2.1. Profili generali: i provvedimenti impugnabili
2.2. La sentenza relativa all’accertamento pregiudiziale sull’efficacia, validità ed interpretazione dei contratti
e accordi collettivi
3. Ricorso straordinario
3.1. Il ricorso ai sensi dell’art. 111, comma 7, Cost.
3.2. Decreto di omologa ex art. 445-bis, comma 5, c.p.c.
4. I motivi di ricorso
4.1. La formulazione delle censure
4.2. Il principio di c.d. “autosufficienza” del ricorso
5. L’articolo 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
5.1. Violazione o falsa applicazione di norme di diritto
5.2. Questioni di diritto e questioni di fatto
5.3. Le clausole generali
5.4. La giusta causa del licenziamento. I limiti del sindacato di legittimità
5.5. La qualificazione del rapporto di lavoro
6. I contratti collettivi di lavoro
6.1. La violazione o falsa applicazione dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro
6.2. Il sindacato “diretto” della Corte di Cassazione
6.3. Il criterio della “nazionalità” del contratto
6.4. La “conoscibilità” dei contratti collettivi di lavoro
7. L’articolo 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
7.1. L’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti
7.2. Il “residuale” controllo sulla motivazione
7.3. La valutazione dei mezzi di prova: la consulenza tecnica
3. La revocazione e l’opposizione di terzo – Cenni
Sezione VI – L’evoluzione del processo del lavoro
1. Il processo telematico del lavoro
Premessa: perimetrazione dell’analisi prospettica sul processo telematico nel rito lavoristico
1. Atti dei difensori: metodi di redazione degli atti in forma di documento informatico e predisposizione degli allegati
1.1. Il deposito di file audio e video
1.2. Il collegamento ipertestuale negli atti processuali
2. Il deposito degli atti dei difensori. Ipotesi di rimessione in termini. Il deposito complementare
3. Notificazioni telematiche in proprio e notificazioni e comunicazioni di cancelleria
4. La gestione del procedimento nel regime “ibrido” ed il deposito telematico dei provvedimenti
2. Il processo emergenziale del lavoro
1. L’udienza da remoto
1.1. Premessa
1.2. Il protocollo
1.3. La disciplina dell’art. 221
1.4. Il verbale di conciliazione
1.5. Le esperienze applicative
2. La trattazione scritta
2.1. Premessa
2.2. Ambito di applicazione
2.3. Disciplina
Bibliografia
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