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L'architettura penitenziaria oltre il muro

L'architettura penitenziaria oltre il muro

Autori Alberto Mariotti
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 16x16
Pagine 216
Pubblicazione Ottobre 2014 (1 Edizione)
ISBN / EAN 8891604545 / 9788891604545
Nuovi punti di contratto tra la casa di reclusione Due Palazzi e la città di Padova

Prezzo Online:

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Alberto Mariotti è nato a Verona nel 1989. Dopo il diploma di maturità scientifica frequenta il Politecnico di Milano e nel 2014 si laurea in Architettura. Musicista irregolare, appassionato di fotografia e impegnato in attività teatrali dall’età di quattordici anni, entra in contatto con il mondo del carcere grazie all’associazione La Fraternità.
Dal 2012 partecipa a Verona, come attore ed interprete di monologhi e brani sull’universo carcerario, a convegni ed incontri per sensibilizzare al tema della detenzione. Dal 2014 collabora con A. Di Franco al Laboratorio di Progettazione Architettonica 1 al Politecnico di Milano.

“L’ARCHITETTURA NECESSARIA” è una collana diretta da Andrea Di Franco che traduce all’esterno del mondo accademico gli studi e le ricerche degli architetti del Politecnico di Milano. Il suo obiettivo è quello di raccogliere quei lavori che affrontano temi concreti, urgenti e necessari nell’orizzonte della crisi dell’attuale, multiforme “paesaggio umano”.

Nella stessa collana sono già stati pubblicati:
“Frammenti di eternità alle pendici del Monte Sodadura, progetto di riattivazione del paesaggio di Taleggio” (2011), di Andrea Milesi
“Luigi Snozzi a Monte Carasso” (2014), di Giuditta Lazzati e Andrea Lo Conte
Il punto di partenza che ha attivato l’interesse dell’architettura per il carcere è propriamente di tipo spaziale. Il tema del sovraffollamento è quello che più evidentemente esprime lo stato di crisi, sia in termini di immagini che di immaginazione, anche visto da fuori.
I dati non lasciano possibilità interpretative: a fronte di una capienza complessiva delle strutture italiane di 45.647 posti, i detenuti sono 65.831.
Quello del sovraffollamento degli istituti di pena è il tema che più fortemente permette di misurare la distanza e la mancanza di linearità tra evidenza del problema e conseguenza della soluzione: l’equazione “mancanza di spazio uguale costruzione di più carceri”, non è risolvibile.
Lucia Castellano, ex-direttrice del carcere di Bollate, dichiara che il problema del sovraffollamento delle carceri si risolve “aprendo le porte”. Avere più spazio significherebbe semplicemente riempirlo e trovarsi al punto di partenza.
Il problema va affrontato dunque non sul fronte delle quantità, ma componendo un orizzonte qualitativo della struttura carceraria che, avvicinando il “dentro” e il “fuori”, aprendo le porte appunto, lo definisca quale istituto di rieducazione e di reinserimento.
Ed è qui che inizia la sfida per il pensiero architettonico.


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