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L’etica e la pubblica amministrazione

L’etica e la pubblica amministrazione

Autori Vito Quintaliani
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 13x19
Pagine 290
Pubblicazione Aprile 2021 (I Edizione)
ISBN / EAN 8891643308 / 9788891643308
Collana Politecnica

Il delicato rapporto tra l’aspetto antropologico e la funzione pubblica

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Nella prima parte con la premessa che la “cultura della corruzione” si alimenta all’interno del proprio Io divenendo uno status personale in cui si genera una cultura di pigmeizzazione con la contrapposizione della forza del denaro e della debolezza dell’animo, sono esaminati i cambiamenti dei costumi che generano il danno sociale e il danno morale.

Da questi elementi viene meno la fiducia che si trasforma in delusione, crea malcontento, si riflette negativamente sul senso civico, favorisce la corruzione, allenta o fa venire meno il senso di appartenenza alla Repubblica alimentando comportamenti contrari all’etica.

E allora è necessario promuovere l’etica quale strumento di consapevolezza per ritrovare l’Io smarrito, la dignità della propria coscienza, sì da ridare concretamente alla pubblica amministrazione, per ricostruire la sua immagine di affidabilità e integrità degna di fiducia, ai fini della coesione sociale, il suo naturale valore orientato al “buon andamento e all’integrità”.

A tal fine è tracciato il percorso per trovare, all’interno di un metaforico “giardino dell’etica”, le dimensioni fondamentali, ossia i valori su cui costruire, edificare un comportamento per ricostruire la “fede etica”.

Nella seconda parte, dopo aver tratteggiato il quadro normativo che ha delineato il nuovo “illuminismo” della pubblica amministrazione evidenziando i principi ad essa correlati, sono esaminati ii nuovi strumenti operativi di prevenzione della corruzione di cui alla L. 190/2012 orientati nella direzione dell’etica pubblica che rappresenta la chiave di volta del buon governo che, sul piano ordinamentale, trova nel Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza il suo custode.

Nelle riflessioni conclusive è evidenziato il dubbio che gli strumenti preventivi anche alla luce dei ripetuti fatti “corruttivi”, non siano sufficienti a sconfiggere la mala administration perché si è inteso fare uso di formule stereotipate che mirano più a colpire l’attenzione che argomentare, alimentando un indefinito nichilismo all’interno delle amministrazioni.

Nichilismo che va ad incidere negativamente sui comportamenti, sulle abitudini e, di riflesso, sulle decisioni della stessa amministrazione che subisce anche un agire difensivo, facendo riaffiorare, come un fiume carsico la corruzione che non è sconfitta.

La speranza è che “insieme ce la faremo”, e ciò si potrà inverare quando il funzionario pubblico, (ri)conquistata la sua essenza genuina, la sua integrità, ridando dignità alla propria coscienza non più mortificata da alcun condizionamento esterno nell’esplicazione dei suoi compiti, sarà in grado di poter contribuire alla missione della propria amministrazione attraverso un consapevole orientamento delle sue scelte e della sua condotta irradiate dalla “stella polare” dell’etica, così che l’agire dell’amministrazione possa essere (ri)condotto nel perimetro della legalità.

Nessuno, questo è il messaggio conclusivo, deve perdere la fiducia.

Vito Quintaliani
è stato Vice Direttore degli Istituti di Prevenzione e Pena svolgendo il servizio presso la Casa Circondariale di Bologna per poi prestare servizio, dal 1° agosto 1980 fino al 30 giugno 2019 data di collocamento in quiescenza, presso l’Università degli Studi di Perugia ricoprendo vari incarichi tra i quali, nell’ultimo periodo quello di Responsabile dell’Area Affari Giudici e Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza. È autore di diversi articoli su temi della Contrattualistica pubblica, dell’organizzazione pubblica. È Docente in corsi di formazione presso Università italiane. È iscritto all’albo Commissari di gara (ANAC) e nell’elenco Organismo indipendente di valutazione (Dipartimento Funzione Pubblica).

Prefazione di Enrico Carloni

 CAPITOLO I L’aspetto antropologico

  1  Premessa  

 2. La forza del denaro

3. La debolezza dell’animo

 4. Il cambiamento dei costumi

 5. Gli effetti del cambiamento sociale

 5.1 Il danno economico

 5.2 Il danno sociale  

5.3 Il danno morale e all’immagine

6. Il venir meno della fiducia

7. Il giardino dell’etica  

 7.1 Alla ricerca della dimensione dell’etica  

7.1.1 Serietà

7.1.2 Rispetto

7.1.3 Lealtà

7.1.4 Sincerità

7.1.5 Responsabilità

7.1.6 Integrità  

7.1.7 Onore

7.1.8 Virtuosità

7.1.9 Conclusioni

CAPITOLO II La funzione pubblica  

8. Verso una nuova immagine

9. I principi e gli interventi normativi nella direzione dell’etica

9.1 L’art. 54 della Costituzione

9.2 L’art. 97 della Costituzione  

9.2.1 Il buon andamento

9.2.2 L’imparzialità

9.3 L’epifania della democraticità

9.4 La fiducia nei cittadini

9.5 La separazione delle funzioni e il sistema disciplinare

9.6 Il sistema di merito

9.7 La legge anticorruzione

9.8 Il diritto di conoscere

10. Gli effetti del nuovo ordinamento

11. L’etica pubblica

12. I nuovi strumenti operativi

12.1 Il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) e i Piani Triennali di prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPCT)

12.1.1 La sua evoluzione

12.1.2 Natura e funzione del Piano

12.1.3 L’ambito soggettivo

12.1.4 La redazione del Piano Triennale della prevenzione della corruzione e della trasparenza “PTPCT”

 12.1.5 La mappatura dei processi

12.1.6 La sua struttura  

12.1.7 Il monitoraggio del PTPCT

12.1.8 Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza “RPCT”

12.1.8.1 La nomina

123 12.1.8.2 La durata  

12.1.8.3 Le funzioni

12.1.8.4 La responsabilità  

12.1.8.5 Il supporto operativo al RPCT

12.1.8.6 La tutela del RPCT

12.1.9 I Dirigenti e i Responsabili degli uffici  

 12.1.10 I referenti

12.1.11 I dipendenti

12.1.12 L’organismo indipendente di valutazione (OIV)

12.2 Il Codice di comportamento

12.2.1 Lo sviluppo diacronico dei codici  

12.2.2 Gli aspetti generali

12.2.3 L’ambito soggettivo

12.2.4 I doveri minimi

12.2.5 La responsabilità

12.2.6 Le esimenti  

 12.2.7 Le tipologie di danno erariale

12.2.8 Le sanzioni: art. 16 d.p.r. n. 62 del 16 aprile 2013

13. Gli istituti della funzione pubblica per la tutela della legalità e integrità

13.1 Il conflitto d’interessi: a) art. 6 bis della legge n. 241 7 agosto 1990; b) art. 6 del d.p.r. n. 62 del 16 aprile 2013; c) art. 42 del d.lgs. n. 50 del 18 aprile 2016

13.1.1 L’art. 6 bis della legge n. 241 7 agosto 1990

13.1.2 L’art. 6 del d.p.r. n. 62 del 16 aprile 2013

13.1.3 L’art. 42 del d.lgs. n. 50 del 18 aprile 2016

13.1.3.1 Ambito soggettivo  

13.1.3.2 Ambito oggettivo

13.1.3.3 Ambito potenziale

13.2 L’astensione  

13.2.1 L’art. 51 c.p.c.  

13.2.2 L’art. 6 del d.p.r. n. 62/2013

13.2.3 L’art. 7 del d.p.r. n. 62/2013

 13.2.4 L’art. 77 del d.lgs. n. 50/2016  

13.3 L’inconferibilità ex d.lgs. n. 39 dell’8 aprile 2013

13.4 L’incompatibilità ex d.lgs. n. 39 dell’8 aprile 2013

13.5 La vigilanza sul rispetto delle disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi amministrativi e le sue conseguenze

13.6 L’art. 60 del d.p.r. n. 3 del 10 gennaio 1957  

13.7 L’art. 53 del d.lgs. n. 165/01 come modificato dall’art. 1 c. 42 della legge n. 190/2012

13.7.1 Pantouflage  

13.8 L’art. 35 bis del d.lgs. n. 165/2001 Prevenzione della corruzione nella formazione di commissioni e nella assegnazione agli uffici

13.9 La trasparenza  

13.10 Il whistleblowing

13.11 La formazione

13.12 La Rotazione  

13.12.1 Inquadramento normativo

13.12.2 Procedura

13.12.3 Ambito soggettivo

13.12.4 Limitazioni alla rotazione

13.12.5 Le misure sostitutive alla rotazione

13.12.6 La rotazione straordinaria

13.13 Le operazioni sotto copertura

14. L’Autorità Nazionale anticorruzione  

14.1 La genesi di ANAC

14.2 L’ANAC e la sua funzione

15. Riflessioni conclusive  


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