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L’interesse legittimo oltre la teoria generale

L’interesse legittimo oltre la teoria generale

Autori Marco Magri
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 15X21
Pagine 348
Pubblicazione Dicembre 2017 (I Edizione)
ISBN / EAN 8891626479 / 9788891626479
Collana Orizzonti del diritto pubblico

Neutralità metodologicae giustizia amministrativa “Per una piena realizzazione dello Stato di diritto”

Vincitore del premio “Andrea Orsi Battaglini 2015”

Prezzo Online:

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 La scienza italiana del diritto amministrativo ha a lungo identificato il nucleo centrale della problematica dell’interesse legittimo con l’interrogativo sulla possibilità di una sua autonoma classificazione tra le situazioni giuridiche soggettive riconosciute dalla “teoria generale del diritto”. La presunta affidabilità dell’impianto teorico generale, la sua capacità di erigersi ad unico criterio metodologicamente accettabile della ricerca sull’interesse legittimo, ha contribuito in maniera decisiva al successo delle ipotesi dottrinali volte al riconoscimento della responsabilità della pubblica amministrazione per danni da provvedimento illegittimo e, più ampiamente, al consolidamento dell’opinione per cui lo scopo del giudizio amministrativo è l’aggiudicazione di utilità singolari e non semplicemente il ristabilimento del diritto oggettivo o dell’interesse pubblico. Da qui la certificazione della “morte” di un certo modo di intendere l’interesse legittimo e la nascita di una prospettiva più moderna, incentrata sulla struttura necessariamente correlata del rapporto, bilaterale o multilaterale, istituito dalle norme che conferiscono poteri alla pubblica amministrazione. Il richiamo alla “teoria generale” ha portato con sé, tuttavia, anche frammenti di quella dottrina dello Stato a sovranità monarchico-parlamentare affermatasi in Italia nel periodo anteriore alla Costituzione del 1948. Tra questi il dogma della legittimazione ad agire, nella sua duplice veste di criterio di esclusione dell’azione popolare e di requisito (rigorosamente autonomo dall’interesse ad agire) di ammissibilità della domanda di annullamento. È un teorema che postula l’inaccessibilità alla giustizia amministrativa di chi non agisca per soddisfare la titolarità di un interesse “preso in considerazione” dalle norme che conferiscono poteri; una prospettiva, dunque, che esclude astrattamente la tutela di chi, non in piena armonia con la “volontà” della legge, persegue una “sua” utilità, diversa da quella della classe di soggetti per cui la legge ha conferito poteri all’amministrazione. L’interesse legittimo oltre la teoria generale è un invito a riflettere criticamente su tale schema: non sulla validità, beninteso, ma sulla presunta inderogabilità del vincolo metodologico-dogmatico. È quindi anche una esortazione ad abbandonare, proprio sulla base della Costituzione repubblicana del 1948, la prassi di dare per scontata quella distinzione, dogmaticamente impeccabile, tra interesse legittimo ed interesse “semplice” o “di fatto”, che ha indotto la scienza del diritto amministrativo ad un costante, doloroso decentramento del soggetto che chiede giustizia amministrativa entro figure “classificate” – il titolare, il “terzo”, il quivis de populo – la cui radice comune è la pervicace negazione della libera, responsabile autodeterminazione individuale dell’interesse a cui compete la qualità di “legittimo” e, per ciò, meritevole di protezione (anche) giurisdizionale.

Marco Magri È professore associato di diritto amministrativo presso l’Università di Ferrara. Tra i suoi temi principali di ricerca, il principio di legalità costituzionale dell’amministrazione, il concetto di interesse legittimo ed il sistema italiano di giustizia amministrativa, la costituzione e l’estinzione del rapporto di lavoro pubblico.


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