La casa engadinese, una reinterpretazione contemporanea

 
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Autori Matteo Novarino

Autori Matteo Novarino
Pagine 180
Data pubblicazione Giugno 2015
ISBN 8891612007
ean 9788891612007
Tipo Cartaceo
Collana Politecnica
Editore Maggioli Editore
Dimensione 23x21
  • Spedizione in 48h
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Autori Matteo Novarino

Autori Matteo Novarino
Pagine 180
Data pubblicazione Giugno 2015
ISBN 8891612007
ean 9788891612007
Tipo Cartaceo
Collana Politecnica
Editore Maggioli Editore
Dimensione 23x21

 “Case dagli occhi profondi”, con queste parole Paul Schmitthenner si riferisce alle abitazioni tradizionali dell’Engadina, una piccola regione svizzera che si estende, per un centinaio di chilometri, dal confine con l’Austria fino ad affacciarsi sulle valli italiane. Proprio queste case sono l’oggetto del volume, articolato in due parti distinte ma fortemente interconnesse.
Dopo un’analisi storica e tipo-morfologica della chesa engadinese, dalle sue origini fino al suo rapporto con le architetture grigionesi del XIX e XX secolo, viene indagata la possibilità di riproporre alcune delle sue caratteristiche fondamentali all’interno di un intervento contemporaneo.
La bocciatura della proposta di realizzazione di un hotel nel centro di Celerina, un piccolo villaggio dell’Alta Engadina poco distante da St. Moritz, viene colta come occasione per proporre una soluzione alternativa ad un problema reale.
Il progetto diventa quindi occasione per sperimentare un metodo che, partendo dall’analisi approfondita del contesto nelle sue componenti fisiche ed immateriali, faccia del recupero di una memoria e di una tradizione costruttiva il suo elemento fondativo, prendendo una posizione netta nei confronti del problema del dialogo fra il progetto ed il contesto culturale, non solo fisico, in cui si colloca.

NOTE BIOGRAFICHE:
Matteo Novarino ha diviso la sua formazione tra l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne ed il Politecnico di Torino, dove si laurea con lode nel dicembre 2014, nel quadro di un programma di doppia laurea tra l’Ateneo torinese ed il Politecnico di Milano. Parallelamente agli studi in architettura frequenta l’Alta Scuola Politecnica, dove si diploma con un progetto per la costruzione di cliniche prefabbricate nelle slums di New Delhi.

RIASSUNTO:
“L’altipiano delle case con gli occhi profondi”, con queste parole Paul Schmitthenner si riferisce all’Engadina, una piccola regione svizzera che si estende, per un centinaio di chilometri, dal confine con l’Austria fino ad affacciarsi sulle valli italiane. Proprio queste case sono l’oggetto del volume, articolato in due parti distinte ma fortemente interconnesse.
Dopo un’analisi storica e tipo-morfologica della chesa engadinese, dalle sue origini fino al suo rapporto con le architetture grigionesi del XIX e XX secolo, viene indagata la possibilità di riproporre alcune delle sue caratteristiche fondamentali all’interno di un intervento contemporaneo.
La bocciatura della proposta di realizzazione di un hotel nel centro di Celerina, un piccolo villaggio dell’Alta Engadina poco distante da St. Moritz, viene colta come occasione per proporre una soluzione alternativa ad un problema reale.
Il progetto diventa quindi occasione per sperimentare un metodo che, partendo dall’analisi approfondita del contesto nelle sue componenti fisiche ed immateriali, faccia del recupero di una memoria e di una tradizione costruttiva il suo elemento fondativo, prendendo una posizione netta nei confronti del problema del dialogo fra il progetto ed il contesto culturale, non solo fisico, in cui si colloca.

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