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La disciplina edilizia e paesaggistica dopo il c.d Madia SCIA 2 e il d.P.R. 31/2017

La disciplina edilizia e paesaggistica dopo il c.d Madia SCIA 2 e il d.P.R. 31/2017

Autori Claudio Belcari
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 17x24
Pagine 427
Pubblicazione Aprile 2019 (I Edizione)
ISBN / EAN 8891634719 / 9788891634719
Collana Ambiente Territorio Edilizia Urbanistica

Regolarizzazione delle opere edilizie e paesaggistiche esistenti

• Categorie di interventi edilizi e procedure
• Controllo CILA e SCIA e disciplina autotutela riformata
• Violazioni edilizie e procedure sanzionatorie
• Abusi edilizi e paesaggistici, come regolarizzarli
• Quesiti risolti e giurisprudenza

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Interpretare e padroneggiare la disciplina edilizia, urbanistica e ambientale è diventato un lavoro dif- ficile e “pericoloso”. Non basta, infatti, possedere le giuste cognizioni tecniche e adottare quella che il codice civile chiama la cura “del buon padre di famiglia”, occorre conoscere nel dettaglio anche la normativa e le formalità che le stesse richiedono. Questo tipo di conoscenza è fondamentale per l’operatore della P.A. e per il tecnico privato: l’opera di Claudio Belcari costituisce un riferimento indispensabile a tal fine. Infatti, non solo il manuale è aggiornato allo stato dell’arte normativo (decreto SCIA 2, glossario dell’attività edilizia libera, d.P.R. 31/2017, ecc.) ma ne fa una trattazione ragionata con un approfondimento specifico dei singoli argomenti anch’essi raggruppati per “problematiche” secondo uno sviluppo logico consequenziale.
Il “cuore” del manuale è la trattazione dell’abusivismo edilizio, della repressione e della regolarizzazione delle opere esistenti, cui l’Autore dedica una dettagliata analisi, estesa anche alla problematica ambientale e paesaggistica che in maniera sempre più incidente influenza e condiziona l’edificabilità. L’esposizione è sempre orientata all’operatività ed è corroborata dalle risoluzioni giurisprudenziali e da “focus” di approfondimento che ne fanno un vero “strumento operativo”. Gli argomenti sono affrontati con completezza documentale e sistematicità di trattazione con l’ausilio anche di schemi grafici di sintesi e corredato infine da un questionario utile al lettore per verificare il livello di apprendimento.

Claudio Belcari, dirigente comunale, formatore enti locali, A.N.C.I., ordini e collegi professionali e consulente tecnico nei contenziosi penali e amministrativi nei settori edilizia e urbanistica. Collabora stabilmente con la rivista “L’Ufficio Tecnico”, mensile di tecnica edilizia, urbanistica e ambiente, edita da Maggioli Editore.

Volumi collegati:
Formulario generale dell’edilizia, M. Di Nicola, X ed. 2019
Le nuove procedure edilizie SCIA 1 e SCIA 2, dopo il glossario opere edilizia libera,
M. Di Nicola, II ed. 2018 Autore, III ed. 2016

Capitolo I – Principi generali dell’ordinamento giuridico in materia urbanistica, edilizia e paesaggistica
1.1. Le competenze degli organi amministrativi territoriali
1.1.1. La legge 18 ottobre 2001, n. 3 – Riforma del titolo V della Costituzione
1.1.2. La legislazione esclusiva e concorrente ai sensi dell’art. 117 della Costituzione
1.1.3. I principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza
1.1.4. I poteri degli organi amministrativi territoriali
1.1.5. Le materie di settore caratterizzate da regime speciale
1.1.6. La L. n. 241/1990 – La legge fondamentale sul procedimento amministrativo
1.1.7. Il rapporto dinamico fra il d.P.R. n. 380/2001 e le disposizioni di legge regionali
1.2. Criteri generali di interpretazione della normativa
1.2.1. Letterale ai sensi dell’art. 12 delle preleggi
1.2.2. Logica o ratio legis
1.2.3. Giurisprudenziale e dottrinale
1.2.4. Analogica
1.2.5. Sistematica o combinata
1.2.6. Teleologica
1.2.7. Fonti di interpretazione autentica da fonte primaria e secondaria
1.2.8. Le circolari
Capitolo II – Le categorie di intervento edilizio
2.1. La manutenzione ordinaria
2.2. La manutenzione straordinaria
2.3. Il restauro e risanamento conservativo
2.4. La ristrutturazione edilizia
2.5. La nuova costruzione
2.6. La ristrutturazione urbanistica
2.7. Focus sulla manutenzione straordinaria
2.7.1. Frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari
2.7.2. Manutenzione straordinaria con aumento delle unità immobiliari sottoposta a CILA
2.7.3. La manutenzione straordinaria con interventi su parti strutturali
2.7.4. L’esclusione dell’applicazione dei contributi nella manutenzione straordinaria
2.8. Focus sulla ristrutturazione edilizia
2.8.1. L’evoluzione del concetto di ristrutturazione edilizia
2.8.2. Definizione di sagoma, distanze, modalità applicative. Giurisprudenza
2.8.3. Modalità applicativa della ristrutturazione edilizia “fuori sagoma”
2.8.4. La ristrutturazione edilizia degli immobili sottoposti ai vincoli di cui al d.lgs. n. 42/2004 e nei centri storici (zone A)
2.8.5. La demolizione e ricostruzione degli immobili crollati o demoliti – Giurisprudenza
Capitolo III – Le procedure abilitative
3.1. L’attività edilizia libera in assenza di adempimenti
3.2. Il glossario contenente l’elenco dell’attività edilizia libera (decreto 2 marzo 2018)
3.3. La comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA)
3.4. La segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)
3.5. La c.d. “super SCIA” alternativa al permesso di costruire
3.6. La SCIA con efficacia differita nelle zone “A” (centri storici) o equipollenti
3.7. Considerazioni
3.8. Il permesso di costruire
3.9. Il permesso di costruire alternativo alla SCIA
3.10. Autorizzazione ai sensi dell’art. 87 del d.lgs. n. 259/2003
3.11. SCIA ai sensi dell’art. 87-bis del d.lgs. n. 259/2003
3.12. Sottocategorie dei titoli edilizi
3.13. Individuazione del corretto titolo edilizio da applicare
3.14. Focus su CILA e SCIA a confronto, i profili giuridici che le diversificano
3.14.1. Le procedure edilizie abilitative autodichiarate: CILA e SCIA
1) Regime giuridico di appartenenza
2) Entità e consistenza delle opere che possono assentire
3) Poteri di controllo, di repressione e sanzionatori di competenza della P.A.
4) Tipologia di illecito nel caso di esecuzione di opere abusive
5) Modalità di controllo da parte dell’amministrazione comunale
6) Tempi di controllo da parte del comune
7) Procedure edilizie di regolarizzazione e sanatoria per opere edilizie abusive
8) Conformità urbanistico-edilizia da rispettare nella legittimazione di opere abusive
9) Modalità di conduzione dei lavori
10) Gli adempimenti obbligatori procedurali
11) I diversi effetti in relazione alla conformità urbanistico-edilizia
12) I diversi effetti delle opere abusive in relazione alla commerciabilità degli immobili
13) Ammissibilità degli interventi su parti strutturali dell’organismo edilizio
14) Fattispecie di opere che possono essere assentite
3.15. La riforma “SCIA 2” in materia di titoli edilizi autodichiarati
3.16. La procedura abilitativa semplificata (PAS)
3.16.1. Natura giuridica della PAS
3.16.2. Procedura di impugnativa da parte del terzo della PAS
3.16.3. Requisito soggettivo per l’impugnativa della PAS
3.16.4. Termini per la proposizione del ricorso avverso la PAS
3.16.5. Normative in materia di VIA
3.16.6. Possibili decisioni del T.A.R. in sede di pronuncia relativa all’impugnativa della PAS
3.17. Le varianti in corso d’opera
3.18. Varianti in corso d’opera essenziali e non – Effetti giuridici conseguenti
3.19. Giurisprudenza
3.20. La variante essenziale introdotta dal c.d. “sblocca-Italia”
3.21. Procedure ammesse a rimedio dell’inerzia dell’amministrazione comunale
Capitolo IV – I vincoli urbanistici
4.1. Concetto di vincolo urbanistico
4.2. Vincoli di inedificabilità assoluta e di edificabilità condizionata
4.3. Vincoli espropriativi e conformativi
Capitolo V – I soggetti dell’attività edilizia
5.1. I professionisti, le imprese di costruzione e le pubbliche amministrazioni
5.2. Il ruolo e le competenze del tecnico professionista asseverante
5.3. Le responsabilità del tecnico professionista asseverante
5.3.1. Normativa che ha aumentato competenze e responsabilità del tecnico asseverante
5.3.2. La responsabilità del tecnico nell’asseveramento dello stato legittimo
5.3.3. I tipi di responsabilità del tecnico asseverante
5.4. Il reato di falso ideologico nelle asseverazioni
5.4.1. Concetto di falso ideologico
5.4.2. Casi concreti dove ricorre il reato di falso ideologico
5.4.3. Quando non ricorre il reato di falso ideologico nelle asseverazioni
5.5. Le responsabilità delle imprese
5.5.1. Il DURC
Capitolo VI – L’abuso edilizio
6.1. Il concetto di abuso edilizio
6.1.1. Profilo pubblicistico e privatistico delle opere edilizie
6.1.2. Possibili punti di interferenza tra il profilo pubblicistico e privatistico
6.2. Abuso edilizio sostanziale e formale
6.2.1. I diversi effetti circa la possibilità di regolarizzazione
6.3. I vari profili giuridici che riguardano gli immobili
6.3.1. La conformità urbanistico-edilizia
6.3.2. La commerciabilità degli immobili
6.3.3. La sanzionabilità delle opere non conformi
6.3.4. L’uso e l’utilizzabilità
6.3.5. La conformità catastale
6.3.6. La conformità impiantistica
6.3.7. La conformità energetica
6.4. La verifica della conformità urbanistico-edilizia di opere datate
6.4.1. Le disposizioni della normativa statale
6.4.2. Raccordo della disciplina statale con quella comunale
6.4.3. Giurisprudenza
6.4.4. I due diversi profili sanzionatori a cui è sottoposto l’abuso edilizio
Capitolo VII – Profilo sanzionatorio penale dell’abuso edilizio
7.1. Criteri generali che regolano la disciplina penale
7.1.1. Principio di cumulabilità delle sanzioni penali
7.2. Le opere penalmente rilevanti sotto il profilo edilizio e paesaggistico
7.2.1. Le opere sottoposte al regime penale sotto il profilo dell’assenza di conformità
7.2.2. Le opere sottoposte al titolo del permesso di costruire e alla c.d. “super SCIA” alternativa
7.2.3. Le opere di lottizzazione abusiva o realizzate in area a vincolo
7.2.4. Perfetta correlazione fra le procedure abilitative edilizie e il regime penale
7.2.5. Giurisprudenza
7.3. La ristrutturazione edilizia c.d. “conservativa-pesante” e “ricostruttiva-leggera”
7.3.1. I concetti di ristrutturazione edilizia c.d. “pesante” e “leggera”
7.3.2. I diversi effetti della ristrutturazione edilizia c.d. “pesante” e “leggera”
7.3.3. Analisi della normativa che definisce la ristrutturazione edilizia c.d. “pesante” e “leggera”
7.3.4. Definizioni di dettaglio indicate nella tabella “A”, allegata al d.lgs. n. 222/2016
7.3.5. Considerazioni
7.4. Gli effetti del ravvedimento operoso in relazione al profilo penale
7.4.1. Giurisprudenza
7.5. Modalità di estinzione del reato penale
7.5.1. Il rilascio del permesso di costruire in sanatoria
7.5.2. La prescrizione estintiva del reato
7.5.3. Termini di decorrenza della prescrizione estintiva
7.5.4. La prescrizione estintiva nel caso di piano di lottizzazione
7.6. La non punibilità per particolare tenuità del fatto
7.6.1. Giurisprudenza
7.7. Il reato penale dell’abuso paesaggistico
7.7.1. L’estinzione del reato paesaggistico
7.7.2. Sentenza della Corte costituzionale 23 marzo 2016, n. 56
7.7.3. La prescrizione estintiva del reato penale nell’area a vincolo paesaggistico
7.7.4. Gli effetti del ravvedimento operoso ai fini del reato paesaggistico
7.8. Opere non penalmente rilevanti
7.8.1. Presupposti per la non rilevanza penale
7.8.2. Opere e interventi edilizi sottoposti a SCIA.
7.8.3. Opere e interventi edilizi rientranti nel regime dell’attività edilizia libera
Capitolo VIII – Profilo sanzionatorio amministrativo dell’abuso edilizio
8.1. Principi generali
8.1.1. I diversi profili giuridici delle sanzioni amministrative ed edilizie
8.1.2. Imprescrittibilità della sanzione amministrativa
8.1.3. Sentenza della Corte costituzionale 21 ottobre 2015, n. 233
8.1.4. Gli effetti della procedura sanzionatoria amministrativa
8.2. Il ruolo e le competenze in materia di abusivismo edilizio
8.2.1. Il responsabile del procedimento
8.2.2. Il dirigente
8.2.3. Competenze e responsabilità del comune
8.3. L’iter procedimentale sanzionatorio amministrativo di competenza comunale
8.3.1. L’accertamento dell’abuso edilizio
8.3.2. La denuncia anonima di abuso edilizio
8.3.3. Redazione del verbale di contestazione e violazione e la notizia di reato
8.3.4. Tipologie di sequestro dell’opera abusiva
8.3.5. Soggetti responsabili in materia di abusivismo edilizio
8.3.6. Relazione istruttoria e motivata proposta del responsabile del procedimento
8.3.7. L’avvio del procedimento e la sospensione dei lavori.
8.3.8. L’ordinanza di demolizione e rimessa in pristino.
8.3.9. L’individuazione dell’area di sedime
8.3.10. Caso di esclusione dell’acquisizione area di sedime
8.3.11. Verifica dell’ottemperanza all’ordinanza, competenze, modalità ed effetti
8.3.12. Irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria per abusi edilizi non demoliti
8.3.13. L’accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione a demolire. Effetti giuridici
8.3.14. Acquisizione gratuita al patrimonio comunale o demolizione a spese dei responsabili
8.3.15. Giurisprudenza
Capitolo IX – Tipologie di violazioni edilizie e procedure sanzionatorie
9.1. La qualificazione giuridica dell’intervento edilizio abusivo
9.2. Le diverse tipologie di violazioni edilizie e relative procedure sanzionatorie
9.3. La lottizzazione abusiva (negoziale e materiale)
9.4. Interventi eseguiti in assenza di PdC, in totale difformità o con variazioni essenziali
9.5. Ristrutturazione edilizia in assenza di permesso di costruire o in totale difformità
9.6. Interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire
9.7. L’applicazione della sanzione pecuniaria alternativa alla demolizione
9.7.1. Presupposti tecnico-giuridici per l’applicazione della sanzione pecuniaria
9.7.2. Effetti dell’applicazione della sanzione pecuniaria sotto il profilo penale
9.7.3. Effetti dell’applicazione della sanzione pecuniaria sotto il profilo amministrativo
9.7.4. Modalità di conteggio della sanzione pecuniaria
9.7.5. Specifiche sulle modalità di conteggio della sanzione per le opere ad uso residenziale
9.7.6. Esclusione della rivalutazione e/o attualizzazione e/o aggiornamento della sanzione
9.8. Interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla SCIA e accertamento di conformità
9.9. Interventi eseguiti in assenza di CILA
9.10. Interventi eseguiti in base a permesso di costruire annullato
Capitolo X – Il potere di autotutela della pubblica amministrazione
10.1. La riforma dell’istituto dell’autotutela della legge c.d. “Madia”
10.1.1. La modifica dell’art. 21-nonies della L. n. 241/1990
10.1.2. Il termine di decadenza del potere di autotutela previsto in 18 mesi
10.1.3. La ratio delle novità della legge c.d. “Madia” in materia di autotutela.
10.1.4. Il bilanciamento fra il corretto assetto del territorio e legittimo affidamento.
10.1.5. Casi di non applicabilità del termine di decadenza dell’autotutela di 18 mesi
10.1.6. L’eliminazione del potere illimitato di intervento per violazione di norme c.d. “primarie”
10.1.7. Giurisprudenza
10.2. La procedura sanzionatoria nei casi di SCIA illegittima
10.2.1. La natura giuridica della SCIA
10.2.2. Giurisprudenza
10.2.3. Sentenza del Consiglio di Stato in Adunanza plenaria 29 luglio 2011, n. 15
10.2.4. La legge 14 settembre 2011, n. 148
10.2.5. La tutela del terzo controinteressato e l’impugnativa della SCIA
10.2.6. Termini di decadenza per l’impugnativa del titolo edilizio – Giurisprudenza
10.2.7. La sentenza della Corte costituzionale del 9 marzo 2016, n. 49
10.2.8. Il triplice scenario giuridico temporale di controllo della SCIA
10.2.9. L’azione repressiva dell’amministrazione comunale nei confronti della SCIA illegittima
10.2.10. Procedura da adottare nel caso di SCIA illegittima
10.3. La procedura sanzionatoria nel caso di permesso di costruire illegittimo
10.3.1. La normativa di riferimento
10.3.2. Le verifiche da effettuare ai sensi dell’art. 21-nonies della L. n. 241/1990
10.3.3. La dimostrazione dell’illegittimità del titolo edilizio
10.3.4. La valutazione del potere facoltativo di annullamento
10.3.5. Le ragioni di interesse pubblico specifiche, concrete e attuali
10.3.6. I termini ragionevoli entro i quali può avvenire l’annullamento
10.3.7. La valutazione degli interessi dei destinatari e dei controinteressati
10.3.8. Aspetti procedurali dell’atto di annullamento
Capitolo XI – La regolarizzazione delle opere edilizie
11.1. Quando non occorre regolarizzare le opere edilizie
11.2. Le tolleranze ammesse
11.3. Il condono edilizio
11.4. Il condono edilizio a regime ordinario dell’art. 40 della L. n. 47/1985
11.5. Accertamento di conformità (sanatoria ordinaria a regime)
11.6. Le responsabilità del professionista nella presentazione dell’istanza in sanatoria
11.7. I termini di scadenza per poter presentare la richiesta di sanatoria edilizia
11.8. Tipologia di opere per le quali può essere richiesta la sanatoria edilizia
11.9. Gli effetti della richiesta di accertamento di conformità sul procedimento penale
11.10. Gli effetti della richiesta di sanatoria sul procedimento amministrativo
11.11. Gli effetti della richiesta di sanatoria sull’ordinanza in corso di esecuzione
11.12. Gli effetti del rilascio del permesso di costruire in sanatoria ai fini penali
11.13. Gli effetti del rilascio del permesso di costruire in sanatoria ai fini amministrativi
11.14. Gli effetti del mancato accoglimento del permesso di costruire in sanatoria
11.15. Accertamento di conformità – Quali verifiche effettuare
11.16.Il rispetto delle norme di salvaguardia nella verifica della conformità della sanatoria
11.17.Il silenzio-diniego nella procedura di accertamento di conformità
11.18.La sanatoria edilizia con opere di adeguamento per conseguire la conformità
11.19.I presupposti di legittimità della sanatoria con opere edilizie di adeguamento
11.20.La giurisprudenza sulla sanatoria con opere edilizie di adeguamento
11.21.La procedura di rilascio del permesso di costruire con opere di adeguamento
11.22.La sanatoria c.d. “giurisprudenziale” o “impropria”
11.23.La giurisprudenza sulla sanatoria c.d. “giurisprudenziale” o “impropria”
Capitolo XII – La disciplina paesaggistica
12.1. Il d.lgs. n. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio)
12.1.1. I beni culturali (Parte seconda del Codice)
12.1.2. I beni paesaggistici (Parte terza del Codice)
12.1.3. Immobili ed aree di notevole interesse pubblico (art. 136 del Codice)
12.1.4. Aree tutelate per legge – ex Galasso (art. 142 del Codice)
12.1.5. La procedura autorizzativa dei lavori relativamente ai beni culturali
12.1.6. La procedura autorizzativa nel vincolo paesaggistico
12.1.7. Le competenze in materia di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica – Le deleghe
12.1.8. Il concetto di paesaggio – Definizioni del Codice e della Convenzione europea
12.2. Il rapporto fra la materia paesaggistica e quella del governo del territorio
12.2.1. La prevalenza del profilo paesaggistico sul governo del territorio – Giurisprudenza
12.2.2. Diversità del profilo paesaggistico da quello del governo del territorio
12.2.3. La “co-pianificazione” e la redazione dei piani paesaggistici
12.2.4. Le semplificazioni previste dal Codice in sede di redazione dei piani paesaggistici
12.2.5. Ulteriori forme di semplificazioni previste dalle vigenti disposizioni di legge
12.2.6. Considerazioni
12.3. L’autorizzazione paesaggistica
12.3.1. Il silenzio-assenso della legge c.d. “Madia” applicato alla materia paesaggistica
12.3.2. Le disposizioni della nota circolare ministeriale n. 27158/2015
12.3.3. La data di decorrenza dei termini assegnati alla Soprintendenza per esprimere il parere
12.3.4. Considerazioni
12.3.5. Durata della validità dell’autorizzazione paesaggistica
12.3.6. L’importanza della motivazione del parere nella procedura paesaggistica
12.3.7. Giurisprudenza
12.3.8. La variante in corso d’opera all’autorizzazione paesaggistica
12.4. Il regolamento di semplificazione di cui al d.P.R. 13 febbraio 2017, n. 31
12.4.1. La genesi del regolamento di cui al d.P.R. n. 31/2017
12.4.2. Obiettivi del regolamento di cui al d.P.R. n. 31/2017
12.4.3. Gli istituti giuridici di semplificazione nella materia paesaggistica
12.4.4. Struttura normativa del regolamento di cui al d.P.R. n. 31/2017
12.4.5. La ratio dell’individuazione degli interventi e opere esclusi dall’autorizzazione paesaggistica
12.4.6. Interventi e opere esonerati dall’obbligo di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica
12.4.7. Le tipologie di opere di lieve entità regolabili mediante accordi interistituzionali
12.4.8. Interventi e opere di lieve entità soggetti a procedimento autorizzativo semplificato
12.4.9. Contenuti della relazione paesaggistica semplificata
12.4.10. Termine complessivo per la conclusione del procedimento
12.4.11. Termini parziali del procedimento
12.4.12. Procedimento nel caso di diniego da parte del comune
12.4.13. Procedimento nel caso di diniego da parte della Soprintendenza
12.4.14. Procedimento con conferenza dei servizi
12.4.15. Rinvio a normative di settore
12.4.16. Coordinamento con la tutela dei beni culturali
12.4.17. Conferma dell’istituto del silenzio-assenso della c.d. “legge Madia”: effetti
12.4.18. Semplificazioni procedurali in caso di diniego dell’istanza dell’amministrazione procedente
12.4.19. Considerazioni
12.5. Opere e interventi edilizi sottoposti e non al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica
12.5.1. Opere ed interventi esclusi dal rilascio dell’autorizzazione ex art. 149 del Codice
12.5.2. Opere ed interventi esclusi e/o esonerati dal rilascio dell’autorizzazione paesaggistica ai sensi del d.P.R. n. 31/2017
12.5.3. La verifica dell’irrilevanza paesaggistica delle opere
12.5.4. Opere ed interventi sottoposti al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica semplificata
12.5.5. Opere ed interventi sottoposti al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica ordinaria
12.6. Analisi relazionata categorie di intervento dell’allegato “A” e “B” d.P.R. n. 31/2017
12.6.1. I principi di liberalizzazione e semplificazione del regolamento n. 31/2017
12.6.2. Gli allegati “A” e “B” al d.P.R. 13 febbraio 2017, n. 31
12.6.3. Individuazione delle lievi differenziazioni che comportano esclusione o necessità
12.6.4. Considerazioni
12.7. I diversi profili giuridici dell’autorizzazione paesaggistica ordinaria e semplificata
12.7.1. Diversità della normativa di riferimento
12.7.2. Diversità degli interventi e opere autorizzabili
12.7.3. Diversità della documentazione da allegare all’istanza
12.7.4. Diversità effetti procedimentali nel caso di richiesta di integrazioni dalla Soprintendenza
12.7.5. Diversità circa l’obbligo di acquisire il parere della commissione per il paesaggio
12.7.6. Diversità dei tempi di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica
12.7.7. Diversità procedimentali nel caso di non accoglimento da parte dell’ente sub-delegato
12.7.8. Diversità procedimentali nel caso di diniego da parte della Soprintendenza
12.7.9. Diversità dei rimedi ammessi a tutela del richiedente nel caso di silenzio dell’ente sub-delegato
12.7.10. Elementi comuni fra l’autorizzazione ordinaria e semplificata
12.7.11. Considerazioni
12.8. La regolarizzazione delle opere paesaggistiche già eseguite
12.8.1. Disciplina della sanatoria paesaggistica con opere edilizie di adeguamento e conformazione
12.8.2. Procedura della sanatoria paesaggistica con opere edilizie di adeguamento e conformazione
12.8.3. Le novità del d.P.R. n. 31/2017 in materia di sanatoria paesaggistica
12.8.4. Limiti e condizioni all’applicazione retroattiva del regime di liberalizzazione
12.8.5. Il coordinamento del profilo edilizio e paesaggistico in materia di liberalizzazione
12.9. L’accertamento della compatibilità paesaggistica ai sensi dell’art. 167 del Codice
12.9.1. Normativa di riferimento
12.9.2. Le condizioni per l’accertamento della compatibilità paesaggistica
12.9.3. Il concetto di superficie utile e volume paesaggistico
12.9.4. Giurisprudenza
12.9.5. Circolare del Ministero per i beni e le attività culturali 26 giugno 2009, n. 33
12.9.6. Nota del Ministero per i beni e le attività culturali 13 settembre 2010, n. 16721
12.9.7. Nota del Ministero per i beni e le attività culturali 28 maggio 2012, n. 9907
12.9.8. Nota del Ministero dei beni e delle attività culturali e turismo 16 dicembre 2015, n. 30815
12.9.9. La sanzione pecuniaria da applicare ai sensi dell’art. 167 del Codice
12.9.10. Le disposizioni del d.m. 26 settembre 1997, in materia di calcolo della sanzione pecuniaria
12.9.11. La natura giuridica dell’indennità del profitto conseguito
Appendice – Quesiti
Domande
Risposte


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