Facebook Pixel

La percezione del rumore intrusivo nelle abitazioni - e-Book in formato pdf

• Una valutazione critica della specifica tecnica UNI/TS 11844:2022 • Il profilo psicometrico e la Teoria del rilevamento
Prezzo speciale 17,68 €
SCONTO 15%
15%
Anzichè 20,80 €
Disponibile

Autori Giorgio Campolongo

Pagine 137
Data pubblicazione Giugno 2022
Data ristampa
ISBN 8891659033
ean 9788891659033
Tipo Ebook
Sottotitolo • Una valutazione critica della specifica tecnica UNI/TS 11844:2022 • Il profilo psicometrico e la Teoria del rilevamento
Collana Ediltecnico
Editore Maggioli Editore

Autori Giorgio Campolongo

Pagine 137
Data pubblicazione Giugno 2022
Data ristampa
ISBN 8891659033
ean 9788891659033
Tipo Ebook
Sottotitolo • Una valutazione critica della specifica tecnica UNI/TS 11844:2022 • Il profilo psicometrico e la Teoria del rilevamento
Collana Ediltecnico
Editore Maggioli Editore
Il testo presenta ai tecnici acustici, con il linguaggio il più piano possibile, la Teoria del Rilevamento applicata al caso del rumore intrusivo secondo il metodo di Sandford Fidell del livello di rilevabilità D’L (Detectability Level), che in sostanza è lo studio statistico delle risposte delle persone ai test di ascolto in laboratorio per i vari tipi di rumore.

In marzo è stata pubblicata la UNI/TS 11844 sul rumore intrusivo che propone un nuovo criterio per valutare il grado d’intrusività da applicare nelle controversie giudiziarie per immissioni di rumore nelle abitazioni.

Il criterio consiste nel calcolo dello spettro per terzi d’ottava applicando una certa formula.

Ne risulta una tabella di valutazione dell’intrusività, dalla trascurabile alla molto alta, che è presentata come applicazione della Teoria del Rilevamento (Detection Theory) con riferimento alla procedura dei test di ascolto effettuati da Sandford Fidell.

La specifica tecnica UNI, però, non considera che i test di Fidell sono stati effettuati con persone fortemente impegnate in video-giochi che quindi prestano minore attenzione al rumore rispetto a quelle che intendono godere della tranquillità della propria abitazione.

In particolare, questo nuovo criterio della specifica tecnica UNI sottovaluta di ben 10 dB il grado di intrusività rispetto al valore corretto derivante dall’applicazione della Teoria.

Il che può provocare grave danno alla persona disturbata dal rumore quando l’immissione, valutata erroneamente come trascurabile o molto bassa, in realtà è intollerabile.

Al testo di base si aggiungono due contributi. Il primo di Angelo Converso esamina il profilo giuridico dell’applicazione della specifica tecnica, nel modo più accessibile per i non giuristi.

Il secondo di Filiberto Pisoni propone al lettore l’ascolto di files audio di alcuni rumori, confrontati con il limite della tollerabilità, e riporta due esempi di elaborazione effettuata applicando la metodologia della UNI.

La conclusione è che la valutazione dell’intrusività secondo la specifica tecnica UNI confligge con il diritto.

Il testo potrà essere utile per l’esame critico delle conclusioni giudiziarie basate sulla applicazione di quella specifica.

Giorgio Campolongo
È ingegnere specialista in acustica e vibrazioni, con 40 anni di esperienza di consulenze giudiziarie per immissioni di rumore e per mancanza dei requisiti d’isolamento acustico nelle abitazioni in oltre 2000 casi. È stato docente di Acustica Applicata presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. È autore di 7 libri e di 130 articoli tecnici di acustica. È presidente di Missione Rumore, associazione italiana per la difesa dal rumore (www.missionerumore.it).

Il testo presenta ai tecnici acustici, con il linguaggio il più piano possibile, la Teoria del Rilevamento applicata al caso del rumore intrusivo secondo il metodo di Sandford Fidell del livello di rilevabilità D’L (Detectability Level), che in sostanza è lo studio statistico delle risposte delle persone ai test di ascolto in laboratorio per i vari tipi di rumore.

In marzo è stata pubblicata la UNI/TS 11844 sul rumore intrusivo che propone un nuovo criterio per valutare il grado d’intrusività da applicare nelle controversie giudiziarie per immissioni di rumore nelle abitazioni.

Il criterio consiste nel calcolo dello spettro per terzi d’ottava applicando una certa formula.

Ne risulta una tabella di valutazione dell’intrusività, dalla trascurabile alla molto alta, che è presentata come applicazione della Teoria del Rilevamento (Detection Theory) con riferimento alla procedura dei test di ascolto effettuati da Sandford Fidell.

La specifica tecnica UNI, però, non considera che i test di Fidell sono stati effettuati con persone fortemente impegnate in video-giochi che quindi prestano minore attenzione al rumore rispetto a quelle che intendono godere della tranquillità della propria abitazione.

In particolare, questo nuovo criterio della specifica tecnica UNI sottovaluta di ben 10 dB il grado di intrusività rispetto al valore corretto derivante dall’applicazione della Teoria.

Il che può provocare grave danno alla persona disturbata dal rumore quando l’immissione, valutata erroneamente come trascurabile o molto bassa, in realtà è intollerabile.

Al testo di base si aggiungono due contributi. Il primo di Angelo Converso esamina il profilo giuridico dell’applicazione della specifica tecnica, nel modo più accessibile per i non giuristi.

Il secondo di Filiberto Pisoni propone al lettore l’ascolto di files audio di alcuni rumori, confrontati con il limite della tollerabilità, e riporta due esempi di elaborazione effettuata applicando la metodologia della UNI.

La conclusione è che la valutazione dell’intrusività secondo la specifica tecnica UNI confligge con il diritto.

Il testo potrà essere utile per l’esame critico delle conclusioni giudiziarie basate sulla applicazione di quella specifica.

Giorgio Campolongo
È ingegnere specialista in acustica e vibrazioni, con 40 anni di esperienza di consulenze giudiziarie per immissioni di rumore e per mancanza dei requisiti d’isolamento acustico nelle abitazioni in oltre 2000 casi. È stato docente di Acustica Applicata presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. È autore di 7 libri e di 130 articoli tecnici di acustica. È presidente di Missione Rumore, associazione italiana per la difesa dal rumore (www.missionerumore.it).

Presentazione
Ringraziamenti
1 Noterelle giuridiche sulla specifica tecnica UNI 11844
2 La soglia probabilistica della Teoria del rilevamento (Detection Theory)
1. La rilevabilità (detectability) del rumore intrusivo e il limite della tollerabilità
2. La soglia del fastidio senza esprimere il parametro acustico del rumore intrusivo
3. La soglia della rilevabilità (detectability) non più fissa ma probabilistica
4. La soglia del fastidio per l’inquinamento acustico del traffico e quella per il rumore intrusivo del vicino di casa
5. La decisione probabilistica “Sì, sento” o “No, non sento”
6. I test “sì-no” per determinare sperimentalmente la rilevabilità (detectability)
7. I 4 casi delle risposte ai test di rilevabilità del rumore intrusivo
8. Le proporzioni di Hits e di Falsi allarmi
3 La rilevabilità d’ e il criterio c della decisione della rilevabilità (detectability)
1. La rilevabilità d’ (detectability) del rumore intrusivo
2. Il calcolo della rilevabilità d’ (detectability)
3. Le curve ROC (Receiver Operating Characteristic)
4. Il modello psicofisico della Teoria del rilevamento (Detection Theory)
5. Esempi di rilevabilità d’ del rumore intrusivo rispetto al rumore di fondo
6. La differenza percepita d’ tra il rumore intrusivo e il rumore di fondo
7. L’ambiguità nella parte centrale del diagramma dello spazio della decisione
8. Il significato del criterio c della decisione (bias)
9. Ricompense monetarie (payoffs), istruzioni verbali e manipolazioni della presentazione delle probabilità
10. Il calcolo del criterio c della decisione (bias)
11. Casi diversi di c sulla stessa curva d’ nel diagramma ROC
12. Il criterio c nello spazio della decisione
13. La coppia formata dalla sensibilità d’ e dal criterio c (bias)
14. La Teoria del rilevamento applicata da David Heeger alla diagnosi del medico dei tumori analoga a quella dell’acustico
15. La valutazione non soltanto tecnico-acustica ma professionale-giudiziaria del CTU
4 I test di rilevabilità (detectability) di Sanford Fidell
1. La rilevabilità (detectability) e il fastidio (annoyance) negli studi di Sandford Fidell dal 1978 al 2015
2. La rilevabilità d’ in funzione del rapporto segnale/rumore S/N
3. I due diversi test per: (1) la soglia di rilevabilità (detectability e noticeability) e (2) i gradi di fastidio (annoyance)
4. Il test di Fidell in laboratorio per il fastidio: la scelta dei rumori testati e i partecipanti impegnati in video-giochi
5. La valutazione di Fidell del grado di percezione d’ (detectability) e di fastidio (annoyance)
6. La differenza di d’ tra l’impegno e l’attenzione dei video-giochi e senza impegno né attenzione particolari
7. Le precisazioni dello stesso Fidell sulla validità della sua tabella
5 Il prospetto 3 del grado d’intrusività della UNI
1. Il grado d’intrusività del prospetto 3 della UNI
2. La “casistica rappresentativa di situazioni ricorrenti nella realtà” della UNI
3. La necessità di una vera casistica di test di D’L effettuati nelle abitazioni nelle stesse condizioni
4. La necessità della sperimentazione per determinare la scala dell’intrusività
5. Il confronto del prospetto 3 di UNI con l’originale di Fidell
6. La valutazione dell’intrusività della UNI inaccettabile come limite della normale tollerabilità (ex art. 844 c.c.)
7. La correzione di 10 dB dei valori del prospetto 3 di UNI
8. Ricerche statistiche per il fastidio del rumore intrusivo nelle abitazioni nei casi reali
6 La percettibilità (noticeability) nei test con e senza l’impegno dei video-giochi.
1. L’attenzione dei partecipanti al test e il livello di rilevabilità D’L del rumore intrusivo.
2. La soglia della rilevabilità quasi a gradino ai livelli bassi e il disinteresse di Fidell per il rumore del vicino di casa
3. La rilevabilità d’ determinata come differenza Δμ delle medie delle due distribuzioni e σ la deviazione standard
4. Il rapporto segnale/rumore modificato con la larghezza di banda (bandwidth adjusted)
5. La rilevabilità d’ (detectability) adimensionale
6. Il conteggio del valore istantaneo massimo D’Lmax e integrato D’Linteg
7. La rilevabilità d’ (detectability) e la piena percettibilità (noticeability) del rumore intrusivo
8. La percettibilità (noticeability) d’=26,3 nei test con impegno dei video-giochi rispetto a d’=2,3 di test senza impegni
7 Altre criticità nella valutazione della rilevabilità d’
1. L’efficienza del fattore umano η=0,4
2. L’errore in dB della misurazione per terzi d’ottava
3. Caratterizzazione dei filtri uditivi di bassa frequenza
4. Le bande critiche testate confrontando la rumorosità percepita
5. La ricerca sugli effetti psicoacustici di “qualità sonora” e “rilevabilità” (detectability) per il rumore dei droni nelle città
6. Lo studio di Fidell per il rumore degli aerei e il limite giudiziario delle immissioni del rumore del vicino di casa
7. I rumori continui e di livello elevato dei test di ascolto di Fidell
8 L’esame critico della specifica tecnica UNI
1. La percezione dell’intrusività regolamentata dalla UNI soltanto come fonometrica e non anche psicometrica
2. La critica della UNI dell’uso del livello equivalente Leq per l’intrusività
3. Il rumore specifico calcolato come differenza Leq ambientale-residuo in dBA e il rumore intrusivo istantaneo in dBAF
4. L’intrusività d’ di UNI diversa dall’intrusività d’ di Fidell
5. d’ e D’L di UNI erroneamente riferiti al rumore della sorgente invece che all’ambientale come in d’ e D’L di Fidell
6. La correzione del prospetto 3 della UNI per tener conto del rumore ambientale nel calcolo di d’
7. Il rumore di fondo esattamente ripetibile nei test di Fidell e il rumore residuo della UNI non ripetibile
8. L’assenza di indicazioni precise di UNI per misurare lo spettro del rumore della sorgente specifica
9. Lo spettro del rumore della sorgente specifica calcolato con i percentili L5 o L10 dell’ambientale e L90 o L95 del residuo
10. Il rumore di fondo L95 più adatto del rumore residuo Leq per valutare l’intrusività
11. La misurazione del fondo L95 e la riga rossa della tollerabilità sulla stessa registrazione dell’immissione
12. La tipologia degli spettri del rumore residuo
13. La valutazione della UNI dell’intrusività nelle abitazioni ripresa senza sperimentazione dai test di Fidell in laboratorio
14. La difficoltà di effettuare test di ascolto nelle abitazioni (senza il controllo effettuato in laboratorio)
15. La scarsa attenzione per il fastidio del rumore antropico provocato dal vicino di casa
16. L’intrusività di UNI valutata soltanto nello spettro e non più con misurazioni di livello sonoro in dBAF
17. Il problema di una sola scala di valutazione dell’intrusività per tutti i tipi di rumore e in tutte le condizioni di percezione
18. La UNI svilisce la rilevabilità d’ nella sola formula acustica di Fidell senza alcun cenno all’aspetto psicometrico
19. La UNI richiede al tecnico la rappresentatività, l’incertezza, la robustezza e la riproducibilità ma non fornisce indicazioni
20. La richiesta di UNI di indicare l’incertezza del calcolo di D’L e del calcolo dei livelli complessivi
9 L’applicazione della UNI agli accertamenti giudiziari
1. La differenza sottile tra “Norma UNI” e “Specifica Tecnica UNI”
2. La citazione dell’art. 844
3. L’aspetto giudiziario dell’esclusione dei livelli sonori bassi della UNI
4. Il significato del rumore e il fissarsi sui rumori intrusivi
5. La robustezza basata sulla sperimentazione necessaria per la certezza giudiziaria
10 L’incertezza delle misurazioni ai livelli sonori bassi
1. Le misurazioni tanto più difficili quanto più basso è il livello sonoro
2. Cosa si intende per livello sonoro basso?
3. L’influenza del rumore autogenerato sul rumore intrusivo
4. La correzione dell’autogenerato dai microfoni: la sottrazione logaritmica di L99 dell’autogenerato
5. La misurazione di livello sonoro molto basso con fonometri e microfoni a basso rumore autogenerato
6. La critica al duplice divieto di misurazioni sotto 20 dBA e sotto 10 dB di supero dell’autogenerato in ogni terzo d’ottava
7. L’impossibile differenza negativa (ambientale – residuo) negli spettri dell’appendice B della UNI
11 Rilevabilità (detectability) del segnale di rumori intrusivi: dimostrazioni audio e calcolo dello spettro di D’L
Conclusione
1. La UNI/TS 11844:2022 non è corretta ai livelli di rilevabilità D’L bassi, inutile ai livelli medio-alti e può indurre a possibili valutazioni sbagliate
2. I motivi delle critiche alla Specifica Tecnica della UNI sull’intrusivo
3. Il problema ancora non risolto della valutazione del fastidio accettata dalla comunità scientifica
Bibliografia
File audio

Scrivi la tua recensione
Stai recensendo:La percezione del rumore intrusivo nelle abitazioni - e-Book in formato pdf