La tutela dei soggetti disabili

Aggiornato fino alla circolare 34/E del 20 ottobre 2022 dell’Agenzia delle Entrate
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Disponibile

Autori A cura di Piero Bertolaso Brisotto e Giammatteo Rizzonelli

Pagine 328
Data pubblicazione Novembre 2022
Data ristampa
ISBN 8891659613
ean 9788891659613
Tipo Cartaceo
Sottotitolo Aggiornato fino alla circolare 34/E del 20 ottobre 2022 dell’Agenzia delle Entrate
Collana Tax & Legal
Editore Maggioli Editore
Dimensione 17x24
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  • Data di uscita 30/11/2022

Autori A cura di Piero Bertolaso Brisotto e Giammatteo Rizzonelli

Pagine 328
Data pubblicazione Novembre 2022
Data ristampa
ISBN 8891659613
ean 9788891659613
Tipo Cartaceo
Sottotitolo Aggiornato fino alla circolare 34/E del 20 ottobre 2022 dell’Agenzia delle Entrate
Collana Tax & Legal
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L’opera, con taglio eminentemente pratico, si propone come valido supporto ai familiari e ai professionisti che si occupano dell’assistenza e della tutela di un soggetto disabile.

Il testo offre soluzioni operative, allegando laddove possibile lo strumento, sia esso rappresentato dall’istanza per la nomina dell’amministratore di sostegno, dal ricorso in sede giurisdizionale per l’accertamento tecnico preventivo in materia previdenziale, o infine e per quanto occorra, dall’atto istitutivo di un trust ex lege 112/2016.

Ragioni di ordine sistematico hanno inoltre suggerito di analizzare le problematiche dell’inserimento nel mondo del lavoro dei soggetti svantaggiati, dando spazio all’esperienza di alcune cooperative sociali, impegnate quotidianamente nel perseguire l’inclusione sociale, valorizzando l’importanza di “fare rete”, tra istituzioni, famiglie ed enti del Terzo settore.

La parte finale del testo è integralmente dedicata agli strumenti con cui il legislatore ha inteso favorire la costituzione di patrimoni separati nel “Dopo di Noi”, analizzando non solo le agevolazioni fiscali, all’uopo previste, ma ponendo in risalto le difficoltà operative che ha incontrato la legge 112/2016.

Il volume fornisce non solo un utile supporto redazionale per gli atti esaminati nel testo ma, individuando i limiti propri dei negozi su base individuale, enfatizza la centralità
assunta dall’aspetto assistenziale, proponendo il ricorso al “trust collettivo”, declinato in un’ottica mutualistica, per superare i suddetti limiti, e al contempo per rafforzare l’importanza assunta dal progetto di vita che verrebbe così monitorato e garantito dalle competenze dell’Ente assistenziale.

Marco Avanza, Paola Baldini, Fernando Bellelli, Piero Bertolaso Brisotto, Marta Bregolato, Daniele Corrado, Michele Falzone, Nabila Grisa, Marilena Hyeraci, Alessandro Jacobi, Nicola Pietrantoni, Giammatteo Rizzonelli

I diritti d'autore e una parte del ricavato ottenuto dalla vendita di questo libro verranno devoluti ad associazioni di volontariato che operano per il sostegno dei soggetti disabili e delle loro famiglie.

› Aspetti civilistici
› Aspetti fiscali
› Aspetti giuslavoristici
› Soluzioni operative

CONTENUTI AGGIUNTIVI ONLINE
› Ricorso per la nomina di amministratore di sostegno › Dichiarazione di assenso alla nomina di un amministratore di sostegno › Decreto di fissazione d’udienza per l’audizione del beneficiario › Decreto di nomina di amministratore di sostegno › Relazione e rendiconto annuale › Tribunale di Roma IX Sezione civile Ufficio del giudice tutelare › Interpello n. 956-752/2018 › Atto istitutivo di trust ex lege 112/2016 con disposizione di beni in trust › Costituzione di vincolo ai sensi dell'art. 2645-ter del codice civile e della legge 112 del 2016.

PARTE I - L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

1. L’amministrazione di sostegno in vista del Dopo di noi

1. Dalla legge sul “Dopo di noi” alla legge delega in materia di disabilità

1.1. La legge 22 giugno 2016, n. 112 (c.d. legge sul “Dopo di noi”)

1.2. La legge 22 dicembre 2021, n. 227 (c.d. Legge quadro sulla disabilità)

2. L’amministrazione di sostegno come misura di salvaguardia della capacità e dell’autodeterminazione del soggetto debole

3. La designazione dell’amministratore di sostegno in vista del “Dopo di noi”

4. Il procedimento per la nomina dell’amministratore di sostegno

4.1. Presupposti

4.2. Legittimazione processuale

4.3. La difesa tecnica

4.4. Il ricorso introduttivo e la documentazione da allegare

4.5. L’udienza di comparizione e l’audizione del beneficiario

4.6. I costi della procedura

5. Il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno

6. Effetti dell’amministrazione di sostegno: capacità del beneficiario e atti per­sonalissimi

7. Doveri e poteri dell’amministratore di sostegno

8. La gestione del patrimonio. Focus sulla costituzione dei trust “autodestinati”  

9. Le condotte penalmente rilevanti poste in essere dall’amministratore di sostegno

2. La sfera dei dati personali: modalità di trattamento e individuazione delle condotte penalmente rilevanti

1. Il trattamento dei dati personali da parte dell’amministratore di sostegno  

1.1. Premessa  

1.2. Inquadramento generale della disciplina in materia di protezione dei dati personali  

1.2.1. Definizioni  

1.2.2. Principi  

1.2.3. Liceità del trattamento  

1.2.4. Informativa agli interessati  

1.2.5. Diritti degli interessati  

1.2.6. Modalità di trattamento  

1.2.7. Il trattamento di categorie particolari di dati  

1.2.8. Il trattamento di dati giudiziari  

1.3. Ambiti applicativi della disciplina sulla protezione dei dati personali all’amministratore di sostegno  

1.4. Temi aperti  

2. Il diritto all’identità digitale (Spid) del soggetto beneficiario dell’amministra­zione di sostegno  

2.1. Il sistema pubblico di identità digitale (Spid)

2.2. La lacuna normativa per il rilascio dello Spid a minori e persone sottoposte a misure di protezione giuridica: il caso  

2.3. Il nuovo Sistema di Gestione Deleghe (S.G.D.)

2.4. Le Linee guida per la fruizione dello Spid da parte dei minori  

3. Utilizzo di internet, social network e degli strumenti telematici da parte del beneficiario: i rischi penali e il ruolo dell’amministratore di sostegno   

3.1. Il ruolo dell’amministratore di sostegno nella gestione degli strumenti in­formatici e telematici, in particolare dei social network, in uso al beneficia­rio della misura  

3.2. I singoli reati: una sintetica panoramica  

3.3. L’intervento dell’amministratore di sostegno nell’eventualità di reati com­messi con lo strumento informatico e/o telematico che coinvolgono il be­neficiario della misura

PARTE II - ACCERTAMENTO DELL’INVALIDITÀ E IL RICORSO, IN SEDE GIURISDIZIONALE, PER L’ACCERTAMENTO TECNICO PREVENTIVO

3. Procedimenti amministrativi e giudiziali per l’accesso ai trattamenti eco­nomici di invalidità  

1. I trattamenti economici di invalidità  

2. Il procedimento amministrativo  

3. Il procedimento giudiziale

4. Dopo il procedimento giudiziale  

ALLEGATO 1 – Modello di ricorso per accertamento tecnico preventivo in materia previdenziale  

PARTE III - L’INSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO DEI SOGGETTI SVANTAGGIATI, RICOGNIZIONE NORMATIVA ED ESPERIENZE OPERATIVE

4. Il collocamento mirato  

1. Il collocamento mirato – Definizione

2. Il collocamento mirato oggi

3. Il collocamento mirato visto dalla parte dei lavoratori e delle aziende: punti di forza e criticità  

4. Figure di supporto  

5. Collocamento mirato e tecnologie digitali  

6. Gli accomodamenti ragionevoli  

7. Recenti interventi normativi  

8. Nuove figure introdotte dal decreto ministeriale: il responsabile dell’inserimento  

9. Alternativa all’assunzione diretta in azienda in presenza di requisiti che ren­dono obbligatorio il collocamento mirato  

10. I processi di accompagnamento al lavoro  

11. Sospensione o esonero per le aziende dall’obbligo di attuazione del colloca­mento mirato  

12. Sanzioni in caso di mancato rispetto del collocamento mirato  

13. PNRR - nuove opportunità per l’inserimento dei disabili nelle P.A.

14. La Banca dati del collocamento mirato  

15. Il Modello Red  

Bibliografia  

5. L’inserimento lavorativo nell’esperienza di BES cooperativa: reti, coo­perazione, formazione, best practices

Premessa  

1. Situazione in Italia  

2. Stakeholders, reti e strumenti nel processo di inserimento lavorativo delle persone disabili  

2.1. I soggetti  

2.2. Le reti territoriali: vantaggi e opportunità  

2.3. La procedura di accesso al collocamento mirato  

2.4. Le tutele del sistema e nel rapporto di lavoro  

3. Le convenzioni e la cooperazione sociale  

3.1. Le convenzioni  

3.2. La cooperazione sociale  

4. Il ruolo centrale della formazione  

4.1. Formazione verso il lavoratore  

4.2. Formazione verso gli operatori  

4.3. Formazione verso le aziende e i colleghi  

4.4. Autismo e lavoro  

5. Best practices  

5.1. Job Station  

5.2. PizzAut - Nutriamo l’inclusione  

5.3. Il Tortellante  

5.4. Locanda alla Mano  

5.5. Oltre l’autismo - Cooperativa San Giuseppe  

5.6. oloriamo l’invisibile - Fondazione Adecco per le Pari Opportunità  

6. I progetti di BES Cooperativa sociale  

6.1. Per non dimenticare  

6.2. Cittadella degli Archivi  

7. Conclusioni: le prossime sfide  

Bibliografia  

6. L’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati con il metodo dell’agri­cura®: analisi dell’esperienza di Terra Mia Geminiana società agricola cooperativa sociale (TMG)  

1. Introduzione  

2. Il quadro legislativo per l’inserimento lavorativo di persone in condizioni di svantaggio  

3. L’agricoltura sociale  

4. Terra Mia Geminiana Società Agricola Cooperativa Sociale di tipo B (TMG): una “fotografia” della genesi e dello svolgimento di alcune delle sue attività principali  

5. Le tipologie dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati messa in campo da TMG  

6. Conclusioni e prospettive di sviluppo  

PARTE IV - STRUMENTI FINALIZZATI A CREARE UN PATRIMONIO SEPARATO NELLA LEGGE SUL “DOPO DI NOI”, ASPETTI GIURIDICI E FISCALI

7. Istituti potenzialmente idonei a destinare un patrimonio alla cura ed all’assi­stenza di soggetti disabili   

1. Premessa

2. Trust  

2.1. Caratteristiche generali  

2.2. Estrema duttilità  

2.3. Segregazione patrimoniale  

2.4. Modificabilità  

2.5. Eliminazione dei potenziali conflitti di interesse  

2.6. Realizzazione di un programma la cui attuazione prescinde dalla sopravvi­venza dei soggetti coinvolti  

2.7. Tutela di tutta la famiglia

2.8. Possibilità di scegliere la destinazione finali dei beni conferiti  

2.9. Possibilità di gestire il patrimonio conferito in maniera dinamica  

2.10. Possibilità di reagire prontamente in caso di inadempimento di uno dei sog­getti a cui sono affidare la cura e l’assistenza del soggetto disabile  

2.11. Il trust e la legge 112/2016  

3. Il contratto di affidamento fiduciario  

3.1. Il contratto di affidamento fiduciario e la legge 112/2016  

4. Vincolo di destinazione ex art. 2645 ter c.c.

5. Donazione modale  

6. Testamento con onere  

7. Sostituzione fedecommissaria  

8. Conclusione  

8. Le agevolazioni fiscali relative a trust, vincoli di destinazione ex art. 2645-ter c.c. e contratti di affidamento fiduciario, nella legge sul “Dopo di noi”: analisi comparativa dei vantaggi, ai fini delle imposte indirette, rispetto al regime ordinario, e inquadramento ai fini delle II.DD.  

1. Premessa  

2. La tassazione, ai fini delle imposte indirette, dei beni e diritti conferiti in trust  

2.1. Le imposte di successione e donazione. Modalità di tassazione, secondo l’Agenzia delle Entrate e la giurisprudenza di vertice, relativamente agli atti a titolo gratuito e alla costituzione dei vincoli di destinazione  

2.1.1. Adeguamento dell’AdE agli orientamenti giurisprudenziali esposti conseguente superamento delle indicazioni sul punto contenute nei prece­denti documenti di prassi: centralità del momento di effettivo trasferimento di ricchezza

3. Il contratto di affidamento fiduciario e il trust, equiparazione del regime fisca­le e diversità strutturali  

3.1. Le altre imposte indirette: ipotecarie, catastali e registro  

4. Le agevolazioni fiscali riconosciute dal legislatore, nella legge sul “Dopo di noi” in tema di imposta di successione e donazione  

5. La fiscalità diretta: il trust a tutela di soggetti disabili  

6. La fiscalità diretta: fondi speciali disciplinati da contratti di affidamento fidu­ciario, tutela di soggetti disabili  

7. Indirizzi interpretativi dell’Agenzia delle Entrate in tema di trust “autodichia­rato”, nonché della possibile applicazione della legge sul “Dopo di noi” agli atti mortis causa  

7.1. Legge sul “Dopo di noi” circ. 34/E/2022 e consolidamento di orientamenti ampiamente espressi in precedenti risposte, da parte dell’AdE  

8. Trust, disciplina degli ETS e preclusioni all’iscrizione al RUNTS: “inesisten­za della soggettività giuridica”

9. Conclusioni  

9. Istituzione di un trust ex lege 112/2016, a favore di soggetto disabile: un esempio di tecnica redazionale  

1. Gli elementi strutturali del trust  

1.1. Le parti  

2. Il ruolo delle premesse, evidenza della causa e delle finalità  

2.1. L’istituzione del trust, per atto pubblico, e controllo di legalità (art. 6, co. 3, lett. a), l. 112/2016)

2.2. L’esclusivo beneficiario deve essere qualificato tra le “persone con disabi­lità grave” (art. 6, co. 2, l. 112/2016)

2.3. I beni e diritti conferiti nel trust devono essere utilizzati e asserviti esclusi­vamente al perseguimento delle finalità assistenziali dichiarate  

2.4. La legge regolatrice del trust

3. Le ulteriori stringenti condizioni la cui presenza è espressamente richiesta dal legislatore, nell’atto istitutivo, per l’ottenimento delle esenzioni e delle agevolazioni, rappresentate nell’atto istitutivo di trust  

3.1. L’atto istitutivo identifichi in maniera chiara e univoca i soggetti coinvolti e i rispettivi ruoli; descriva la funzionalità e i bisogni specifici delle persone con disabilità grave; indichi le attività assistenziali necessarie (art. 6, co. 3, lett. b), l. 112/2016)

3.2. L’atto istitutivo individui chiaramente e specificamente gli obblighi del tru­stee, con riguardo al progetto di vita e agli obiettivi di benessere che lo stesso deve promuovere in favore delle persone con disabilità grave, oltre agli obblighi ed alle modalità di rendicontazione  

3.3. L’atto istitutivo individui il soggetto preposto al controllo delle obbliga­zioni del trustee. Tale soggetto, il guardiano, deve essere individuabile per tutta la durata del negozio (art. 6, co. 3, lett. f), l. 112/2016)

3.4. L’atto istitutivo stabilisca il termine finale della durata del trust nella data della morte della persona con disabilità grave (art. 6, co. 3, lett. g), l. 112/2016)

3.5. L’atto istitutivo stabilisca la destinazione del patrimonio residuo (art. 6, co. 3, lett. h), l. 112/2016)

Conclusioni

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