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Le verifiche fiscali sulle associazioni sportive dilettantistiche (ASD)

Le verifiche fiscali sulle associazioni sportive dilettantistiche (ASD)

Autori Piero Bertolaso Brisotto
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 17x24
Pagine 142
Pubblicazione Settembre 2020 (II Edizione)
ISBN / EAN 8891644527 / 9788891644527
Collana Professionisti & Imprese

 Responsabilità e strategie difensive

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La seconda edizione dell’opera, in continuità con la precedente, individua le possibili strategie difensive, a fronte dei rilievi generalmente mossi dagli Uffici finanziari nei confronti delle ASD e delle società sponsor.

Il testo cerca di evidenziare inoltre i profili di rischio connessi a determinate condotte, sia dello sponsor che dello sponsee, enfatizzando il ruolo assunto dalla due diligence fiscale, per monitorare e circoscrivere situazioni stigmatizzabili, in caso di accertamento.

L’Autore ha così voluto proporre una matrice di rischiosità, alla luce dei principi di diritto formulati dalla giurisprudenza tributaria, per consentire una valutazione, già ex ante, prima dell’avvio di una eventuale verifica fiscale, delle possibili contestazioni che da quest’ultima potrebbero derivare sia all’ASD, sia all’impresa sponsor.

In quest’ottica i casi riportati vanno analizzati come un momento di confronto non solo per chi è chiamato ad assumere il ruolo di difensore nel processo tributario, ma anche per il semplice contribuente che voglia comprendere se il suo comportamento potrebbe dar adito a possibili contestazioni da parte degli Uffici finanziari.

In questa prospettiva, rispetto all’edizione precedente si è posta particolare attenzione ai profili di responsabilità, connessi alle figure poste in posizione apicale nell’ente non commerciale che abbiano agito in nome e per conto di quest’ultimo, a volte, senza conoscere appieno, all’atto di assunzione della carica, possibili implicazioni e riverberi sul proprio compendio patrimoniale, qualora vengano formalizzate delle contestazioni nei confronti dell’ente, da parte di eventuali creditori di quest’ultimo.

Giova rilevare che il D.L. n. 124/2019, convertito, con modificazioni, dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157, ha inasprito le pene comminabili, prevedendo in relazione ai reati dichiarativi l’inserimento della c.d. confisca “allargata” o per sproporzione.

Piero Bertolaso Brisotto
Dottore commercialista, si occupa essenzialmente di contenzioso tributario, assistendo il contribuente sia nella fase istruttoria, rapportandosi con gli Uffici finanziari, sia in sede giurisdizionale avanti le commissioni tributarie; rende consulenza e pareri in materia tributaria, anche in qualità di consulente tecnico nell’ambito dei procedimenti penal-tributari.

1 Associazioni sportive dilettantistiche: quadro normativo di riferimento e riforma del Terzo settore

1.1 Inquadramento civilistico, ex artt. 36 e ss. c.c., e cogenti responsabilità per­sonali e solidali di chi abbia agito in nome e per conto dell’associazione non riconosciuta

1.2 Normativa fiscale di vantaggio: la ratio della specifica disciplina fiscale dedica­ta alle associazioni sportive dilettantistiche

1.3 Requisiti soggettivi e oggettivi per beneficiare delle agevolazioni fiscali: le di­sposizioni per l’attività sportiva dilettantistica ex art. 90, L. 27 dicembre 2002, n. 289. Individuazione degli adempimenti e presupposti connessi, al fine di evitare possibili contestazioni, in fase di verifica fiscale

1.4 Arbitraggi fiscali e responsabilità penale, in presenza di reati fiscali, per i ver­tici dell’associazione, connessi a un uso improprio della L. 398/1991: l’ina­sprimento delle pene, collegate a condotte penalmente rilevanti, alla luce del D.L. 124/2019 convertito, con modificazioni, dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157 e l’inserimento nel corpus normativo del D.Lgs. 74/2000 della c.d. “confisca allargata” o per sproporzione. La confisca quale istituto giuridico dalla natura “multiforme”

1.4.1 I rilievi dell’Ufficio finanziario nei confronti dello sponsor

1.5 Il regime fiscale specifico previsto dal Codice del Terzo settore per gli enti del Terzo settore, in tema di imposte sui redditi (artt. da 79 a 86): il regime opzio­nale forfetario e il criterio della “prevalenza” quale criterio di demarcazione tra enti commerciali ed enti non commerciali e le agevolazioni fiscali perse dalle ASD che divengono ETS

1.5.1 Gli elementi che concorrono nel calcolo di convenienza: ASD o ETS? Profili di valutazione

1.5.2 Proventi per sponsorizzazioni nell’ente sportivo dilettantistico che si qualifica come ETS 

1.6 L’estinzione dell’associazione sportiva dilettantistica. Temi di attualità e con­clusioni

2 Associazione sportiva dilettantistica, verifiche fiscali e rilievi in merito alla presunta commercialità: le condotte dell’ente, considerata la fiscali­tà di vantaggio, sono conformi, indipendentemente dalla sussistenza dei requisiti formali, all’effettivo svolgimento di attività senza fine di lucro? Importanza dell’analisi “introspettiva”, realizzata attraverso la due dili­gence fiscale, alla luce dei principi di diritto enunciati dalla giurispruden­za di legittimità

2.1 Gli indicatori da tenere sotto controllo nell’ASD che potrebbero individuare, per il Fisco, l’esistenza di un’attività commerciale “occulta”: un’elencazione dei fattori di criticità. La matrice di valutazione del rischio (ai fini del discono­scimento della qualifica di ente non commerciale)

2.2 Compimento di atti di gestione nell’associazione non riconosciuta. Il ruolo del legale rappresentante

2.3 La responsabilità per debiti tributari contratti dall’ASD, da parte di coloro che hanno agito in nome e per conto dell’ente, quali coobbligati solidali, tanto per le sanzioni pecuniarie quanto per il tributo non corrisposto, e i tentativi talvolta posti in essere da questi ultimi per sottrarsi a dette responsabilità, ricorrendo agli strumenti tipici di tutela del patrimonio (trust o fondo patrimoniale): qua­lificazione delle condotte penalmente rilevanti e analisi dei casi affrontati dalla giurisprudenza di vertice

2.4 Democraticità e correlazione tra costi dell’ente e corrispettivi percepiti dagli associati: principi cardine di salvaguardia, per evitare il disconoscimento della qualifica di ente non commerciale. Il panorama giurisprudenziale

2.5 Conclusioni, “analisi introspettiva” e due diligence fiscale

3 L’attività di sponsorizzazione, ruolo dell’ASD-sponsee e fattori di criti­cità nel rapporto con lo sponsor-impresa, alla luce della disciplina fiscale prevista per la deducibilità del costo in capo a quest’ultimo e dei principi di diritto elaborati dalla giurisprudenza di vertice

3.1 Sponsorizzazione, effettività e onere della prova 

3.2 Il contratto di sponsorizzazione, strumento pubblicitario indiretto volto a pro­muovere l’immagine dello sponsor e solo indirettamente i suoi prodotti. L’im­portanza della corretta qualificazione giuridica e della formalizzazione degli accordi, su base contrattuale

3.3 Il regime fiscale delle sponsorizzazioni di importo fino ad euro 200.000

3.4 Regime di imputazione a bilancio delle spese di sponsorizzazione 

3.5 La check list dei requisiti che deve caratterizzare il corretto dispiegarsi del rap­porto sponsor-sponsee alla luce della prassi e della giurisprudenza di legittimi­tà: la vexata quaestio dell’inerenza

3.6 L’inerenza nella disciplina delle II.DD. non troverebbe fondamento nell’art. 109, co. 5 TUIR ma discenderebbe dal concetto aziendalistico di reddito

3.6.1 L’orientamento della Cassazione, in tema di inerenza, ai fini delle im­poste dirette e dell’IVA

3.6.2 Presunzione assoluta della natura di spesa pubblicitaria anche ai fini dell’inerenza

3.7 Gli aspetti di carattere sostanziale da considerare, ex ante, dallo sponsor per evitare possibili contestazioni, ex post, dall’Amministrazione finanziaria, in fase di verifica fiscale

3.8 Obbligatorietà (limitata) del contraddittorio preaccertativo, ex art. 5-ter D.Lgs. 218/1997, a far data dal 1° luglio 2020: la parabola dell’istituto e la ridotta casi­stica delle cause di invalidità dell’avviso di accertamento, emesso dall’Ufficio finanziario, non preceduto dall’invito a comparire. Sintesi delle norme e della giurisprudenza di legittimità 

3.9 “Decreto Rilancio” e cessione dei crediti d’imposta, astrattamente qualificabili come “non spettanti” o “inesistenti”: profili meritevoli di approfondimento

4 Casi pratici: rilievi fiscali e correlate strategie difensive

4.1 L’attività difensiva in sede giurisdizionale

4.2 Illegittimità dell’atto impugnato, per carenza di motivazione, in relazione all’obbligo, gravante sull’Agenzia delle entrate, di tener conto e valutare le memorie difensive prodotte dal contribuente in replica al pvc notificatogli: vio­lazione degli artt. 7 e 12, comma 7, L. n. 212/2000 nonché degli artt. 42 del D.P.R. 600/1973, 56 del D.P.R. 633/1972 e 2727 c.c. 

4.3 Illegittimità dell’accertamento laddove nega arbitrariamente la qualifica di ente non commerciale, sussistenza dei requisiti di meritevolezza e ai fini dell’acces­so alla specifica normativa fiscale: violazione degli artt. 143, co. 1, 148 TUIR e 4 D.P.R. 633/1972 e difetto di prova

4.4 Violazione e falsa applicazione dell’art. 38 c.c.

4.5 Illegittimità dell’atto impugnato per difetto di motivazione in relazione all’ob­bligo, gravante sull’Agenzia delle entrate, di tener conto e valutare le memo­rie difensive prodotte dal contribuente in replica al pvc notificatogli: violazio­ne degli artt. 7 e 12, comma 7, L. n. 212/2000 nonché dell’art. 56 del D.P.R. 633/1972 

4.6 Arbitraria riqualificazione delle erogazioni volontarie/finanziamenti, quali “prestazioni pubblicitarie” e dunque illegittima applicazione degli artt. 4, co. 4, 74, co. 6, D.P.R. 633/72 e 2, co. 3, L. 398/1991: assoluto difetto di prova e violazione dell’art. 2697 c.c., totale assenza dei presupposti ai fini dell’applica­zione dell’IVA

4.7 Illegittimità dell’atto per violazione e falsa applicazione delle norme recate dai commi 1 e 2 dell’art. 42, del D.P.R. n. 600/1973 e dell’art. 56 del D.P.R. n. 633/1972

4.8 Illegittimità dell’avviso di accertamento per violazione dello statuto del contri­buente, ex artt. 10 e 12, co. 7, L. 212/2000, nonché violazione dell’art. 90, co. 8, L. 27 dicembre 2002, n. 289

4.9 Errata interpretazione del concetto di inerenza 

Conclusioni  


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