Orizzonti del progetto/Esperienze di architettura

 
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Autori Barbara Coppetti

Autori Barbara Coppetti
Data pubblicazione Ottobre 2017
ISBN 8891624857
ean 9788891624857
Tipo Cartaceo
Collana Politecnica
Editore Maggioli Editore
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Autori Barbara Coppetti

Autori Barbara Coppetti
Data pubblicazione Ottobre 2017
ISBN 8891624857
ean 9788891624857
Tipo Cartaceo
Collana Politecnica
Editore Maggioli Editore

La città oggi ci si presenta come una realtà frammentata e spezzata, incompleta per la sua stessa ragione di essere, discontinua in quanto forma, e altrettanto avverrà all’architettura che farà del collage il suo meccanismo di compo­sizione preferito, come se, ammettendo che la composizione sia sempre necessaria, potessimo essere più indulgenti con l’aleatorietà del dadai­smo che con la disciplina formale del cubismo. 
-After Modern Architecture
La conoscenza del tipo specifico di oggetto che gli architetti producono è la pietra angolare di un’educazione architettonica. Vorrei trasmet­tere agli studenti di architettura che essere coscienti della specificità in architettura in ter­mini di luogo, durata, materiali e processi di produzione significa attribuire il dovuto rispet­to alla nostra amata professione.
- Sul luogo, tempo e specificità in architettura
Rafael Moneo, in L’altra modernità. Conside­razioni sul futuro dell’architettura, Christian Marinotti 2014


Barbara Coppetti
, architetto PhD, è Ricerca­tore in Progettazione architettonica e urbana presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani della Scuola AUIC – Architettura Urba­nistica e Ingegneria delle Costruzioni del Poli­tecnico di Milano. La sua ricerca si occupa di progetto di architettura e disegno dello spazio aperto entro un quadro critico delle implica­zioni storiche e sociali. Ha coordinato il pro­getto di didattica e ricerca Ri-formare Milano, è curatrice di diverse mostre e responsabile scientifico della ricerca Industria nel Parco. Architettura Energia Paesaggio. Ha parteci­pato a programmi di ricerca PRIN tra cui Re-Cycle Italy. Dopo la monografia, Muovere la Terra. Le discrete tracce dell’architettura ipo­gea, ha curato la pubblicazione di volumi col­lettanei, Ri-formare Milano. Progetti per aree ed edifici in stato di abbandono, Fabbrica e Natura. Il caso di Nera Montoro tra energia e paesaggio, e pubblicato numerosi saggi e articoli sui temi dell’architettura nei paesaggi contemporanei, in libri e riviste di settore.
Luigi Spinelli (Milano, 1958) è Professore Asso­ciato in Progettazione architettonica (SSD 08/D1) presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani DAStU del Politecnico di Milano. Membro del collegio docenti del Dottorato PAUI dello stesso dipartimento, è Coordinatore del Corso di Studio in Architectural Design and Hi­story della Scuola AUIC presso il Polo territoriale di Mantova. Dal 1986 al 2013 è stato redattore della rivista Domus. Dal 2010 è membro della redazione scientifica della rivista Territorio. Tra le principali monografie: Sede dell’A.M.I.LA. a Tremezzo, Sagep, 1994; José Antonio Coderch. La cellula e la luce, Testo & Immagine, 2003; Paolo Soleri. Paesaggi tridimensionali, Marsilio, 2006; I luoghi di Franco Albini. Itinerari di archi­tettura, Triennale Electa, 2006; Brasilia. Un’u­topia realizzata. 1960-2010, Triennale Electa, 2010; Gli spazi in sequenza di Luigi Moretti, Let­teraVentidue, 2012.


Il volume si occupa, assieme ai due che seguiranno, del processo di defi­nizione della forma nella progettazione architettonica. Tre lavori temati­camente connessi che costituiscono ciascuno la parte di un insieme arti­colato. Il primo ha l’obiettivo di fermare i temi alla base della tradizione disciplinare, partendo dal ruolo del tipo in architettura e proseguendo attraverso diverse possibilità di lettura dei caratteri architettonici degli edifici: mediante categorie relazionali o, all’opposto, per singoli elementi estratti dall’insieme architettonico.
Uno sguardo aperto che riconosce nella narrazione introdotta da Luigi Spi­nelli sull’architettura della città nella Milano del XX secolo, il valore dell’i­dentità locale. L’edificio residenziale milanese degli anni ’30 e del secondo dopoguerra fino agli anni ’80, è l’oggetto delle letture perché è esemplifica­tivo del passaggio tra Novecentismo e Razionalismo. Un’alternanza attuata non solo sulle regole compositive del tipo edilizio ma anche attraverso il rinnovamento del linguaggio e del rapporto con la strada urbana.
Orizzonti del progetto ed esperienze di architettura servono quindi simul­taneamente per avvicinarci alla pratica del mestiere sostenuta dalla teo­ria dell’architettura, per imparare come si fa, perché solo così incrociamo la regola oltre alla forma, che insieme diventano la traccia che ci insegna a comporre il progetto, le sue variazioni, i movimenti, gli artifici tecnici.

L’edificio residenziale milanese del ‘900
contributo di Luigi Spinelli

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