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Orizzonti del progetto/Esperienze di architettura

Orizzonti del progetto/Esperienze di architettura

Autori Barbara Coppetti
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Pubblicazione Novembre 2017 (I Edizione)
ISBN / EAN 8891624857 / 9788891624857
Collana Politecnica

L’edificio residenziale milanese del ‘900
contributo di Luigi Spinelli

Prezzo Online:

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11,05 €

La città oggi ci si presenta come una realtà frammentata e spezzata, incompleta per la sua stessa ragione di essere, discontinua in quanto forma, e altrettanto avverrà all’architettura che farà del collage il suo meccanismo di compo­sizione preferito, come se, ammettendo che la composizione sia sempre necessaria, potessimo essere più indulgenti con l’aleatorietà del dadai­smo che con la disciplina formale del cubismo. 
-After Modern Architecture
La conoscenza del tipo specifico di oggetto che gli architetti producono è la pietra angolare di un’educazione architettonica. Vorrei trasmet­tere agli studenti di architettura che essere coscienti della specificità in architettura in ter­mini di luogo, durata, materiali e processi di produzione significa attribuire il dovuto rispet­to alla nostra amata professione.
- Sul luogo, tempo e specificità in architettura
Rafael Moneo, in L’altra modernità. Conside­razioni sul futuro dell’architettura, Christian Marinotti 2014


Barbara Coppetti
, architetto PhD, è Ricerca­tore in Progettazione architettonica e urbana presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani della Scuola AUIC – Architettura Urba­nistica e Ingegneria delle Costruzioni del Poli­tecnico di Milano. La sua ricerca si occupa di progetto di architettura e disegno dello spazio aperto entro un quadro critico delle implica­zioni storiche e sociali. Ha coordinato il pro­getto di didattica e ricerca Ri-formare Milano, è curatrice di diverse mostre e responsabile scientifico della ricerca Industria nel Parco. Architettura Energia Paesaggio. Ha parteci­pato a programmi di ricerca PRIN tra cui Re-Cycle Italy. Dopo la monografia, Muovere la Terra. Le discrete tracce dell’architettura ipo­gea, ha curato la pubblicazione di volumi col­lettanei, Ri-formare Milano. Progetti per aree ed edifici in stato di abbandono, Fabbrica e Natura. Il caso di Nera Montoro tra energia e paesaggio, e pubblicato numerosi saggi e articoli sui temi dell’architettura nei paesaggi contemporanei, in libri e riviste di settore.
Luigi Spinelli (Milano, 1958) è Professore Asso­ciato in Progettazione architettonica (SSD 08/D1) presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani DAStU del Politecnico di Milano. Membro del collegio docenti del Dottorato PAUI dello stesso dipartimento, è Coordinatore del Corso di Studio in Architectural Design and Hi­story della Scuola AUIC presso il Polo territoriale di Mantova. Dal 1986 al 2013 è stato redattore della rivista Domus. Dal 2010 è membro della redazione scientifica della rivista Territorio. Tra le principali monografie: Sede dell’A.M.I.LA. a Tremezzo, Sagep, 1994; José Antonio Coderch. La cellula e la luce, Testo & Immagine, 2003; Paolo Soleri. Paesaggi tridimensionali, Marsilio, 2006; I luoghi di Franco Albini. Itinerari di archi­tettura, Triennale Electa, 2006; Brasilia. Un’u­topia realizzata. 1960-2010, Triennale Electa, 2010; Gli spazi in sequenza di Luigi Moretti, Let­teraVentidue, 2012.


Il volume si occupa, assieme ai due che seguiranno, del processo di defi­nizione della forma nella progettazione architettonica. Tre lavori temati­camente connessi che costituiscono ciascuno la parte di un insieme arti­colato. Il primo ha l’obiettivo di fermare i temi alla base della tradizione disciplinare, partendo dal ruolo del tipo in architettura e proseguendo attraverso diverse possibilità di lettura dei caratteri architettonici degli edifici: mediante categorie relazionali o, all’opposto, per singoli elementi estratti dall’insieme architettonico.
Uno sguardo aperto che riconosce nella narrazione introdotta da Luigi Spi­nelli sull’architettura della città nella Milano del XX secolo, il valore dell’i­dentità locale. L’edificio residenziale milanese degli anni ’30 e del secondo dopoguerra fino agli anni ’80, è l’oggetto delle letture perché è esemplifica­tivo del passaggio tra Novecentismo e Razionalismo. Un’alternanza attuata non solo sulle regole compositive del tipo edilizio ma anche attraverso il rinnovamento del linguaggio e del rapporto con la strada urbana.
Orizzonti del progetto ed esperienze di architettura servono quindi simul­taneamente per avvicinarci alla pratica del mestiere sostenuta dalla teo­ria dell’architettura, per imparare come si fa, perché solo così incrociamo la regola oltre alla forma, che insieme diventano la traccia che ci insegna a comporre il progetto, le sue variazioni, i movimenti, gli artifici tecnici.


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