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Cartaceo + iLibro

Polizia mortuaria

La gestione amministrativa del decesso

di Lorella Capezzali, Isabella Testa, Sabrina Visentini

ISBN 8891668738
Data pubblicazione Settembre 2026
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98,00 €
Disponibile
  • Spedizione in 48h

  • Paga alla consegna senza costi

La morte non è solo un evento naturale, ma un fatto giuridico che produce conseguenze sull’intero ordinamento. La sua gestione quotidiana richiede sinergia tra competenza tecnica, precisione procedurale e profondo rispetto per la dignità della persona.
Ogni giorno i Comuni, gli Ufficiali di Stato Civile, le imprese di onoranze funebri, le strutture sanitarie e i gestori dei servizi cimiteriali sono chiamati ad applicare un quadro normativo nazionale e regionale articolato e in costante trasformazione, dovendo bilanciare la massima correttezza amministrativa con la necessaria sensibilità verso le famiglie.
L’opera offre una trattazione organica dell’intero ciclo di gestione del decesso, guidando il lettore dagli adempimenti di stato civile al trasporto funebre, alla cremazione, fino alle complesse operazioni cimiteriali.
Il volume affronta anche le tematiche più attuali legate alle volontà di disposizione del corpo in vita e post mortem, come le DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento), la donazione del corpo alla scienza e i profili procedurali connessi al suicidio assistito, fino alla delicata gestione delle spoglie mortali delle vittime di omicidio.
Il testo adotta un approccio estremamente concreto che unisce l’approfondimento giuridico all’esperienza sul campo: norme, procedure, analisi di casi reali e indicazioni operative offrono risposte chiare e soluzioni immediatamente applicabili per affrontare ogni criticità procedurale.
La crescente complessità della materia richiede oggi più che mai una visione condivisa e un linguaggio operativo comune tra pubbliche amministrazioni e soggetti privati. Per questo motivo il volume si rivolge non solo agli enti locali e agli organi di vigilanza, ma anche alle imprese funebri, ai gestori dei servizi cimiteriali e a tutti i professionisti che accompagnano le famiglie in un momento fondamentale della vita.
Un’opera concreta, aggiornata e autorevole per comprendere la normativa, prevenire errori che comporterebbero importanti responsabilità, guidare l’attività quotidiana degli operatori con consapevolezza, efficienza e valore professionale.

Lorella Capezzali
E.Q. con posizione organizzativa responsabile del settore demografico e cimiteriale del Comune di Bastia Umbra.
Isabella Testa
Funzionario servizi demografici e cimiteriali del Comune di Villa del Conte.
Sabrina Visentini
Già Coordinatrice servizi demografici e polizia mortuaria del Comune di Cavarzere.

• Atto di morte
• Trasporto e attività funebre
• Cremazione e destinazione delle ceneri
• Volontà di disposizione del corpo
• Gestione del cimitero

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Procedimenti di polizia mortuaria di L. Capezzali, I. Testa, S. Visentini

CONTENUTI AGGIUNTIVI
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• il collegamento diretto alla normativa (sempre aggiornata e in multivigenza), alla prassi e alla giurisprudenza citate nel testo

Pagine 792
Data pubblicazione Settembre 2026
ISBN 8891668738
ean 9788891668738
Tipologia prodotto Cartaceo + iLibro
Sottotitolo

La gestione amministrativa del decesso

Collana PEL - Servizi Demografici
Editore Maggioli Editore
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Pubblicazione 2026
Lorella Capezzali, Isabella Testa, Sabrina Visentini

Presentazione, di Renzo Calvigioni
Introduzione

PARTE I
LA GESTIONE AMMINISTRATIVA DEL DECESSO: PROCEDIMENTI DI STATO CIVILE E DI POLIZIA MORTUARIA
di Isabella Testa e Lorella Capezzali

Capitolo I - La formazione degli atti di stato civile
di Isabella Testa e Lorella Capezzali
1. Introduzione
2. Cenni storici della registrazione documentale degli eventi di stato civile
3. Le regole generali per la formazione degli atti di stato civile
4. Regole generali che disciplinano l’attività dell’ufficiale dello stato civile
4.1 L’istituto giuridico della delega di funzioni di stato civile
4.1.1 La delega nelle unioni dei comuni
4.2 Corsi di formazione ed Elenco degli ufficiali dello stato civile
4.3 L’accesso agli atti dello stato civile
4.3.1 Compiti degli ufficiali dello stato civile nei rapporti con le altre Pubbliche Amministrazioni
4.3.2 Compiti degli ufficiali dello stato civile nei rapporti con i privati
4.4 Incompatibilità
4.4.1 Le conseguenze dell’incompatibilità negli atti dello stato civile
4.4.2 Incompatibilità nella redazione degli atti di morte
4.5 L’ufficiale dello stato civile e il notaio: due pubblici ufficiali a confronto
4.6 Il rifiuto degli atti
4.6.1 Il rifiuto nella redazione degli atti di morte
4.6.1.1 Casi di rifiuto per incompetenza territoriale
5. Altri casi di esercizio delle funzioni: autorità consolari, comandanti e soggetti speciali
5.1 Autorità diplomatiche o consolari
5.1.1 La trascrizione degli atti di morte formati all’estero: casistiche e criticità operative
5.2 Altri casi di esercizio delle funzioni di ufficiale dello stato civile
5.2.1 Eventi di stato civile avvenuti durante la navigazione
5.2.2 La redazione e l’iscrizione degli atti di stato civile formati a bordo di navi
5.2.3 La trasmissione degli atti di stato civile redatti a bordo di navi
5.3 La registrazione dei decessi avvenuti a bordo di aeromobile
5.4 Le autorità militari responsabili del comando nelle zone di operazioni di guerra o di pace come ufficiali dello stato civile
5.5 La trascrizione degli atti e i processi verbali relativi a morti avvenute durante un viaggio marittimo, aereo o ferroviario e degli atti di morte compilati dagli ufficiali designati nelle zone di operazioni eseguite come forze di pace o di guerra
6. Il direttore sanitario con funzioni di ufficiale dello stato civile
6.1 Il ruolo del direttore sanitario nei procedimenti di nascita
6.2 L’avviso della morte: la funzione comunicativa del direttore sanitario
7. La circolazione internazionale degli atti di stato civile: principi e procedure (cenni)
7.1 L’ingresso degli atti stranieri nell’ordinamento italiano (cenni)
7.2 La legalizzazione degli atti formati all’estero: l’art. 21 del d.P.R. 396/2000 (cenni)
7.3 La traduzione degli atti esteri: l’art. 22 del d.P.R. 396/2000 (cenni)
7.4 Gli atti di morte provenienti dall’estero
8. Archivio nazionale di stato civile: genesi e attuazione
8.1 Introduzione storica
8.2 Dalla Riforma Bassanini all’Agenda digitale: la lunga strada verso l’ANSC
8.3 Dai registri dello stato civile cartacei all’Archivio Nazionale dello Stato Civile – ANSC
8.4 La suddivisione in Parti e Serie
8.4.1 Chiarimenti ministeriali e disciplina integrativa
8.5 Il formato cartaceo dei registri di stato civile
8.6 Dal cartaceo al digitale
9. ANPR e ANSC: i registri digitali della popolazione e dello stato civile
9.1 ANSC: il quadro normativo
9.2 ANSC: le circolari ministeriali e le linee guida operative
9.3 Continuità normativa tra cartaceo e digitale
10. La trasmissione telematica dei documenti da parte dei sanitari
10.1 L’Anagrafe Nazionale degli Assistiti (ANA)
10.2 La trasmissione telematica dei documenti sanitari di morte: il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 1° aprile 2025
10.2.1 Analisi degli articoli del decreto ministeriale
10.2.2 Conclusioni

Capitolo II - L’atto di morte
di Isabella Testa e Lorella Capezzali
1. La registrazione degli atti di morte: disciplina e adempimenti
1.1 Introduzione
1.2 Il morire come processo
1.3 L’evento morte
1.4 Definizione legale di morte
1.5 Fenomeni tanatologici
1.6 Dalla morte alla sepoltura: i primi adempimenti
1.7 Il tempo dell’ufficiale dello stato civile
1.8 Dalla morte come fatto naturale all’atto giuridico di morte
1.8.1 La conoscenza dell’evento morte da parte dell’ufficiale dello stato civile
2. La dichiarazione di morte
2.1 Nozione e fondamento normativo
2.2 Soggetti legittimati a rendere la dichiarazione
2.3 Dalla testimonianza alla dichiarazione: l’evoluzione della figura del dichiarante
2.3.1 Considerazioni
2.4 L’incaricato dell’agenzia funebre come soggetto dichiarante
2.5 Modalità di presentazione della dichiarazione
2.6 La formazione degli atti digitali di morte su base dichiarativa verbale richiede la presenza fisica del dichiarante
2.7 Casi in cui la dichiarazione di morte è ricevibile
2.8 Termine per la presentazione della dichiarazione
2.9 Casi particolari
2.10 Dichiarazione resa da persona che non conosce la lingua italiana
2.11 Dichiarazione resa da persona sorda, muta, non vedente o con impedimenti alla comunicazione
2.11.1 Considerazioni
2.12 L’iscrizione dell’atto di morte formato a seguito di dichiarazione
2.12.1 Conclusioni
2.13 La rubrica e il dispositivo nell’art. 72: unità formale e pluralità sostanziale
3. L’avviso di morte
3.1 Introduzione
3.2 Il presupposto oggettivo: il luogo del decesso
3.3 Qualsiasi altro stabilimento
3.4 Il decesso in istituto di prevenzione o di pena
3.5 La figura del direttore e del delegato
3.6 Il termine di trasmissione dell’avviso
3.7 La trasmissione dell’avviso: significato e modalità
3.8 Dalla PEC alla trasmissione strutturata: l’evoluzione del sistema
3.9 Il contenuto dell’avviso di morte
3.10 L’iscrizione dell’atto di morte formato a seguito di avviso
3.11 Conclusione: dall’avviso alla notizia
4. La notizia di morte
4.1 La formazione dell’atto di morte in presenza di accertamenti giudiziari
4.2 Quando la morte chiede una verifica
4.3 Dal rinvenimento del cadavere all’intervento dell’autorità giudiziaria
4.4 I soggetti dell’art. 77: il magistrato, l’ufficiale di polizia giudiziaria e il medico
4.4.1 Chi è l’interlocutore dell’ufficiale dello stato civile?
4.5 La comunicazione delle notizie all’ufficiale dello stato civile
4.6 Il ruolo dell’ufficiale dello stato civile nella costruzione di prassi collaborative
4.7 La formazione dell’atto di morte sulla base delle notizie ricevute
4.8 L’iscrizione dell’atto di morte formato a seguito di notizia
4.9 Le diverse fonti di conoscenza dell’evento morte
5. Il luogo del decesso
5.1 Il luogo del decesso come criterio di competenza
5.2 Il cadavere deposto: tra cronaca, indagine e diritto
5.3 “Deposto” e “rinvenuto”: due termini, due piani concettuali
5.4 L’uso dei termini negli atti di morte: correttezza formale e consapevolezza terminologica
5.5 La morte durante il trasporto: il caso del “giunto già cadavere”
6. Il luogo del decesso: in viaggio ferroviario, marittimo, aereo o nelle zone di guerra
6.1 La morte in viaggio ferroviario: una norma superata dalla realtà operativa
6.2 La morte fuori dal territorio comunale: viaggio marittimo, viaggio aereo e zone di operazioni militari
6.2.1 La trascrizione degli atti nei registri di morte
7. Dalla comunicazione dell’evento alla formazione dell’atto pubblico
7.1 La tipicità dell’atto di stato civile e il sistema delle formule
7.2 L’uniformazione dello stato civile nel Regno d’Italia e l’introduzione dei registri stampati
7.3 Il riassetto del 1939: il nuovo ordinamento dello stato civile e i formulari del 1940
7.4 Gli aggiornamenti del sistema cartaceo: i decreti del 1958 e del 1967
7.5 Il nuovo ordinamento dello stato civile del 2000 e la permanenza del sistema delle formule
7.5.1 La scritturazione informatica degli atti e la continuità del sistema delle formule nel passaggio all’ANSC
7.5.2 Collegamento con la disciplina vigente
8. Il contenuto dell’atto di morte
8.1 Nota storica: il contenuto dell’atto di morte nel regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238
8.2 Analisi dell’art. 73, comma 1, del d.P.R. 396/2000
8.2.1 La struttura logica della disposizione
8.2.2 L’indicazione del coniuge o della parte dell’unione civile
8.2.3 Il confronto con l’art. 140 del r.d. 1238/1939
8.2.4 Una breve riflessione sul piano sociale
8.2.5 Quando l’atto non è perfetto
9. Quando l’atto non è perfetto: errori, lacune e strumenti di intervento sull’atto di morte già formato
9.1 La correzione dell’atto di morte: dal sistema del r.d. 1238/1939 all’attuale disciplina dell’art. 98 del d.P.R. 396/2000
9.2 Quando l’ufficiale dello stato civile può intervenire direttamente
9.3 I casi che possono presentarsi nella pratica
9.4 Riflessioni finali
10. L’autorizzazione alla sepoltura
10.1 Dalla registrazione dell’atto alla gestione del cadavere: il passaggio di fase
10.2 La morte tra atto di stato civile e accertamento medico
10.3 La paura della morte apparente e l’origine del periodo di osservazione del cadavere
11. Il periodo di osservazione, la visita necroscopica, l’accertamento della morte
11.1 Nota preliminare: la disciplina di polizia mortuaria dopo la riforma del titolo V della Costituzione
11.2 Il periodo di osservazione del cadavere: funzione e disciplina generale
11.2.1 Periodo di osservazione e visita necroscopica: una doppia garanzia
11.2.2 La durata ordinaria del periodo di osservazione
11.2.3 Il prolungamento e la riduzione del periodo di osservazione
11.3 Il medico necroscopo e la visita necroscopica
11.4 L’accertamento dell’effettività della morte, l’assenza di ipotesi di reato, il luogo di osservazione non adatto e i prelievi di campioni di liquidi biologici e cutanei
11.4.1 I tempi e le modalità della visita necroscopica
11.5 Il certificato necroscopico
11.6 Dall’accertamento della morte all’autorizzazione alla sepoltura
12. L’autorizzazione all’inumazione, tumulazione e cremazione
12.1 Tempi e modalità di rilascio
12.2.1 Il rilascio dell’autorizzazione: il decorso delle ventiquattro ore e l’accertamento necroscopico
12.2.2 La base documentale dell’autorizzazione: una disposizione di raccordo ancora in attesa di piena attuazione
12.2.3 L’esclusione del sospetto di reato: una cautela estesa anche a inumazione e tumulazione
12.2.4 La trasmissione telematica dei documenti
13. Il rilascio dell’autorizzazione alla sepoltura in presenza di sospetto di reato
13.1 Le circolari ministeriali del 2004 e del 2007
13.2 Morte violenta senza sospetto di reato
13.3 Morte violenta con sospetto di reato
13.4 Il caso particolare della cremazione
13.5 Il nulla osta della Procura e il successivo trasporto all’estero del cadavere
13.6 Indicazioni operative per l’ufficiale dello stato civile
14. La sepoltura senza autorizzazione
15. La scheda ISTAT di morte: i modelli D4 e D4-bis
15.1 Il fondamento normativo della scheda ISTAT di morte
15.1.1 Dal podestà al sindaco: la scheda ISTAT tra comune e sistema sanitario
15.2 La finalità della scheda: sanità pubblica, epidemiologia e statistica
15.2.1 La scheda ISTAT e i casi di morte violenta: un possibile equivoco operativo
15.3 I tempi di compilazione della scheda ISTAT: il riferimento all’accertamento del decesso
15.4 I modelli ISTAT D4 e D4-bis
15.4.1 La Parte A della scheda: la compilazione da parte del medico
15.4.2 La Parte B della scheda: la compilazione da parte dell’ufficiale dello stato civile
15.4.3 La compilazione della Parte B quando alcune informazioni non sono disponibili
15.5 Il rilascio della copia della scheda ISTAT e l’accesso agli atti
15.6 La trasmissione dei modelli nel sistema cartaceo
15.7 Il nuovo flusso informatico delineato dal decreto MEF 1° aprile 2025
15.7.1 La denuncia della causa di morte nel flusso digitale
15.7.2 Considerazioni conclusive
16. La redazione dell’atto di morte: sintesi procedimentale e quadro d’insieme
16.1 Lo schema temporale per la gestione dell’evento morte
16.1.1 Fonti normative distinte
16.1.2 Il ruolo dell’ufficiale dello stato civile
17. Quando la morte non segue il procedimento ordinario: casi particolari e criticità operative
17.1 Casi particolari nella formazione degli atti di morte
17.2 La morte dello straniero
17.2.1 L’art. 83 del d.P.R. 396/2000 e il rapporto con le autorità consolari straniere
17.2.2 Cittadino straniero residente all’estero e deceduto in Italia
17.2.3 Cittadino straniero residente in Italia e deceduto in Italia
17.2.4 Cittadino straniero nato in Italia, residente in Italia e deceduto in Italia
17.2.5 Cittadino straniero residente in Italia e deceduto all’estero
17.2.6 Cittadino straniero nato in Italia come cittadino italiano e deceduto all’estero dopo la perdita della cittadinanza italiana
17.2.7 Conclusione
17.3 Irriconoscibilità o irreperibilità di cadavere
17.3.1 Il Registro nazionale dei cadaveri non identificati
17.3.2 Il procedimento previsto dall’art. 78 d.P.R. 396/2000
17.3.3 Il decreto di rettificazione del tribunale: titolo per la formazione dell’atto, non atto da trascrivere
17.3.4 La registrazione dell’atto: registri cartacei e ANSC
17.3.5 Sepoltura e formazione dell’atto di morte: due piani da non confondere
17.4 Assenza, scomparsa e morte presunta nel codice civile
17.4.1 La sentenza di morte presunta e lo stato civile
17.4.2 Competenza e adempimenti dell’ufficiale dello stato civile
17.4.3 Registri cartacei e ANSC
17.4.4 Ritorno della persona o accertamento della morte effettiva
17.5 Il feto, il nato morto e il bambino nato vivo e poi deceduto: registrazioni di stato civile, documentazione e adempimenti
17.5.1 La qualificazione semantica: feto, nato morto, nato vivo e poi deceduto
17.5.2 La capacità giuridica: il diverso effetto della nascita
17.5.3 La registrazione del nato morto
17.5.4 Il bambino nato vivo e deceduto prima della dichiarazione di nascita
17.5.5 L’iscrizione degli atti riferiti al nato morto o al bambino nato vivo e deceduto prima della registrazione della nascita
18. Le annotazioni
18.1 Le annotazioni relative agli atti di morte
18.1.1 L’uso delle etichette prestampate
19. La certificazione dello stato civile
19.1 Contenuto della certificazione
19.1.1 La certificazione di stato civile per l’estero
19.1.2 Esenzione dall’imposta di bollo e divieto di applicare diritti di segreteria
19.1.3 La certificazione di stato civile attraverso il portale ANPR
20. Le comunicazioni conseguenti all’atto di morte
20.1 L’aggiornamento anagrafico conseguente al decesso
20.2 Dall’INA-SAIA ad ANPR: la circolarità delle variazioni anagrafiche
20.3 La cancellazione dell’elettore deceduto
20.4 La comunicazione al casellario giudiziale
20.5 La comunicazione al giudice tutelare
20.6 La comunicazione al Consiglio notarile e all’Archivio notarile
20.7 La comunicazione all’ufficio leva militare

Capitolo III - Il trasporto funebre e l’attività funebre
di Lorella Capezzali
1. La definizione di trasporto funebre
2. L’esercizio del servizio di trasporto funebre e l’abolizione del diritto di privativa
3. Definizione di impresa funebre
4. Modalità di svolgimento del servizio di trasporto funebre
4.1 Trasporti necroscopici
4.1.1 Trasporto di cadaveri su disposizione di pubblica autorità
4.1.2 Il trasferimento del deceduto durante il periodo di osservazione disposto dall’autorità sanitaria
4.1.3 Il trasferimento di salma e cadavere “a cassa aperta” durante il periodo di osservazione
4.2 Il trasporto di cadavere infetto o portatore di radioattività
4.2.1 Emergenza Covid-19
4.2.2 Indirizzi operativi per la gestione dei deceduti in seguito agli eventi emergenziali di protezione civile
4.3 Autorizzazione al trasporto funebre
4.4 Le novità normative introdotte dalla legge 182/2025 in materia di trasporto funebre
5. Mezzi di trasporto funebri e rimesse
5.1 Carri funebri e autofunebri
5.2 Rimesse per mezzi funebri
6. Disciplina dell’attività di trasporto
7. Trasporti funebri di nati morti, prodotti del concepimento, feti, parti anatomiche riconoscibili
8. Trasporto effettuato da autorità militari e confraternite
9. Trasporto funebre in viaggio aereo, marittimo e ferroviario
10. Il trasporto funebre di resti mortali, ossa e ceneri
11. Il trasporto funebre in caso di disposizione del corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, formazione e ricerca scientifica
12. Il funerale di povertà
13. Rimborso delle spese funerarie alle famiglie dei donatori di organi
14.Trasporti funebri internazionali
14.1 Trasporti funebri internazionali per e da paesi aderenti alla convenzione di Berlino
14.2 Trasporti funebri internazionali per e da paesi NON aderenti alla convenzione di Berlino
14.2.1 Introduzione in Italia di cadavere da paesi NON aderenti alla convenzione di Berlino
14.2.2 Estradizione all’estero di cadavere in paesi NON aderenti alla convenzione di Berlino
14.3 Il trasporto delle salme da o per lo Stato della Città del Vaticano
14.4 Il confezionamento del feretro per i trasporti funebri internazionali
14.4.1 I trattamenti conservativi sul cadavere: tanatoestetica, puntura conservativa, imbalsamazione e tanatoprassi
14.5 Il trasporto funebre internazionale di resti mortali, ossei e ceneri
14.6 Trasporti funebri di militari e caduti in guerra
14.6.1 Convenzioni internazionali in materia di onoranze ai caduti in guerra
14.7 La legalizzazione e traduzione di documenti per l’estero (cenni)
14.7.1 L’Apostille
14.7.2 Principali accordi e convenzioni internazionali stipulati dall’Italia
15. Sanzioni applicabili al trasporto funebre

Capitolo IV - La cremazione e la destinazione delle ceneri
di Lorella Capezzali
1. Definizione e cenni storici
2. L’evoluzione normativa italiana
2.1 Le novità normative apportate dalla legge 182/2025
2.1.1 Le modifiche all’art. 1 della legge 130/2001
2.1.1.1 La fonte giuridica della disciplina della cremazione
2.1.1.2 La cremazione come servizio pubblico locale d’interesse generale
2.1.1.3 Il trasporto funebre con destinazione impianto di cremazione
2.1.1.4 La competenza al rilascio dell’autorizzazione al trasporto funebre e gli obblighi informativi
2.1.2 Le modifiche all’art. 3 della legge 130/2001
2.1.2.1 Competenza al rilascio dell’autorizzazione alla cremazione di cadavere
2.1.2.2 Il certificato necroscopico che escluda il sospetto di reato e il nulla osta dell’autorità giudiziaria
2.1.2.3 Avvisi, autorizzazioni e tutti i documenti necessari per la cremazione e l’affido o la dispersione
2.1.2.4 La manifestazione di volontà alla cremazione
2.1.2.5 La cremazione di resti mortali
2.1.2.6 Il regime fiscale in materia di imposta di bollo dei procedimenti di cremazione e destinazione delle ceneri alla luce delle novità normative introdotte dalla legge 182/2025
2.1.3 Le modifiche all’art. 8 della legge 130/2001
3. L’autorizzazione alla cremazione
3.1 Elementi essenziali nel procedimento di autorizzazione alla cremazione
4. La forma documentale di natura autorizzatoria
4.1 Il soggetto competente al rilascio dell’autorizzazione alla cremazione
5. La manifestazione della volontà alla cremazione
5.1 Forme e modalità di manifestazione di volontà
5.1.1 Disposizioni testamentarie del defunto
5.1.2 L’iscrizione a un’associazione cremazionista
5.1.3 La dichiarazione degli aventi titolo
5.1.3.1 La forma della dichiarazione degli aventi titolo
6. Certificazione di esclusione di morte dovuta a reato e nulla osta
dell’autorità giudiziaria
6.1 Cadaveri
6.2 Resti mortali
7. Il prelievo di campioni biologici, la rimozione di pacemaker e il cadavere radioattivo
7.1 Il prelievo di campioni biologici
7.2 Cadaveri portatori di pacemaker e contaminati da radioattività
8. La procedura per il rilascio dell’autorizzazione alla cremazione
8.1 Le comunicazioni obbligatorie dell’ufficiale di stato civile che autorizza la cremazione
9. La cremazione del cittadino straniero e del cittadino deceduto all’estero
10. La cremazione di resti mortali, nati morti, feti, prodotti del concepimento e parti anatomiche riconoscibili
10.1 Resti mortali
10.2 Nati morti, feti, prodotti del concepimento
10.3 Parti anatomiche riconoscibili
11. La destinazione delle ceneri
11.1 Il conferimento in cimitero (inumazione, tumulazione, conservazione indistinta nel cinerario comune)
11.1.1 Inumazione di urna cineraria
11.1.2 Tumulazione di urna cineraria
11.2 Il cinerario comune
11.3 L’affidamento dell’urna cineraria
11.3.1 La competenza autorizzatoria all’affido dell’urna cineraria
11.3.2 La manifestazione di volontà all’affido delle ceneri
11.3.3 La conservazione dell’urna cineraria
11.3.4 L’affidatario dell’urna cineraria
11.3.5 L’affido delle ceneri nella normativa regionale: alcuni esempi
11.3.6 Possibili casistiche relative all’affidamento dell’urna cineraria
11.3.6.1 Modifica del luogo di conservazione dell’urna
11.3.6.2 Richiesta di affidamento delle ceneri con destinazione estero
11.3.6.3 Rinuncia all’affido e morte dell’affidatario
11.3.6.4 Richiesta di dispersione delle ceneri precedentemente affidate, tumulate o inumate
11.3.6.5 Affidamento di ceneri a seguito di cremazione di resti mortali
11.3.6.6 Urna cineraria scomparsa, incustodita o abbandonata
11.3.6.7 Urna in attesa di ritiro presso il tempio crematorio
11.3.6.8 Controlli amministrativi per urne in affidamento
11.4 La dispersione delle ceneri
11.4.1 Definizione e quadro normativo
11.4.2 Competenza al rilascio dell’autorizzazione
11.4.3 Le volontà espressa in vita dal deceduto – Modalità
11.4.4 Il nulla osta del comune di dispersione e le prescrizioni locali per lo spargimento delle ceneri in natura
11.4.5 I luoghi della dispersione
11.4.6 Le modalità operative di dispersione
11.4.7 La comunicazione dell’effettuazione della dispersione
11.4.8 I soggetti che possono effettuare la dispersione
11.4.9 Previsioni cronologiche per l’effettuazione della dispersione
11.4.10 I controlli
11.4.11 Il divieto di frazionamento e di trasformazione delle ceneri
11.4.12 La dispersione delle ceneri derivanti da cremazione di resti mortali e ossei
11.4.13 La dispersione delle ceneri di prodotti del concepimento, feti e parti anatomiche riconoscibili
11.4.14 La dispersione di ceneri precedentemente tumulate o inumate
11.5 Il parere del Consiglio di Stato n. 855 del 5 agosto 2025
12. Le tariffe per la cremazione
12.1 Divieti di sconti e offerte sulle tariffe della cremazione
13. La cremazione degli indigenti
14. L’informazione ai cittadini e il senso comunitario della morte
15. Gli impianti di cremazione (cenni)
16. Le sanzioni in materia di cremazione e destinazione delle ceneri
17. L’incenerimento e la destinazione delle ceneri di animali d’affezione (cenni)

Capitolo V - Le volontà di disposizione del corpo in vita e post mortem: procedimenti di interesse dei servizi di stato civile e polizia mortuaria
di Lorella Capezzali
1. “Io dispongo del mio corpo”
2. Il consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento
2.1 Il consenso informato
2.1.1 Il consenso informato e la relazione di cura
2.1.2 Ruolo, doveri e tutele del medico
2.1.3 Terapia del dolore, cure palliative e divieto di accanimento
2.1.4 Gestione di minori e incapaci
2.1.5 Pianificazione condivisa delle cure
2.2 Le Disposizioni Anticipate di Trattamento – DAT
2.2.1 Chi può formalizzare una DAT
2.2.2 Forma della DAT
2.2.3 Il contenuto della DAT
2.2.4 La funzione del fiduciario
2.2.5 Le modalità di consegna della DAT
2.2.6 La consegna della DAT all’ufficio di stato civile del comune di residenza
2.2.6.1 Le DAT consegnate in busta chiusa
2.2.7 Il trattamento fiscale della DAT consegnata all’ufficio di stato civile
2.2.8 Novazione, modifica e revoca della DAT
2.2.9 La gestione della DAT ricevuta dall’ufficio di stato civile
2.2.9.1 La fase dell’annotazione
2.2.9.2 Il rilascio della ricevuta
2.2.9.3 La conservazione della DAT
2.2.10 La Banca dati nazionale destinata alla registrazione delle disposizioni anticipate di trattamento
2.2.11 Finalità e oggetto
2.2.12 Funzioni della Banca dati
2.2.13 Soggetti alimentanti e contenuti informativi
2.2.14 La trasmissione della DAT alla BDN da parte degli ufficiali di stato civile
2.2.15 Correzione di errori nella trasmissione della DAT
2.2.16 Revoca della DAT
2.2.17 Cancellazione della DAT dalla Banca dati nazionale
2.2.18 Variazione di residenza del disponente
2.2.19 Particolari modalità di espressione delle DAT: videoregistrazione
2.2.20 Trattamento dei dati e misure di riservatezza e sicurezza
2.2.21 Periodo di conservazione dei dati e diritti dell’interessato
3. Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica
3.1 Modalità di richiesta, trasporto e tempi di conservazione e utilizzo dei corpi
4. Il suicidio medicalmente assistito
5. Disposizione delle spoglie mortali delle vittime di omicidio
6. L’evoluzione dei riti funebri e dell’elaborazione del lutto in Italia

PARTE II
LA GESTIONE DEL CIMITERO
di Sabrina Visentini

Capitolo I - I cimiteri
1. Cenni storici
2. Programmazione e sostenibilità della gestione cimiteriale
3. Fascia di rispetto cimiteriale
4. Cimiteri militari
5. Elementi costruttivi
5.1 Muro di cinta
5.2 Cancelli
5.3 Campi di inumazione
5.3.1 Gli strumenti di pianificazione e il fabbisogno
5.3.2 Requisiti tecnici e geologici (la funzione del suolo)
5.3.3 Scelta strategica e servizio di prossimità
5.4 Vialetti
5.4.1 Barriere architettoniche, PEBA
5.5 Acqua potabile e servizi igienici
5.6 Ossario comune
5.6.1 Svuotamento dell’ossario e cremazione dei resti ossei
5.7 Locali mortuari: funzioni, ubicazioni e obblighi
5.8 Cinerario comune: conferimento, non dispersione
5.9 Dispersione in cimitero: aree dedicate
5.10 Spazi del commiato e pluralismo religioso
5.11 Il servizio di custodia: evoluzione giuridica e responsabilità gestionali
6. Piani cimiteriali e disposizioni tecniche generali
6.1 Gli strumenti della governance cimiteriale
6.1.1 Reparti speciali entro i cimiteri
6.2 Georeferenziazione e sicurezza: gestire attraverso la planimetria
6.3 Il contesto trasformativo dei cimiteri: implicazioni per la planimetria e la gestione
6.4 Servizio pubblico essenziale a rilevanza economica: casi di gratuità

Capitolo II - Disposizioni generali sul servizio dei cimiteri 
1. Disponibilità in campo comune: la chiave per le concessioni a privati  
2. Competenze funzionali  
3. Requisiti di accesso alla sepoltura nel cimitero comunale 
4. Gestione delle introduzioni dall’estero
5. Animali da compagnia o d’affezione 
6. Manutenzione, ordine e vigilanza  
6.1 Atti vandalici 
7. Servizio di custodia del cimitero e tenuta dei registri 
7.1 I registri cimiteriali 

Capitolo III - Inumazione 
1. Aree ad inumazione 
2. Confine tra feto e nato morto 
2.1 Definizioni di nato morto 
2.2 La sepoltura  
2.3 Sepoltura e privacy 
3. Cippo identificativo obbligatorio e cippo privato 
4. Fosse di inumazione: criteri e parametri di dimensionamento  
5. Individualità della sepoltura  
6. Interramento delle urne cinerarie 
7. Caratteristiche del feretro ad inumazione 
• Procedura per autorizzare l’inumazione 

Capitolo IV - Tumulazione 
1. La sepoltura a tumulazione: definizione e trasformazione sociale 
2. Inquadramento normativo della tumulazione e principi del sistema concessorio 
3. Capacità del manufatto e limiti delle tumulazioni plurime  
4. Caratteristiche tecniche tombe ipogee, loculi stagni e loculi aerati 
5. Evoluzione del sistema cimiteriale e trasformazioni sociali 
6. Le concessioni cimiteriali: cenni per la tumulazione  
7. Il confine tra sfera pubblica e rapporti privatistici 
• Procedura per autorizzare la tumulazione  

Capitolo V - Esumazione ed estumulazione  
1. Esumazione ed estumulazione: definizioni 
2. Vigilanza sanitaria: ridefinizione  
3. Esumazioni ordinarie, massive 
3.1 Diagramma di flusso 
3.2 Preparazione dell’elenco delle esumazioni 
3.3 Redazione del provvedimento 
3.4 Caso di familiari presenti 
3.5 Caso di familiari assenti 
3.6 Quali sono i “soggetti interessati” al pagamento?  
4. Sicurezza durante le operazioni  
5. Quale figura ha competenza funzionale alla firma del provvedimento?  
6. Estumulazione ordinaria  
6.1 Diagramma di flusso estumulazioni a scadenza 
6.2 Caso di familiari presenti 
6.3 Caso di familiari assenti 
6.4 Quali sono i “soggetti interessati” al pagamento?  
7. Collocazione dei resti ossei  
8. Assimilazione tra resti ossei e urne cinerarie nella tumulazione 
9. Esumazioni ed estumulazioni straordinarie  
10. Inconvenienti igienico-sanitari  
11. Ritrovamento accidentale di resti ossei 

Capitolo VI - Concessioni cimiteriali  
1. I fondamenti 
2. Gli elementi essenziali 
2.1 Soggetti, diritti e doveri 
2.2 Oggetto  
2.3 Durata 
2.4 Valore della concessione 
3. Cause di estinzione delle concessioni 
4. Presupposti organizzativi per la gestione delle concessioni 
4.1 Ricognizione tecnica e documentale 
4.2 Funzione propedeutica del regolamento comunale  
5. Scadenza 
6. Il rinnovo della concessione
7. Il subentro  
8. La rinuncia o retrocessione 
9. L’estinzione della famiglia e la natura del sepolcro 
9.1 Il sepolcro gentilizio  
9.2 Il sepolcro ereditario 
10. Poteri del comune e gestione dei resti 
11. La revoca  
12. La decadenza 
12.1 Le cause di decadenza 
12.2 Il procedimento amministrativo e la tutela del destinatario  
12.3 L’istruttoria tecnica e gli effetti dell’atto 
12.4 Profili critici e criticità applicative  
13. La trasformazione della concessione perpetua 
14. L’immemoriale 
 
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