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SIGISMONDO MALATESTA, 1417-1468

SIGISMONDO MALATESTA, 1417-1468

Autori FERRUCCIO FARINA
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 17x24
Pagine 240
Pubblicazione Novembre 2017 (I Edizione)
ISBN / EAN 8891625779 / 9788891625779
Collana I fuori collana

Le imprese, il volto e la fama di un principe del Rinascimento

Con presentazione di Remo Bodei

Prezzo Online:

24,00 €

SIGISMONDO MALATESTA, 1417-1468
Le imprese, il volto e la fama di un principe del Rinascimento 240 pagine, 138 illustrazioni a colori

Il volume vuole orientare il lettore, digiuno di storia dei Ma- latesta o specialista, a recuperare un profilo biografico di Sigismondo, principe tra i più celebrati del Rinascimento, al di fuori degli stereotipi in cui, troppo spesso, è stato cristal- lizzato. Propone una ricostruzione storica della  sua  figura  che vuol prescindere dalla fama che, immeritatamente, l’ha accompagnato per sei secoli e l’ha trasformato da uomo della storia in personaggio della fantasia e della leggenda, che l’ha narrato talvolta come un diavolo capace delle azioni più turpi, talvolta come eroe dalle imprese degne della mitologia antica. Due estremi opposti che traggono origine, diretta o indiretta, per piaggeria cortigiana, per filopapismo, per antipapismo o per inerzia storiografica, da quella fonte straordinaria che è  la pervicace campagna mediatica messa in campo dall’abilissi- mo papa Pio II, invidioso di lui fino all’inverosimile. Una fonte inquinata, come dimostra il volume, purtroppo potente, che ancor oggi, grazie al sigillo pontificio e al fascino delle contrad- dizioni che sollecita – lussuria e misticismo, violenza e poesia, eroismo e turpitudine – continua a trovare estimatori.
Certo, Sigismondo non fu né un santo né un beato. Ebbe i vizi e le virtù degli uomini di guerra e di potere dei suoi tempi. Fu violento e implacabile in battaglia, scaltro in politica. Spesso incline agli eccessi. Ma, certamente, non fu neppure il mostro del male come la leggenda di cui Pio fu l’iniziatore, ancora lo racconta. Fu, come tanti, un condottiero valoroso, un principe magnifico, un mecenate generoso, un umanista che si dilettava nel leggere i grandi della classicità e nel comporre versi, che si confrontava con i saggi e sognava splendore. Ma non solo. Del Rinascimento agli albori, in uno dei momenti più rivoluzio- nari ed esaltanti della civiltà occidentale, fu un protagonista di primo piano, coraggioso e innovatore. A testimoniarlo è la sua più grande impresa: il Tempio Malatestiano.

Il volume è organizzato in quattro sezioni.
Sigismondo Pandolfo Malatesta. Un principe umanista tra storia e leggenda che, del signore di Rimini, traccia il profilo di condottiero e di principe.
Il volto, 1439-1468, galleria di ritratti a lui contemporanei, cen- sita e commentata.
Le imprese: quando e come, cronologia delle sue gesta con note bibliografiche.
La fama: elogi e invettive tra XV e XX secolo, antologia di brani tratti da documenti, cronache, storie e opere di narrativa.

In copertina: Agostino di Duccio, Sigismundi vera est victoris imago, fine 1454, inizi 1455. Marmo, cm 89. Particolare del bassorilievo sul coperchio dell’Arca degli Antenati e dei Discendenti. Cappella della Madonna dell’Acqua. Rimini, Tempio Malatestiano. Riproduzione da un calco in gesso  conser- vato al Museo della Città di Rimini “Luigi Tonini”. Foto di Casalboni & Delucca Fotografi.

FERRUCCIO FARINA 
Si interessa di storia del turismo e di storia della comunicazione per immagini. Su questi temi ha pubblicato, oltre a saggi ed ar- ticoli, ventidue volumi monografici con diversi editori tra i quali Fratelli Fabbri, Idea Libri, Maggioli Editore, Federico Motta, Rusconi libri, Panozzo, Silvana editoriale. Docente a contratto di sociologia e storia della comunicazione turistica nel corso di Laurea in Scienza della Comunicazione, facoltà di Sociologia dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo” (1998-2013), iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, ha collaborato a trasmissioni della RAI, della RTV della Svizzera italiana e alle pagine culturali de “Il Resto del Carlino” e de “Il Messaggero”. Membro dell’Advisory board di “Rimini Venture 2027. Piano Strategico della città di Rimini” (2008-2011), ha progettato e curato “Balnea.museum, Museo virtuale dei bagni di mare e del turismo balneare” (1997-2015), www.balnea.net. Nel 1980 ha fondato insieme a Pier Giorgio Pasini la rivista “Romagna arte e storia” della quale è direttore responsabile dal 2015. Gli argomenti che attualmente lo impegnano maggiormente sono il mito di Francesca da Rimini e la storia della famiglia Malatesta. Ha tenuto seminari e organizzato convegni di stu- dio presso Università europee e americane, è coordinatore del “Centro Internazionale di studi Francesca da Rimini” e, dal 2007, cura le “Giornate Internazionali Francesca da Rimini” in collaborazione con UCLA, Center for Medieval and Renaissance Studies (CMRS), che si tengono a Rimini e a Los Angeles. Su Sigismondo Pandolfo Malatesta ha curato, insieme a Pier Giorgio Pasini, la mostra e il catalogo de Il tempio di Sigismon- do: grafica malatestiana fra Rinascimento e Novecento, Rimi- ni, 2000; ha pubblicato alcuni saggi tra i quali Il volto e la fama. Le medaglie di Pisanello e di Matteo de’ Pasti per Sigismon- do Malatesta nei repertori iconografici tra XVI e XVII secolo (Romagna Arte e Storia, n. 103, 2015) e Un papa per nemico. Sigismondo Malatesta, Francesco Filelfo e Pio II tra elogi e invettive (ibid., n. 106, 2016). In corso di pubblicazione BNF Ms. Italien530: an illuminated Commedia of 1411 as a source of adventure, mystery and romantic interpretation, paper in Dante and the Visual Arts: a Summer Symposium, Ucla and the J. Paul Getty Museum, Los Angeles, The Getty Center, 2016.

Così, Remo Bodei, nella presentazione del volume:
“Ferruccio Farina è uno storico per passione, non per professione. La sua è una di quelle passioni assolute, sanguigne, irruenti, partigiane (tipicamente romagnole, direi) per la sua terra e la sua storia, finora divise tra Francesca da Rimini e Sigismondo Pandolfo Malatesta, due figure dal profilo letterario e storico di dimensione internazionale. Diversamente da molti eruditi locali, che vanno alla ricerca di episodi minori o di documenti inediti di scarsa im- portanza, egli traccia invece ritratti a tutto tondo dei suoi personaggi. E lo fa con cognizione di causa, con ampia, solida e controllata documentazione, frutto di lunghe e minuziose ricerche, simili a quelle che lo hanno portato a raccogliere la più grande collezione esistente di testi, immagini, film e me- morabilia su Francesca e a organizzare numerosi convegni sulla sua figura. Giovandosi della più accreditata storiografia malatestiana, ma professando
– non senza un tocco di civetteria – il carattere “divulgativo” del suo libro, mette ora a fuoco la figura di Sigismondo Malatesta (1417-1468) contestua- lizzandolo nella complessa scena italiana di quei tempi. Lo fa attraverso un’attenta cronologia, un esame accurato della vita, delle opere, delle imma- gini pittoriche e delle medaglie che lo rappresentano, ma specialmente della fama, tra il criminale e l’eroe, che lo ha accompagnato tra i contemporanei e i posteri (degli “elogi e delle invettive tra XV e XX secolo”, testimoniate da una intelligente antologia di testimonianze letterarie).
Proprio nell’incipit e lungo tutto il volume, c’è la feroce polemica di Ferruccio Farina contro Pio II, principale eroe negativo, anti-Sigismondo per eccellenza. Il volume, da cui si impara moltissimo, si legge con gusto e costituisce uno spac- cato della nostra tormentata, ma gloriosa storia. E, di questi tempi, non è poco”.

 


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