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Urbanità e sicurezza - Urban safety and security

Urbanità e sicurezza - Urban safety and security

Curatori Maria Cristina Treu
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 15x21
Pagine 276
Pubblicazione Novembre 2015 (I Edizione)
ISBN / EAN 8891612359 / 9788891612359
Collana Politecnica

Immagine di copertina di Alessandra Giannini

Prezzo Online:

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Scriveva un tempo, Henry Lefebvre, che c’è un diritto alla città. Il suo è un appello ancora attuale che rivendica l’esigenza di una qualità urbana che non si riconosca nell’appagamento dei soli bisogni primari ma anche in quel diritto di livello superiore che assume la città come un bene comune, un luogo di comunità nella libertà in cui i cittadini si possano riappropriare dei tempi e degli spazi urbani. Più recentemente, i cittadini rivendicano con forza il diritto alla sicurezza, un diritto spesso molto urlato e molto usato da alterne convenienze politiche e, tuttavia, altrettanto spesso dimenticato nelle politiche e nelle pratiche di governo della città. Si può ricominciare dalla conoscenza di come i cittadini usano le strade e le piazze, di quali siano i luoghi che li attirano e quelli che li respingono, di quali siano le forme di degrado dei tessuti urbani che favoriscono la paura e l’isolamento nel privato. Per le politiche urbane si pone l’obbligo di mettere in agenda le iniziative che riscoprano il valore delle relazioni sociali e predispongano iniziative e progetti che favoriscono la partecipazione attiva da parte dei cittadini nella rigenerazione degli spazi di vita, pubblici e privati, della città.
Maria Cristina Treu

Nella sartoria napoletana esisteva la parola sarcitura, concettualmente diversa dalle parole cucitura e ram­mendo. Il libro ci ricorda che ram­mendo e cucitura non colgono la complessità del tema della sicurez­za. C’è il pericolo che le città picco­le siano travolte dalla urbanizzazio­ne e perdano la percezione di essere sicure, come le statistiche ancora confermano. La relazione residen­za–appartenenza si è indebolita e costruire una urbanità plurale si­gnifica dover individuare un nuo­vo lemmario del capitale sociale potenziale. I nuovi common goods devono essere riconosciuti come beni relazionali: una moneta socia­le capace di orientare gli standard della moneta urbanistica. La ricerca cammina per rintracciare il cam­bio di paradigma a partire dai temi dell’inclusione. Il termine sarcitura può essere riferito alla capacità di generare tessuti indistinguibili da quelli lacerati perché le sartorie erano in grado di riprodurre trame e disegni capaci di allontanare la percezione dello strappo. Il tema della sicurezza rilancia il convivio urbano come tema centrale per la ricerca dei beni comuni, presuppo­sto importante per inserire il tema del rischio criminalità dentro ad un quadro di innovazione sociale. Il sogno di A. Camus di una civiltà plurale è ancora una meta culturale da perseguire per la costruzione di relazioni e per allontanare la paura dello spaesamento e della non ap­partenenza.
Pasquale Persico


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