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Nella favola siamo tutti fantastorie

Nella favola siamo tutti fantastorie

Autori Nino Pedretti
Editore NelDiritto Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 14x21
Pagine 174
Pubblicazione Gennaio 1989 (I Edizione)
ISBN / EAN 8838795401 / 9788838795404
Collana I fuori collana

Nino Pedretti (Santarcangelo di Romagna, 1923-1981) fece parte, nell’immediato dopoguerra, del gruppo di intellettuali santarcangiolesi noto con il nome di “È cìrcal de giudéizi” insieme con Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Gianni Fucci, Flavio Nicolini e Rina con i quali rimarrà legato tutta la vita. Docente di lingue nei licei, appassionato linguista, compie anche alcuni viaggi di perfezionamento all’estero e inizia a studiare i dialetti romagnoli. Nel 1975 esce la sua prima raccolta di poesie in dialetto dal titolo Al vòusi, a cui seguirono nel 1977 sia Te fugh de mi pàeis (sempre in dialetto) sia la raccolta in lingua de Gli uomini sono strade. Nel 1981 esce postumo il terzo libro di versi La chèsa de témp. Alla fine degli anni Ottanta, tuttavia, i ricchissimi materiali rimasti nel cassetto cominceranno a vedere la luce testimoniando il valore non soltanto del poeta: usciranno infatti i racconti in lingua di Nella favola siamo tutti. Fantastorie (1989) e i monologhi e racconti de L’astronomo (1992). Solo in anni più recenti dall’archivio è emerso molto altro materiale inedito la cui pubblicazione ha, di fatto, aperto una stagione di rinnovata attenzione della critica: Le pepite d’oro. Poesie 1946-47 (2003), Monologhi e racconti (2011), Grammatiche - monologhi e racconti inediti (2012), Poesie inedite in lingua italiana (2013). Nel frattempo avevano ricevuto una nuova edizione Al vòusi e altre poesie in dialetto romagnolo (2007) e Gli uomini sono strade (2013).

 

Prezzo Online:

10,00 €

«Nella favola siamo tutti: come diventiamo vecchi, più picco e lievi, la nostra presenza si fa più cauta, improbabile, e il mondo si fa strano, e noi diventiamo strani per il mondo». La sottile spietatezza e l’ambigua violenza dei sentimenti, che non lasciano scampo, le contraddizioni che affiorano dalle storie “terremotate” di Pedretti, nei per i bambini così come nei racconti, sono suggerite da un «proliferare magico ma anche reali di fatti, talvolta in vitalissima connessione; di voci, persone animali che sono in scena e scompaiono quasi travolti da misteriose ubiquità. Pedretti è lucido e implacabile nella cura di levigare ogni particolare; ma coinvolge e sorprende anche per la varietà dei registri narrativi» (Roversi), tutti della massima efficacia per restituirci con ironia la maschera più assurda dell’umanità.


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