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L’assistente sociale

L’assistente sociale

Autori Milena Cortigiani - Paolo Marchetti
Editore Maggioli Editore
Formato Cartaceo
Dimensione 17x24
Pagine 448
Pubblicazione Dicembre 2015 (I Edizione)
ISBN / EAN 8891613684 / 9788891613684
Collana Sociale & Sanità
Argomenti Assistente sociale

Società complesse, nuovibisogni,strategie e modelli di intervento

Prezzo Online:

38,00 €

32,00 €

Milena Cortigiani, diplomata maestra, mentre insegna nelle scuole  elementari della provincia di Siena, frequenta e si diploma alla Scuola di servizio sociale ENSISS della Facoltà di Legge di Firenze. Ha insegnato e lavorato come assistente sociale per tantissimi anni, pubblicando libri e  saggi.

Paolo Marchetti, assistente sociale specialista, è responsabile del servizio sociale della ASL RMA. È professore di Metodi e tecniche del servizio sociale presso la Sapienza Class e anche presso la Libera  Università SS. M. Assunta (LUMSA). Ha pubblicato diversi articoli sulle tematiche del servizio sociale e dell’integrazione socio-sanitaria.

Questo volume ripercorre l’evoluzione della professione e della forma- zione dell’assistente sociale dalle origini al momento attuale. Il testo si è proposto l’obiettivo di far comprendere lo stretto legame con i cambiamenti sociali, politici, istituzionali ed economici avve- nuti nel mondo occidentale, e quindi non è un manuale di storia del servizio sociale; però contiene molti riferimenti storici della professione. Nello stesso tempo, viene dato rilievo all’esigenza della professione di essere al passo con i tempi e protagonista dei cambiamenti e non appiattita sui sistemi burocratici istituzionali. Il testo, inoltre, contiene metodi e strumenti di conoscenza della realtà nella quale l’assistente sociale deve operare.
Il lavoro, infatti, ha lo scopo di promuovere anche nei docenti la consa- pevolezza che ogni disciplina insegnata nei corsi di servizio sociale fa parte di un insieme unitario di formazione, che vuole favorire un sapere integrato e critico per una professione che è volta alla promozione umana. Quindi non alla persona astratta, ma alla persona nel suo contesto socio-ambientale.

Questa consapevolezza deve valere anche per gli studenti nonché per coloro che si preparano a superare l’esame di stato, per i quali è stato pensato specificamente il volume.

 

 

 

 

 

 

 

1. Nascita ed evoluzione della professione
1.1. L’italia nel dopoguerra
1.1.1. Lo sviluppo industriale e l’emigrazione interna
1.1.2. La legge sulla casa e la riforma agraria
1.1.3. L’urbanizzazione e la fuga dalla campagna
1.1.4. La Costituzione e l’assetto istituzionale italiano
1.2. Le origini della figura dell’assistente sociale
1.2.1. Le origini del servizio sociale in ambito internazionale
1.2.2. Il convegno di studi per l’assistenza sociale a Tremezzo
1.2.3. L’Amministrazione degli aiuti internazionali (AAI)
1.2.4. Le “nuove” scuole per assistenti sociali
1.2.5. L’indagine parlamentare sulla miseria in Italia
1.3. L’inserimento del servizio sociale nelle organizzazioni istituzionali pubbliche e private
1.3.1. Il ruolo delle scuole
1.3.2. Il lavoro con i “casi” individuali
1.3.3. Il lavoro di comunità
1.3.4. L’assistente sociale agente di cambiamento
1.4. Il nuovo assetto istituzionale 
1.4.1. La legislazione di settore
1.4.2. La centralità del territorio
1.4.3. L’integrazione socio-sanitaria
1.5. Attuazione delle autonomie locali e ruolo degli assistenti sociali
1.5.1. Le risorse di personale
1.5.2. La legge quadro sull’assistenza sociale
1.5.3. L’Ufficio di Piano di zona
2. La formazione dell’assistente sociale
2.1. L’evoluzione dal 1946 al 1993
2.1.1. Il secondo dopoguerra: il Convegno di studi per l’assistenza sociale
2.1.2. Le associazioni delle scuole
2.1.3. L’AAI – Amministrazione aiuti internazionali, poiAmministrazione per le attività assistenziali italiane e internazionali
2.1.4. Il CISS – Comitato italiano di servizio sociale
2.1.5. La formazione pratica
2.1.6. Le nuove discipline formative dei programmi didattici
2.1.7. Il Convegno nazionale di studio: “Scuole ed Enti nella formazione professionale degli assistenti sociali” – Milano, 30 novembre - 2 dicembre 1967
2.1.8. Gli anni Settanta
2.1.9. Gli anni Ottanta-Novanta
2.2. La formazione dopo la riforma universitaria degli anni Novanta
2.2.1. Le linee guida della riforma degli ordinamenti didattici universitari
2.2.2. La prima laurea in servizio sociale: il quarto anno sperimentale
2.2.3. I corsi universitari per gli assistenti sociali
2.2.4. I problemi aperti e le prospettive
2.3. L’istituzione dell’Albo professionale e l’esame di Stato
2.3.1. Il Codice deontologico
3. Mappatura dei bisogni e agire strategico: la ricerca sociale nel percorso formativo e nel ciclo operativo dell’assistente sociale
3.1. Metodo e ciclo operativo dell’assistente sociale: un binomio irrinunciabile
3.2. Ricerca sociale e agire strategico: il valore delle contaminazioni disciplinari
3.3. La costruzione del sistema di documentazione per la progettazione sociale e degli interventi sul campo: le fonti e gli indicatori per mappare i bisogni
3.3.1. Dal dato grezzo all’informazione: le tipologie di fonti e il sistema di documentazione
3.3.2. La statistica e i suoi produttori: un reticolato di soggetti e finalità
3.3.3. Arcipelago fonti: obiettivi conoscitivi e atolli informativi
3.3.3.1. Fonti di dati e famiglie tematiche: quattro angoli conoscitivi per la costruzione dell’intervento sociale
3.3.3.2. Dalla singola fonte, al datawarehouse, al sistema informativo
3.4. Un percorso di base per progettare e realizzare un’indagine ad hoc
3.4.1. Un’indagine sull’invecchiamento della popolazione
3.4.2. Le fasi di progettazione dell’indagine
3.5. Il valore delle parole “dove” e “come”
4. I modelli teorici del servizio sociale
4.1. Fase di passaggio dall’epistemologia psicoanalitica a quella sistemica
4.2. L’ottica di rete
4.3. Presentazione dei modelli teorico-pratici
4.3.1. Modello Case work
4.3.2. Modello Problem solving
4.3.3. Modello psico-sociale
4.3.4. Modello centrato sul compito
4.3.5. Modello esistenziale (Life Model)
4.3.6. Modello unitario
4.3.7. Modello integrato
4.3.8. Modello unitario centrato sul compito
5. Il processo metodologico e le tecniche di servizio sociale
5.1. Il processo metodologico
5.2. Il processo d’aiuto e le sue fasi
5.2.1. Individuazione o riconoscimento del bisogno individuale e sociale
5.2.2. La raccolta di informazioni e dati per una prima analisi della situazione
5.2.3. La fase della valutazione o diagnosi sociale
5.2.4. La selezione degli obiettivi, la formulazione del piano e il contratto
5.2.5. L’attuazione del piano di lavoro
5.2.6. La verifica dell’andamento del processo e dei risultati ottenuti
5.2.7. La conclusione del processo d’aiuto
5.3. Il processo d’aiuto, i suoi strumenti e le sue tecniche
5.3.1. L’accoglienza: il primo contatto, il primo colloquio psico-sociale
5.3.2. La diagnosi psico-sociale
5.3.2.1. Un protocollo diagnostico: ICD10, l’asse V psico-sociale
5.3.2.2. Un protocollo “biopsicosociale”: l’ICF
5.3.2.3. Uno strumento per la “misurazione” delle relazioni familiari: il genogramma
5.3.2.4. Uno strumento per individuare e “pesare” la qualità delle relazioni sociali: l’ecomappa
5.3.2.5. Uno strumento per fare il bilancio della situazione: l’analisi SWOT
5.3.3. Il ruolo di case management
5.3.4. La mediazione familiare e il ruolo dell’assistente sociale
5.3.5. L’approccio multidimensionale: il lavoro d’équipe e il ruolo dell’assistente sociale
5.3.6. Il risk management nel servizio sociale
6. I livelli di funzione dell’assistente sociale
6.1. Amministrare le risorse: personali, strumentali, economiche
6.1.1. Il processo decisionale circolare
6.1.2. Il piano della performance e la gestione economico-finanziaria
6.2. La direzione del personale e la supervisione
6.3. La programmazione degli interventi, generale e settoriale
6.3.1. La valutazione dei programmi
6.4. Progettare le attività
6.5. I Piani di zona, i piani regolatori sociali ed i programmi locali
7. L’organizzazione del sistema dei servizi sociali e socio-sanitari sul territorio
7.1. Il sistema dei servizi sociali comunali nelle aree metropolitane
7.1.1. L’accesso ai servizi
7.1.1.1. Il Segretariato sociale
7.1.1.2. I criteri di accesso ai servizi: prestazionali o in base ai bisogni?
7.1.2. Il modello di intervento per fasce d’età e tipologie di bisogno
7.1.3. Il modello di intervento per aree territoriali
7.1.4. Il modello di intervento per bisogni omogenei (immigrati, nomadi, marginalità estrema)
7.1.5. L’area dell’emergenza sociale
7.2. I servizi sociali comunali nelle piccole e medie aree urbane
7.2.1. Effetti della legge quadro sui territori
7.2.2. Governance e centralità dei Comuni
7.2.3. Organizzazione e gestione dei servizi sociali in Comuni di piccola e media densità
7.2.4. Ricostruzione metodologica di modelli di intervento
7.2.5. Testimonianza di un’esperienza innovativa di welfare territoriale: dal 2000 ad oggi. “Territorio e servizio sociale dell’Ente locale”
7.2.6. Modelli di intervento
7.2.6.1. Modello di intervento per progetti di rete
7.2.6.2. Progetti di sviluppo di reti e minori
7.2.6.3. Servizio sociale comunale e modello di intervento del Distretto socio-sanitario
7.2.6.4. Modello di intervento in ambito sovradistrettuale
7.2.7. Riflessioni e conclusioni dell’esperienza di rete
7.2.8. Conclusioni
7.3. Il sistema dei servizi socio-sanitari sul territorio
7.3.1. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS): i determinanti sociali della salute
7.3.2. I movimenti riformatori degli anni Settanta
7.3.3. Le innovazioni della riforma sanitaria
7.3.3.1. Le occasioni perdute: l’integrazione socio-sanitaria, le USSL e il decreto Craxi
7.3.4. La “nuova riforma” del 1992: manager e aziende USL
7.3.5. La “terza” riforma: il decreto legislativo n. 229/1999
7.3.6. Il Distretto socio-sanitario: campo d’incontro tra servizi e cittadini
7.3.6.1. La prevenzione
7.3.6.2. La partecipazione
7.3.6.3. L’integrazione tra interventi sociali e sanitari
7.3.6.4. L’équipe socio-sanitaria multiprofessionale
7.3.6.5. L’assistente sociale nel Distretto
7.3.6.6. I metodi di lavoro
7.3.6.7. Il sistema informativo del Distretto
7.3.7. Il progetto obiettivo tutela della salute mentale
7.3.8. Il progetto obiettivo materno-infantile
7.3.9. Promozione di diritti ed opportunità per l’infanzia e l’adolescenza: la legge n. 285/1997
7.3.10. L’area del materno-infantile
7.3.10.1. Il consultorio familiare
7.3.10.2. I servizi per la tutela della salute mentale e riabilitazione in età evolutiva
7.3.10.3. I Gruppi integrati di lavoro (GIL) tra ASL e Comune
7.3.10.3.1. I GIL minori e Autorità giudiziaria
7.3.10.3.2. I Gruppi integrati di lavoro adozioni (GILA)
7.3.11. L’area delle disabilità
7.3.12. L’area anziani
7.3.12.1. L’amministratore di sostegno
7.3.13. L’area della salute mentale
7.3.14. L’area delle dipendenze
7.3.14.1. SERT e carcere
7.3.15. Il servizio sociale in ospedale
7.3.16. Il Punto unico di accesso (PUA) integrato
7.3.17. La casa della salute: un presidio territoriale
8. Giustizia penale e servizi sociali
8.1. Il sistema della giustizia
8.2. La politica penale nella giustizia minorile
8.3. Il servizio sociale della giustizia per i minorenni
8.4. La politica penale della riforma penitenziaria
8.4.1. Il trattamento penitenziario
8.4.2. Le misure alternative alla detenzione
8.4.3. Da Centri di servizio sociale per adulti a Uffici di esecuzione penale esterna
8.5. L’esecuzione penale esterna
8.5.1. La semilibertà
8.5.2. La detenzione domiciliare
8.5.3. L’affidamento in prova al servizio sociale
8.5.4. La messa alla prova
8.5.5. Il lavoro di pubblica utilità
8.6. Gli stakeholder del servizio sociale penitenziario
8.6.1. Il Tribunale di sorveglianza
8.6.2. La Magistratura di sorveglianza
8.6.3. Gli istituti penitenziari
8.6.4. Il condannato
8.6.5. La famiglia
8.6.6. Gli Enti territoriali e le Forze dell’ordine
8.7. La dimensione operativa del servizio sociale penitenziario
8.7.1. Gli strumenti del servizio sociale penitenziario
8.8. Il servizio sociale penitenziario tra controllo e aiuto
8.9. Verso una nuova organizzazione del servizio sociale della giustizia
9. L’area non pubblica in ambito territoriale
9.1. Un’area dai contorni imprecisi
9.2. Gli Enti del terzo settore
9.3. Volontariato e “non profit”
9.4. Le imprese sociali
9.5. I rapporti tra i sistemi di intervento pubblico e privato
Appendice
– Le principali normative di riferimento per l’assistente sociale
– Codice deontologico dell’assistente sociale (2009)
– Legge 23 marzo 1993, n. 84 (istitutiva dell’Albo professionale)
– Ministero della giustizia, decreto 2 agosto 2013, n. 106 (Tabelle prestazioni sociali)
– Le principali normative nazionali


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