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O.M. Ungers: Prime Case

 
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Disponibile

Autori Stefan Vieths

Autori Stefan Vieths
Pagine 126
Data ristampa
Data pubblicazione Dicembre 2015
ISBN 8891612311
ean 9788891612311
Tipo Cartaceo
Collana Politecnica
Editore Maggioli Editore
Dimensione 14,5x22,5
  • Spedizione in 48h
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Autori Stefan Vieths

Autori Stefan Vieths
Pagine 126
Data ristampa
Data pubblicazione Dicembre 2015
ISBN 8891612311
ean 9788891612311
Tipo Cartaceo
Collana Politecnica
Editore Maggioli Editore
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La mostra O.M. Ungers - Prime Case presenta tre opere che hanno un ruolo chiave nella fase iniziale del lavoro di Oswald Mathias Ungers (1926-2007).

Sono case che - in un momento di crisi del Movimento moderno - riflettono la ricerca di un nuovo modo di intendere la forma architettonica, una ricerca con la quale Ungers diventa un protagonista importante nel dibattito sull’architettura dei seguenti decenni.

Questo vale soprattutto per l’Italia, dove Aldo Rossi pubblica su Casabella già nel 1960 un lungo articolo sul lavoro dell’architetto tedesco che indica una certa affinità, una specie di Wahlverwandschaft tra un gruppo di giovani architetti vicini a Ernesto N. Rogers e Ungers.

Ma oltre al loro significato nel dibattito all’inizio degli anni’60, in queste case si manifesta anche un aspetto centrale nel lavoro di Ungers: lo studio – condotto in maniera pressoché continuativa per più di 50 anni - della forma in sé, cioè delle sue regole di formazione e trasformazione e delle sue manifestazioni di base, Körper und Raum.

Si tratta di una ricerca sulla morfologia nell’accezione di Goethe, in cui la forma architettonica è intesa come entità unitaria, una Gestalt, gestita da un’idea superiore, articolata da un ordine preciso e in grado di dare un’interpretazione complessiva del luogo e del programma.

The exhibition O.M. Ungers - Prime Case shows three key works in the early production of Oswald Mathias Ungers (1926-2007).

These houses show - in a negative moment for the Modern movement - a new way of intending architectural form, a research through which Ungers has become one of the protagonists of the architectural debate in the following decades.

This is true mostly in Italy where, in 1960, Aldo Rossi published a long article on Ungers' works in Casabella, showing a sort of Wahlverwandschaft - an affinity - between the German artist and a group of young architects close to Ernesto N. Rogers.

Beyond their meaning in the debate at the beginningof the 1960s these houses show a central aspect of Ungers' work: the research - continuous for morethan 50 years - on architectural form itself, thatmeans the laws of its formation and transformationand its basic phenomena: Körper und Raum (solid andspace).

It is a morphological research, as Goethewould say, where the architectural form is consideredas a unified whole, a Gestalt, a concept with a specificorder that is able to give a complete interpretation ofprogram and place.

Stefan Vieths (Hamburg, 1963)
insegna Composizione architettonica presso la Scuola di Architettura del Politecnico di Milano.

Stefan Vieths (Hamburg 1963)
teaches Architectural Composition at the School of Architecture,  Politecnico di Milano.

Ungers archiv für architekturwissenschaft
Archivi storici Politecnico di Milano

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